LA CRISI

Call center, governo apre dossier esuberi: focus su Gepin e Almaviva

Il viceministro allo Sviluppo economico, Teresa Bellanova, convoca per il 12 e il 13 aprile aziende e sindacati per discutere delle vertenze in corso. A rischio circa 3400 lavoratori

Pubblicato il 04 Apr 2016

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Il governo apre il dossier call center. Il viceministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova ha convocato per il 13 aprile le parti sociali per affrontare la vertenza Almaviva, dopo l’annuncio dei 3mila tagli nelle sedi di Roma, Napoli e Palermo.

“Il governo ha accolto le richieste dei sindacati- dice il segretario generale della Uilcom, Salvo Ugliarolo – che avevano chiesto un tavolo da hoc. Auspichiamo che tutti i soggetti in campo riescano ad avviare un confronto costruttivo per trovare una soluzione a questa vertenza”.

La convocazione è arrivata a due giorni di distanza da quella per la vertenza Gepin che sarà affrontata, invece, il 12 aprile. Gepin Contact ha recentemente perso la commessa per lo svolgimento del servizio di call center di Poste Italiane e i cui lavoratori – oltre 350 – rischiano di perdere il posto.

“Le convocazione di Gepi e di Almaviva devono essere l’occasione perché il Governo vada oltre le parole degli ultimi mesi. C’è bisogno di interventi chiari ed esigibili – avverte Giorgio Serao, della segreteria nazionale Fistel – L’articolo 24 bis deve essre ineludibile per le imprese e deve consentire all’utente di poter scegliere se avere risposta dall’Italia o dall’estero, certezza sulle sanzioni per chi viola la legge sul contrasto alle delocalizzazioni, ammortizzatori sociali straordinari per i call center e fine delle gare al massimo ribasso tenendo conto dei minimi contrattuali. L’utilizzo degli incentivi all’occupazion e nei call center è diventato un elemento di dumping a cui il Governo aveva assicurato di intrrvenire con correttivi che non ci sono stati. Se non c’è un cambio di passo del Governo conclude Serao ho la.sensazione che difficilmente si riuscirà ad evitare i licenziamenti”.

Oltre all’incontro, annunciato stamane, del prossimo 13 aprile, ci sarà il 18 aprile la convocazione del tavolo tecnico sulla crisi dei call center

Lo scorso venerdì in occasione del tavolo con i sindacati presso Unindustria, Almaviva ha confermato di voler andare avanti con la riorganizzazione anche se è disponibile al confronto con le istituzioni competenti. L’azienda ha illustrato le misure contenute nel piano di riorganizzazione aziendale “alla luce – si legge in una nota della società – della estrema gravità della situazione, determinata dalla crisi strutturale del settore italiano dei call center, segnato da perduranti fenomeni distorsivi, condizionato da un quadro normativo incerto e da costante elusione delle regole”.

Per Almaviva “l’urgenza degli interventi risponde alla necessità di affrontare l’accertata insostenibilità delle attività dell’azienda alle condizioni attuali e con i soli strumenti fino ad oggi disponibili, compreso l’ormai pluriennale ricorso agli ammortizzatori sociali”. La società ha inoltre puntualizzato che a fronte di un radicamento produttivo nei diversi territori che supera i quindici anni, la media del personale che si è avvalsa di sgravi contributivi negli ultimi sei anni è inferiore al 3,5%, attualmente pari all’1%.

In questo contesto Almaviva ha spiegato che se, ad oggi, non vi sono certamente le condizioni per interrompere la procedura, “mantiene piena disponibilità a proseguire nell’analisi di ogni utile percorso diretto a rispondere alle gravi problematiche in atto, riconoscendo la responsabilità e la serietà delle organizzazioni sindacali in sede di discussione”.

L’azienda, infine, ha ribadito analoga disponibilità al confronto con le istituzioni competenti, “nella convinzione che, nel rispetto reciproco, siano abbandonati toni di incomprensibile pregiudizio verso il ruolo aziendale e superate posizioni non rispondenti a fatti e realtà”.

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