LA CRISI

Call center, la vertenza Accenture sbarca al Mise

Domani al ministero dello Sviluppo economico il tavolo per affrontare la questione dei 262 licenziamenti nel sito di Palermo. I sindacati: “Serve una soluzione subito”

Pubblicato il 11 Set 2014

Dopo la pausa estiva riprende la vertenza Accenture. Si terrà infatti domani al ministero dello Sviluppo economico il tavolo per affrontare la questione dei 262 lavoratori di Palermo per i quali sono state avviate le procedure di licenziamento.

“Auspichiamo – dice Salvo Ugliarolo, segretario generale della Uilcom Uil, che si possa aprire un confronto “costruttivo” per cercare una soluzione su questa delicata vertenza. Non possiamo accettare che scelte sbagliate, da parte di British Telecom, ricadano sulle spalle delle 262 famiglie che lavorano sul sito di Palermo. Questa vertenza mette in luce quanto da tempo stiamo denunciando sul mondo dei Call Center, un settore che ha bisogno di regole partendo proprio dai cambi d’appalto”.

Proprio per questo motivo i sindacati chiedono al Mise di fissare subito la nuova data sul Tavolo di Crisi sul Settore dei Call Center.

Accenture ha deciso di licenziare i 262 addetti al call center dopo che British Telecom Italia chiuso la partnership sulla gestione dei servizi al cliente e la multinazionale americana sarà costretta a licenziare i lavoratori del sito di Palermo che erano stati ceduti da BT nove anni fa.

“Quella dei lavoratori di Accenture è frutto – secondo Michele Azzola, segretario nazionale Slc Cgil – di follie generate da un vuoto normativo presente solo nel nostro Paese (gli altri Paesi Europei hanno correttamente recepito i contenuti di una direttiva europea di tutela dei diritti dei lavoratori del 2001 ndr) generano ulteriore disoccupazione con costi enormi a carico delle casse dello stato mentre la committenza (Enel, Wind, Con Te Assicurazioni, Poste Mobile, Vodafone, Telecom, Eni e, appunto, il Ministero del Lavoro) continuano fare utili a scapito dei lavoratori “.

“E’ un sistema insostenibile. Da un lato la qualità che viene offerta ai cittadini / clienti è sempre più bassa a causa del continuo spostarsi delle commesse che non consente una professionalità adeguata dei lavoratori, con lamentele causate dai disservizi in crescita e cittadini che si rivolgono ai call center sempre con maggiore disagio – prosegue Azzola – Dall’altro un dramma sociale che aumenta di giorno in giorno nella totale assenza di un intervento della politica e del Governo che si limitano a rilasciare attesati di solidarietà”.

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