CAPRI 2014

Cardani: “Fughe in avanti di Kroes non hanno aiutato, ma la musica cambierà”

Il presidente di Agcom: “Regolazione va affrontata a livello europeo per poi intervenire a livello nazionale”. E sulle telco: “Basta con i ricorsi al Tar, lasciateci lavorare”

Pubblicato il 03 Ott 2014

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“Le fughe in avanti di Neelie Kroes non hanno aiutato. Ma ora cambiando non l’intera orchesta ma alcuni suonatori importanti come il Commssiario forse la musica cambierà un po’”. Il presidente dell’Agcom Marcello Cardani auspica una vision più europea: “Dobbiamo occuparci della regolazione a livello europeo, lo stiamo facendo con la nostra presenza nei vari organismi a livello europeo e non abbiamo ideologicamente alcuna prevenzione se non il fatto che finché esiste una normativa quella dobbiamo apllicare”, ha detto il presidente dell’Authority in occasione della convention Between di Capri. Cardani ha anche detto che l’Agcom “è più che favorevolea innovazione e investimenti” ma sempre nell’ambito di “un quadro legislativo a cui dobbiamo attenerci”.

Cardani accende i riflettori anche sulla necessità che l’Authority si adegui al passo dell’innovazione: “In un sistema delle tlc che si è evoluto in modo cosi abbondante e ha subito cambiamenti notevoli anche il regolatore deve darsi da fare. Dobbiamo intervenire a livello europeo per poi intervenire a livello nazionale. Ci vuole molto tempo ma qualche segnale c’è già stato e ci sono stati segnali di volontà di applicazione diversa”.

Cardani ha inoltre anunciato che proporrà l’apertura di un tavolo per definire una eventuale regolamentazione che riguardi gli Over the top, come ad esempio Google, Facebook. “Uno dei problemi che prenderemo in considerazione, tenendo presente che prima ci vuole un’iziativa generale, poi una direttiva, è il problema che certe regole – ha spiegato Between – si applicano agli operatori telefonici e ad altri no. Qualcosa va fatto. L’obiettivo è avere un mercatoi funzionante, per questo si fanno le regole”. “Purtroppo – ha detto – quello che va fatto è molto lento ma sulla crescente inadeguatezza della regolazione esistente agli sviluppi e alle conseguenze della tecnologia bisogna fare qualcosa. La cosa migliore è sedereci intorno a un tavolo in cui raccogliere le idee degli operatori già alla partenza. Sarebbe intelligente sentire anche gli Over The Top”.

Cardani auspica anche meno litigiosità: “Tutti i provvedimenti dell’Agcom nel 2013 sono stati attaccati – e alcuni bilateralmente – davanti al Tar con un tasso di successo da parte degli operatori al di sotto del 50%. Gli operatori hanno risorse per difendersi e per l’Agcom ciò rappresenta un danno: sarebbe meglio impegnare le nostre risorse per la regolamentazione piuttosto che per difenderci in cause”.

Nel suo intervento a Capri il presidente ha svelato anche i “numeri” del comparto nel secondo trimestre: le linee telefoniche fisse sono scese per la prima volta sotto i 21 milioni e le sim sono diminuite di 2,2 milioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, scendendo a 95,4 milioni. “Le cose vanno oggettivamente non benissimo, anche se ci sono segni interessanti. Ma i trend sono in decrescita e questo desta preoccupazione per gli operatori e anche per noi”.

“Come Agcom vorremmo fare un tavolo con gli operatori per definire una regolazione” per gli over the top, cioè big del Web come Google, Amazon e Facebook perchè il “problema è che certe regole si applicano agli operatori telefonici ma non ad altri”, ha detto ancora Cardani, spiegando che “qualcosa va fatto e il nostro è avere un mercato funzionante”. Inoltre, ha proseguito, “la certezza definitoria del mercato è saltata”.

“Credo che da parte nostra come Agcom la cosa migliore sia sedersi intorno ai tavoli a secondo dei problemi o intorno a un tavolo solo. Facciamo una lista dei guai – ha avvertito – ma se possibile guardiamo avanti. È chiaro che operatori hanno più capacità di noi di guardare avanti e prevedere un guaio”.

“Il quadro regolatorio riguarda qualcosa che è in continua evoluzione. Il regolatore insegue la realtà ma se non fa qualche sforzo di previsione resta doppiamente indietro e crea uno stato di insoddisfazione generale che è letale” per il mercato, ha concluso.

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