BANDA ULTRALARGA

Carnevale Maffè: “PA più digitale? Sportelli più cari del servizi online”

L’economista e docente della Bocconi: “Spingere l’acceleratore sulla domanda di Internet anche usando la leva economica”

Pubblicato il 16 Mar 2015

carlo-alberto-carnevale-140214132440

“Buone intenzioni sulla banda ultralarga, ora aspettiamo le azioni concrete”. È lapidario il commento di Carlo Alberto Carnevale Maffè, economista e docente della Bocconi, sul piano ultrabroadband licenziato dal governo.
Finalmente è stata messa nero su bianco una strategia precisa per fare l’Italia digitale. Cosa non la convince?
Guardi, in realtà le linee guida – perché di questo si tratta, non di provvedimenti specifici – contengono due elementi positivi. Il primo riguarda il rispetto del principio di neutralità tecnologica che lascia libera scelta agli operatori sul sistema dell’offerta. Rispetto all’infrastrutturazione del Paese si adotta, dunque, un modello liberale e non statalista che accantona l’idea di uno spegnimento obbligato del rame. Ma ora voglio vedere azioni concrete.
Il governo di Matteo Renzi prevede di mettere sul tavolo 6 miliardi. Non bastano?
Bisogna vedere. Per ora ci sono solo delle “promettenti” slide. Per dare gli 80 euro in busta paga si sono stanziati subito 10 miliardi; invece per sviluppare le reti ultraveloci, che avrebbero impatti positivi dirompenti sulla produttività del sistema Paese, vedo solo buone intenzioni. Riassunte in poche slide, appunto.
Aveva detto che gli elementi positivi del piano sono due. Il primo è la neutralità tecnologica, il secondo?
Il governo sembra aver finalmente capito che non spetta allo Stato fare le infrastrutture, ma che ci deve essere un impegno del pubblico a favorire e incentivare la domanda. La strategia per la Crescita digitale va nella giusta direzione, avendo adottato la filosofia del “digital first” e facendo riferimento allo switch off nella PA.
Nella giusta direzione, dice. Quindi non basta?
Non basta. Prima cosa perché lo switch off è un obiettivo a tendere, visto che non ci sono date certe sullo spegnimento dell’analogico. E poi perché è puerile sperare che il mercato adotti autonomamente il digitale. Mi spiego: il problema è che oggi, paradossalmente, il digitale costa più dell’analogico. Andare allo sportello a pagare una bolletta costa meno che pagarla via web dove ci sono sovrapprezzi; fare la fila ai caselli autostradali costa meno che utilizzare il Telepass che ha un costo di servizio in più. Finché il digitale costerà così non ci sarà nessuno switch off, al di là di tutte le buone intenzioni di questo governo.
Dunque che si dovrebbe fare?
Una cosa molto semplice: invertire i prezzi relativi dei servizi analogici e digitali, facendo pagare l’analogico per quello che costa realmente a livello di uffici, personale e altro. Sono convinto che in tre giorni – tre giorni non tre anni – lo switch off sarà possibile. Ma va cambiata l’impostazione di fondo delle politiche per il digitale.
Ovvero?
Bisogna superare la convinzione che il digitale è un mercato, che è uno strumento per efficientare la pubblica amministrazione.
Cos’è invece?
Un modo di organizzare la res publica. L’Agenda Digitale è nuova Costituente dei patti di convivenza civile e di servizio pubblico, non un mero aggiornamento del software per dipendenti pubblici o “sportello elettronico” per cittadini. È la continuazione della politica con mezzi tecnologici, insomma. E in questo contesto Internet va vista come un sistema operativo economico-sociale tanto quanto lo sono stati fino ad oggi il diritto pubblico e il diritto privato: è strumento efficace di politica economica inclusiva e abilitante alla crescita competitiva, leva per supportare la competitività delle imprese e tutelare il potere di acquisto delle famiglie.
Tornando alle reti, si parla molto del ruolo che la Cassa Depositi e Prestiti può svolgere nel raggiungimento degli obiettivi del piano. Lei che idea si è fatto?
Ritengo che i soldi pubblici siano l’ultimo dei problemi. Quello che deve fare lo Stato è creare condizioni regolatorie, stabili e certe, per il ritorno degli investimenti che fanno gli operatori. Semmai, poi, si possono pensare a forme diverse di intervento, se quella rete non raggiunge la remunerazione stabilita.
A che tipo di interventi pensa?
A bond convertibili come garanzia. Se il ritorno degli investimenti c’è, gli operatori saranno ben felici di restituire i soldi allo Stato. Se invece la rete è un colabrodo – e sarebbe comunque grande responsabilità dello Stato che ha sufficientemente spinto la domanda di digitale – il bond si converte in azioni. Lo abbiamo fatto per salvare il Monte dei Paschi di Siena, non vedo perché non bisognerebbe farlo anche per investimenti in grado di rilanciare la produttività come, appunto, quelli relativi all’infrastrutturazione digitale del Paese. Ma l’idea che lo Stato ci debba mettere i soldi, proprio no.
Nel contesto disegnato dal piano banda ultralarga, crede che sia utile una società della rete tipo Metroweb partecipata da tutti o a maggioranza Telecom Italia, oppure basteranno gli investimenti dei singoli operatori privati supportati dal capitale pubblico nelle aree bianche e grigie?
Solo gli operatori possono decidere se sia conveniente creare una newco per la gestione della dorsale fino al cabinet, anche perché quel tipo di rete è quasi un monopolio naturale come dimostra il caso di Terna. Ma anche in questo caso non considero vantaggiosa una partecipazione diretta dello Stato che, invece di occuparsi di ingegneria societaria, deve vigilare attraverso l’Antitrust che quella eventuale società rispetti il regime di concorrenza. Per quanto riguarda le quote maggioranza- Telecom Italia sì, Telecom Italiano – anche in questo caso spetta agli operatori di settore decidere qual possa essere la la soluzione più vantaggiosa.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati