Un’ottima fonte assicura che Lucio Dalla telefonò dalla Svizzera al suo confessore ad Assisi, chiedendo di confessarsi mentre l’infarto infieriva. A suo modo il fatto sa di miracolo. Un altro miracolo forse lo ha fatto monsignor Antonio Mennini, il quale negò d’aver confessato Aldo Moro nel covo delle BR prima che fosse ucciso. Mennini assicura alla commissione parlamentare di non essersi mai recato nel covo. “In tutti i casi” aggiunge il prelato colloquiando coi giornalisti “luoghi e circostanze d’una eventuale confessione sono coperti da un segreto che non può essere sciolto neppure dal Pontefice”.
E se avesse usato il telefono? Un brigatista passa la telefonata a Mennini da una cabina… io ti assolvo… e la commissione è servita. Dopo tutto i brigatisti del covo di via Montalcini non se li filava nessuno, assicura il giudice Ferdinando Imposimato, il quale nel libro “I 55 Giorni che hanno cambiato l’Italia” accredita a un brigadiere Ladu un altro miracolo:”…La vigilanza era rivolta a un altro edificio ove era installato un monitor collegato a una telecamerina (sic!) posta all’interno dell’androne d’ingresso di via Montalcini 8. Un secondo monitor era collegato alla telecamera nella plafoniera del lampione. Ho potuto assistere alla sua installazione…”. 1978: la telecamera più piccola era come una 24ore e non c’era la trasmissione digitale. Ladu vide una “telecamerina”, connessa a un’altra e ambedue col monitor a distanza, nel 1978…già… Servizi segreti chiacchierati i nostri, ma nel 1978 tecnologicamente avanti di vent’anni: avevano un genio dell’ettronica e lo scopriamo solo oggi. Peccato non scoprire chi uccise Moro.
www.pierolaporta.it