Il governo affida ad Antonio Catricalà le deleghe alle Tlc. Nel Cdm di oggi, infatti, è stata formalmente annunciata l’intenzione del Ministro dello sviluppo economico, Flavio Zanonato, attribuire il titolo di viceministro ai sottosegretari Carlo Calenda e Antonio Catricalà. “Il Consiglio ha condiviso l’iniziativa e approvato le deleghe di funzioni attribuite”, si legge in una nota di Palazzo Chigi. Nulla di fatto invece per il riassetto della governance dell’Agenda digitale a cui il premier Letta vuole mettere mano dopo l’appello della politica e del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. L’intenzione di Letta era quella di iniziare una discussione sul tema, almeno in via preliminare ma l’approvazione del ddl sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti ha praticamente ribato quasi tutto il tempo a disposizione.
L’orientamento dell’esecutivo pare essere quello di centralizzare le competenze sul digitale, anche se ancora non è chiaro di chi dovrà essere la “regia”. Nelle discussioni di questi giorni – secondo quanto risulta al Corriere delle Comunicazioni – sarebbero emerse due posizioni: da una parte il responsabile dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, interessato ad avere la governance al Mise, forte del fatto che proprio in quel ministero risiederà la delega alle Tlc, uno dei capotoli chiavi dell’Agenda; dall’altra parte il premier Letta starebbe puntando a portare il piano telematico sotto il cappello di Palazzo Chigi.
Qualcosa di “digitale” dal Cdm di oggi è comunque venuto fuori. L’articolo 9 dell ddl “Disciplina del finanziamento dei movimenti e partiti politici” approvato dal Consiglio dei ministri prevede che “il registro dei partiti e dei movimenti politici sia consultabile in un’apposita sezione del portale internet ufficiale del Parlamento italiano”. “I partiti e i movimenti politici attualmente costituiti – prosgue il testo di legge – sono tenuti a trasmettere il proprio statuto al presidente del Senato e al presidente della Camera entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge. L’iscrizione e la permanenza nel registro sono requisiti necessari per l’ammissione di partiti e movimenti politici ai benefici ad essi eventualmente spettanti”.