Franco Bassanini pronto a lasciare la presidenza della Cassa Depositi e prestiti, che – con l’accordo raggiunto nelle scorse ore tra governo e fondazioni – dovrebbe andare a Claudio Costamagna. Ad anticipare la notizia è l’Adnkronos, che, citando fonti governative, prospetta per Bassanini un nuovo incarico come consulente del presidente del Consiglio Matteo Renzi sui “dossier complessi”, tra i qualli quello che riguarda il piano sulla banda ultralarga.
La decisione sarebbe maturata dopo il fitto scambio di colloqui e incontri della giornata di ieri che ha visto la presenza di Franco Bassanini a Lucca al congresso Acri, l’organizzazione che rappresenta le casse di risparmio e le fondazioni di origine bancaria, dove ha avuto un lungo scambio con il presidente Giuseppe Guzzetti, a sua volta in contatto telefonico con il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Bassanini nei giorni scorsi aveva incontrato anche il premier Renzi. La data più probabile per la convocazione dell’assemblea di Cdp, intanto, pare al momento quella del 25 giugno, mentre la formalizzazione del nuovo incarico per Bassanini sarebbe prevista “entro la pausa estiva”.
Sul futuro di Cassa depositi e prestiti si è espresso oggi Andrea Guerra: “E’ importante dire che il Governo non ha alcuna volontà o desiderio di cambiare la missione della Cassa depositi e prestiti – ha detto a Radiocor – La Cassa ha avuto un ruolo fondamentale fino a oggi, ha ottenuto risultati importanti. Ha ottenuto una buona redditività, è stata gestita in modo manageriale. Non c’è un desiderio di cambiare la missione della Cassa. Punto e basta. E’ ovvio che, vista la situazione dei tassi complessiva, è importante che la Cassa abbia un nuovo progetto, un nuovo programma all’interno della sua missione, del suo Statuto con più proattività, incisività e in un orizzonte di lungo periodo”.
Qualunque cambiamento, prosegue Guerra, sarà “per far sì che si riesca a mantenere una forte stabilità patrimoniale e una ottima efficienza operativa. Dico questo perché i tassi sono calati, per cui quella remunerazione che si aveva sul semplice tasso non funziona più. E’ importante riuscire a far sì che tutte le diverse attività della Cassa abbiano più dinamismo e incisività. Perciò è importante ripartire in un progetto di lungo periodo, immaginare, dopo aver ringraziato tanto le persone che fino a oggi hanno gestito la Cassa, che si intraprenda un nuovo percorso con nuove leadership”. “E’ ovvio – continua l’ex ad di Luxottica – che ci sono due soci e questi soci giustamente devono prendere decisioni insieme. Avendo anche visto, letto nomi che vengono proposti per la nuova leadership è evidente e mi sembra chiaro che sono persone che non vengono lì a cambiare la missione della Cassa ma vengono con grande leadership e autorevolezza”.