Inammissibili gli emendamenti al Dl Semplificazioni relativi ai contratti di Tlc. Le modifiche presentate nelle Commissioni Affari Costituzionali e Lavori pubblici del Senato mettevano paletti alla possibilità da parte degli operatori di fare modifiche unilaterali.
Il motivo per cui sono stati dichiarati inammissibili va cercato nella natura stessa del decreto che non riguarda i rapporti tra cittadini e imprese – tema più da codice del consumo – ma solo norme di semplificazione per PA e imprese.
In realtà – spiegano a CorCom dall’entourage dei 5 Stelle – “la decisione è stata tutta politica”, dato che nel decreto Semplificazioni sono andati a finire anche quelli relativi, ad esempio, agli Ncc che riguarda anche i consumatori. Motivo per cui non è escluso che vengano ripresentati in modalità di sub-emendamenti in Aula.
Le telco avevano da subito evidenziato le criticità di questi emendamenti. Ci sono infatti alcune modifiche “automatiche” che vanno a migliorare la customer experience del cliente. A cominciare da quelle che attivano il passaggio dall’Adsl alla fibra o altre sempre riguardanti un upgrade tecnologico; ci sono poi quelle che di fatto vanno ad eliminare tutti costi nascosti, rendendo le bollette più trasparenti. Le telco fanno poi sapere che la definizione dei prezzi all’utente finale dipendono in larga parte – parliamo del 60/70% – dai prezzi all’ingrosso: sarebbe paradossale – dicono a CorCom – che ne caso in cui queste tariffe aumentino gli operatori non possano intervenire sul prezzo al consumo.
Gli operatori avevano inoltre fatto notare gli emendamenti avrebbero violato le norme Ue di armonizzazione relative al servizio universale.