LAVORO

Contratto Tlc, il tavolo si rompe sui call center

Asstel esprime rammarico per l’interruzione delle trattative da parte dei sindacati. Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil in piazza il 19 ottobre: “Aziende indisponibili a tutelare i lavoratori”

Pubblicato il 27 Set 2012

Il tavolo sul rinnovo del contratto Tlc si rompe sui call center. Assotelecomunicazioni-Asstel, l’associazione datoriale che rappresenta le filiera del settore, “registra con rammarico l’abbandono del tavolo negoziale da parte delle organizzazioni sindacali Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil”. Così l’Associazione della filiera delle Telecomunicazioni, diffusa ieri sera a seguito dell’interruzione delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale delle Tlc, scaduto il 31 dicembre 2011.

“Il rinnovo del contratto – continua Asstel – ha trovato il vero ostacolo nelle richieste dei sindacati sul tema delle clausole sociali, nonostante la responsabile disponibilità di Asstel a intraprendere un percorso innovativo e progressivo per la gestione delle potenziali criticità occupazionali del settore e in particolare dei call center. Ciò in un quadro complessivo che, coerentemente con intese già firmate a livello interconfederale, dovrebbe indirizzare più verso rinnovi leggeri e, come da invito del Governo, a trattative con al centro l’obbiettivo del recupero di produttività”.

Dal canto loro, i sindacati lamentano l’indisponibilità delle aziende di affrontare il tema delle “clausole sociali”, cioè le “tutele” dei dipendenti. E per questo sbattono la porta e annunciano un’altra giornata di sciopero generale per il 19 ottobre, dopo quella dello scorso 17 settembre.

“Grave ed irresponsabile è l’atteggiamento di Asstel che, dichiarandosi indisponibile ad affrontare il tema delle clausole sociali a tutela dei lavoratori nei processi di appalto e esternalizzazione delle attività, apre una fase di duro scontro all’interno del settore.” Così le segreterie nazionali Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil dopo tre giorni di trattativa.

“Appellarsi alla libertà di impresa e di mercato per nascondere processi di appalto tesi a ridurre diritti e salario dei lavoratori è anacronistico e denota una scarsa volontà di contribuire a risolvere i problemi del Paese – proseguono i sindacati – In aggiunta a ciò, con una drammatica coerenza provocatoria, alla delegazione è stato richiesto di introdurre norme per facilitare i licenziamenti, non retribuire i primi tre giorni di malattia, utilizzare i Rol e le ferie per la gestione dei flussi delle attività nonché introdurre surrettizie forme di lavoro a chiamata per il personale che, secondo le aziende, dovrebbero dedicare la totalità della loro giornata ad attendere di rispondere a necessità aziendali.”

“Queste richieste, dopo che lo sciopero indetto il 17 settembre scorso ha ottenuto una partecipazione massiccia dei lavoratori, sono state lette come un’autentica provocazione del tutto inaccettabile e irresponsabile.”

“Viene pertanto confermato lo sciopero generale del settore per il prossimo 19 ottobre con una manifestazione nazionale da tenersi a Roma. Saranno aperti i conflitti su tutti i progetti di riorganizzazione avviati che andranno contrastati per difendere ogni singolo posto di lavoro.”

“La responsabilità assunta dai vertici di Asstel con tale decisione appare incomprensibile perché aprirà una fase di contrasto in un momento in cui il Paese avrebbe bisogno di soluzioni condivise per traghettarlo fuori dalla crisi generale – concludono i sindacati – E’ evidente che l’interesse al profitto è l’unica condizione a cui le imprese guardano trascurando gli interessi generali”.

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