IL RINNOVO

Contratto Tlc: più digitale e più formazione, ecco il documento dei sindacati

In vista del rinnovo, Cgil, Cisl e Uil lavorano a una piattaforma comune. Aumento della qualità del lavoro al centro del testo che CorCom ha potuto visionare. “Politiche di filiera e nuove relazioni industriali per vincere la sfida della convergenza Tlc-IT”

Pubblicato il 08 Feb 2016

Federica Meta

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Aumentare la qualità del lavoro, investire sulle competenze degli addetti e mettere al centro la sfida tecnologica. Sono questi i tre perni su cui ruota il documento unitario per il rinnovo del contratto delle Tlc, su cui stanno lavorando Slc Cgil. Fistel Cisl e Uilcom Uil e che CorCom ha potuto visionare.

“In un settore quale quello delle Tlc che può e deve essere trainante per lo sviluppo economico e sociale del Paese attraverso quanto previsto dall’Agenda Digitale e dai piani europei – spiegano i sindacati – queste non possono essere vinte perseguendo la deregolamentazione e lo sfruttamento delle risorse e delle persone ma sviluppando una competizione basata sulla qualità del fattore lavoro, su quella della qualità del servizio reso ai clienti, sulla capacità di innovazione di processo e di prodotto che richiedono sempre più sviluppo ed aggiornamento continuo delle professionalità e un maggiore coinvolgimento dei lavoratori e degli imprenditori”.

Secondo Cgil, Cisl e Uil è necessario sviluppare un quadro di Relazioni Industriali che consenta di superare le criticità emerse in tema di sistema contrattuale, confermando la validità del contratto nazionale di lavoro “quale strumento di regolazione generale del lavoro, di salvaguardia del potere di acquisto delle retribuzioni e redistribuzione della ricchezza prodotta per l’insieme delle aziende dove non si realizzi la contrattazione di secondo livello”.

Le sfide da affrontare derivano da una competizione sempre più globale e mercati sempre più aperti, da un livello di innovazioni tecnologiche che richiedono sempre maggiori investimenti, da un aumento dei “volumi” prodotti accompagnati da una riduzione significativa dei ricavi determinata da modifiche regolatorie e da dinamiche concorrenziali.

In questo quadro si stanno verificando cambiamenti strutturali sul piano economico generale dal punto di vista della gestione dell’impresa con forti ricadute sociali e sul lavoro. Ma anche sul settore con una sempre maggiore convergenza Tlc-IT

“La bassa crescita che contraddistingue l’attuale fase economica non consentirà di invertire il trend dell’elevato tasso di disoccupazione del nostro Paese, che resterà quindi la vera piaga da combattere – si legge nel documento – per questo vanno assunte tutte le politiche contrattuali che puntino al consolidamento ed al rilancio dell’occupazione nel settore”.

Ecco perché diventa necessario necessario sviluppare politiche di “filiera” in grado di valorizzare una sfida basata sull’innovazione e la qualità che contrastino quelle politiche che hanno caratterizzato l’attuale momento, totalmente incentrate sulla riduzione del costo del lavoro e sulla compressione dei diritti.

“La trasformazione verso il digitale della pubblica amministrazione e lo sviluppo delle reti di nuova generazione consentono di ipotizzare politiche che mettano al centro la qualità della produzione contrastando i fenomeni di forte deregolamentazione che hanno prodotto lo sviluppo di sistemi a bassa qualità con l’emersione di lavoro irregolare – dicono i sindacati – Tutti questi processi possono essere accompagnati solamente con una strumentazione contrattuale forte e, nello stesso tempo, rinnovata per rispondere al meglio alle grandi sfide che attendono il settore. Una regolamentazione contrattuale basata su un sistema di Relazioni Industriali sempre più partecipative e di indirizzo per lo sviluppo, per l’estensione e la qualificazione della contrattazione di secondo livello cui assegnare maggiore responsabilità e compiti anche alla luce degli incentivi fiscali che il Governo dovrà mettere a disposizione”.

Infine il tema della regole in senso stretto. Secondo Cgil, Cisl e Uil è arrivato il momento di semplificare testo contrattuale, divenuto per stratificazioni troppo complesso e spesso incomprensibile, per migliorare l’utilizzo del contratto nazionale, la sua efficacia ed esigibilità. “In quest’ambito una puntuale trasposizione dei contenuti dell’accordo Interconfederale del 10 gennaio 2014 rappresentano l’opportunità per garantire processi condivisi, democratici e di responsabilità delle imprese anche attraverso la definizione di opportune sanzioni”, spiegano i sindacati.

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