REGOLE & INTERNET

Copyright, Agcom: ascolteremo tutti, ma andiamo avanti

L’authority conferma la decisione di elaborare linee guida entro l’estate. Nonostante la lettera inviata da provider, imprese informatiche e associazioni di settore che si oppongono a una delibera senza intervento del Parlamento: “Non è suo compito e costerebbe troppo allo Stato”

Pubblicato il 07 Mag 2013

L.M.

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Non può essere Agcom a emanare una delibera per la regolamentazione del diritto d’autore online, come invece ha anticipato il mese scorso il suo presidente Angelo Marcello Cardani: lo sostengono oggi con una lettera aperta all’Autorità garante delle comunicazioni una serie di associazioni coinvolte nella questione, sostenendo che spetta al parlamento occuparsene e che comunque un’operazione del genere peserebbe troppo sulle casse pubbliche. Ma l’Authority replica ricordando che il prossimo 24 maggio, a Roma, si terrà un workshop sull’argomento con esperti italiani e internazionali e che, in quell’occasione, saranno ascoltati e valutati anche i pareri di coloro che adesso stanno protestando, anche perché alcuni di loro risultano già tra gli invitati. Di fatto, al momento, Agcom si dice intenzionata ad andare avanti, con l’obiettivo di proporre linee guida concrete entro l’estate.

A firmare il documento sono Altroconsumo, Assoprovider (Associazione provider indipendenti), Assonet (Associazione Nazionale Imprese nel Settore delle Telecomunicazioni e dell’informatica), Aiip (Associazione Italiana Internet Provider), Associazione Articolo21, Free Hardware Foundation Italia, Iwa Italy (International Webmasters Association), Linux Club Italia, Stati Generali dell’Innovazione, Rete dell’innovazione, Associazione Piccole Imprese e Consulenti per l’Informatica, Associazione Piccole Imprese e Consulenti per l’Informatica, Liber Liber (onlus), Assintel-Associazione Nazionale Imprese ICT-Confcommercio, Fondazione Ahref-Bruno Kessler, Fondazione Il secolo della Rete, Cna Comunicazione, Cna Confederazione Nazionale artigianato, piccole e medie imprese Giovani più altri firmatari singoli.

Molte di queste associazioni due anni fa avevano già protestato contro un analogo tentativo di delibera Agcom, poi di fatto sospesa. Ma adesso l’Authority ha rilanciato la proposta. Lo scorso 9 aprile Cardani, durante un convegno sulla connected tv, ha preannunciato di voler presentare entro l’estate uno schema di provvedimento da mandare in consultazione sul diritto d’autore online. “Di fatto quando si coniugano aspetti tecnici e diritti fondamentali del cittadino, forse sarebbe meglio che fossero tutelati dal parlamento – aveva precisato – ma il parlamento precedente non ha voluto occuparsene, o piuttosto era occupato in altre faccende, mentre di quello attuale non si sa (in quel momento ancora l’Italia non aveva un governo, ndr). Perciò i tecnici faranno il loro mestiere. Tuteleremo pluralismo e diritto di accesso, e non avremo dubbi né esitazioni”.

Successivamente, il 24 aprile scorso, è intervenuto Antonio Preto, Commissario dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, a ribadire le tappe del percorso. “La nostra riflessione sull’argomento – ha puntualizzato – è appena iniziata e proseguirà nelle prossime settimane anche attraverso iniziative pubbliche che mirano a raccogliere opinioni, spunti e suggerimenti per affrontare un tema la cui complessità e delicatezza è sotto gli occhi di tutti”.

Ma i firmatari della lettera aperta non sono d’accordo. Secondo loro la questione deve passare dal parlamento, opinione peraltro già espressa due anni fa da numerosi politici di vari schieramenti e dall’allora presidente dell’Autorità garante della privacy, perché soltanto questa istituzione può occuparsi di una materia così delicata per la libertà di espressione su internet.

Inoltre, sempre stando ai firmatari, l’Agcom finirebbe per sostenere costi eccessivi in termini sia di tempo dia di impiego risorse. “L’Autorità non sembra aver adeguatamente valutato nel merito – dicono – il costo per i conti pubblici derivante dall’istituzione di un procedimento di risoluzione delle controversie interno alla stessa Autorità che dovrebbe probabilmente trattare migliaia di casi, in un momento cosi deficitario per le stesse risorse pubbliche”. D’altra parte “l’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, sebbene più volte sollecitata in tal senso anche da associazioni sottoscrittrici della presente lettera, non ha tuttavia ancora effettuato alcuno studio indipendente sui danni da pirateria digitale nel nostro Paese, come invece effettuato di recente dalla Commissione Europea attraverso il Joint Research Centre”.

Le associazioni e i singoli firmatari chiedono dunque al presidente e al Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni “se sia vero che il Presidente Cardani abbia recentemente incontrato sul tema i rappresentanti delle Associazioni dei titolari dei diritti d’autore e, in caso di risposta affermativa, chiedono che venga reso pubblico, in forma integrale, il verbale redatto”. Chiedono poi di “rispettare il ruolo del Parlamento e di non procedere in assenza della determinazione del solo organo deputato ad assumere decisioni in una materia così delicata, il cui impatto sulla libera circolazione delle informazioni e dei contenuti è di tutta evidenza”. Infine sollecitano l’Agcom a “voler sentire in una Audizione pubblica, le sottoscritte Associazioni, nel termine di 15 giorni dal ricevimento della presente, al fine di raccogliere elementi utili alla valutazione dell’opportunità di procedere all’adozione del suddetto regolamento”.

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