Dècina: “Armadi per la fibra in cooperativa tra operatori”

La nuova idea che sta prendendo forma in Agcom per aprire la concorrenza e incentivare lo sviluppo delle reti Fttc: collaborazione tra operatori per la costruzione dei nuovi cabinet. La spiega il consigliere dell’authority in esclusiva al Corriere delle Comunicazioni

Pubblicato il 10 Apr 2013

Nelle stanze di Agcom ha cominciato a emergere un’idea, per aprire la concorrenza e incentivare lo sviluppo delle nuove reti Fiber to the cabinet: la possibilità che gli operatori costruiscano insieme, in cooperativa, gli armadi stradali a cui portare la fibra. Estenderebbe insomma agli armadi – punto nodale delle reti Vdsl2 ora costruite da Telecom Italia e Fastweb – lo stesso principio già adottato per la condivisione degli scavi per la fibra. Perché nascano i primi armadi cooperativi, però, è opportuno che ci siano regole a supporto.

“E’ un tema di frontiera, a cui sto già pensando”, conferma Maurizio Dècina, consigliere Agcom in un’intervista che uscirà sul prossimo numero del Corriere delle Comunicazioni e di cui pubblichiamo una sintesi. «Sarebbe positivo che gli operatori collaborassero per costruire insieme nuovi cabinet. In Italia, infatti, ci possono essere più operatori che vogliono fare Fttc nella stessa zona. Telecom, Fastweb, ma anche Vodafone ci sta pensando seriamente». «Gli armadi attuali di Telecom non possono però ospitare gli apparati necessari (MiniDslam). La stessa Telecom è costretta a sovrapporre all’armadio un’infrastruttura detta zainetto, dove mette il MiniDslam», chiarisce Dècina. La soluzione del dilemma sarebbe quindi, appunto, costruire gli armadi in modo collaborativo.

Ma con quali regole? Non siamo ancora arrivati alla fase della definizione e di questa idea, al momento, non c’è nulla nero su bianco, ancora. Ma se si dovesse seguire l’esempio delle regole sulla condivisione degli scavi, significherebbe che Telecom Italia sarebbe obbligata a comunicare agli operatori quando sta per abilitare un armadio alla Vdsl (con lo zainetto). Allora gli operatori avrebbero un po’ di tempo per eventualmente aderire al progetto e così potrebbero fare insieme a Telecom un armadio ex novo: abbastanza grande per contenere i miniDslam di tutti. Nel caso degli scavi, le regole impongono a Telecom dal 2009 di comunicare quando intende posare nuova fibra. Deve dare tre mesi giorni di tempo agli operatori per aderire e quindi per condividere investimento e infrastrutture civili.

A rigor di logica, il primo momento utile per indicare regole sugli armadi cooperativi potrebbe essere la delibera per l’offerta di riferimento dell’unbundling del local loop di Telecom Italia per il 2013, ora in consultazione pubblica.

Quest’idea si pone in un contesto più ampio che già tende alle semplificazioni per le nuove reti in fibra. Entro aprile dovrebbe uscire, dal ministero allo sviluppo economico e dal ministero delle infrastrutture e dei trasporti il “Regolamento scavi per le infrastrutture a banda larga e ultra larga nell’intero territorio nazionale”, in quanto decreto attuativo del Crescita 2.0. Saranno nuove regole – per una volta omogenee su tutto il territorio nazionale – per semplificare la burocrazia dei permessi, limitare gli oneri ingiustificati in capo agli operatori e per agevolare l’uso delle tecniche di scavo innovative.

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