IL DECRETO

Decreto del fare: wi-fi, obblighi meno stringenti per i gestori

Il decreto del Fare elimina l’obbligo di ricorrere a un tecnico iscritto all’albo per installare una rete con oltre 24 punti di accesso. Nessuna autorizzazione per hotel e negozi

Pubblicato il 18 Giu 2013

Il decreto del Fare semplifica le regole del wi-fi per aziende ed esercenti. Come scrive il Sole 24 Ore il provvedimento ha abrogato l’obbligo a ricorrere a installatori iscritti all’albo specifico per mettere in azienda una rete wi-fi con oltre 24 punti di accesso, inserito con un decreto del 2010. Sul fronte reti pubbliche – per esempio quelle installate da negozi, hotel – decade l’obbligo di chiedere autorizzazione al ministero e al Questore, per qualunque azienda per la quale offrire internet non costituisce l’attività commerciale prevalente. L’obbligo resta solo per i provider internet e per gli internet point, non per esercenti di altra natura che offrono internet ai propri clienti. Sul sito del ministero allo Sviluppo economico si spiega che il decreto avrà un altro effetto: “L’offerta ad internet per il pubblico sarà libera e non richiederà più l’identificativo personale dell’utilizzatore. Resta però l’obbligo del gestore di garantire la tracciabilità mediante l’identificativo del dispositivo utilizzato”.

In altre parole – precisa Il Sole 24 Ore – il gestore della rete wi-fi pubblica (il negozio per esempio) potrà limitarsi a identificare il dispositivo usato (computer, cellulare, tablet), purché questa attività permetta di tracciare la connessione e quindi, alle autorità, di risalire agli autori di eventuali crimini.

Gli addetti ai lavori sono però scettici sull’utilità di questa disposizione. Per prima cosa, l’obbligo di identificazione era già decaduto dal 2010 (con l’abolizione del decreto Pisanu). Secondo, “dovremo continuare a identificare gli utenti: sapere il codice del dispositivo non è sufficiente per risalire all’utente e quindi rischiamo di essere penalmente responsabili dei reati compiuti con la nostra connessione”, spiega Giovanni Guerri, fondatore di Guglielmo. Confermano dal ministero allo Sviluppo Economico: “Avevamo chiesto di eliminare la responsabilità penale per chi offre accesso internet pubblico, ma il decreto non si è spinto fino a questo punto per liberalizzare il wi-fi”. Ad oggi i gestori di reti wi-fi identificano gli utenti tramite il loro numero di cellulare, che va fornito per ottenere la password di accesso internet.

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