COMPETENZE DIGITALI

E-skills, la parola d’ordine è “condivisione”

La Commissione Ue lancia la campagna per la diffusione delle competenze digitali fra cittadini e all’interno delle imprese per spingere la crescita. Oltre le tecnologie, e l’uso selvaggio di email

Pubblicato il 13 Set 2014

Ciò che più caratterizza la nostra contemporaneità è la velocità del cambiamento indotto dalle tecnologie. Siamo in un momento di forte discontinuità in cui le attività e le competenze si trasformano e vanno ripensate. Lanciando la campagna di comunicazione “e-Skills for Jobs 2014”, la Commissione Europea ha inteso promuovere lo sviluppo delle competenze digitali tra i cittadini per consentire a ognuno di incrementare le proprie possibilità occupazionali o di carriera e alle imprese di avere risorse preparate ed essere più competitive.

Un punto importante dell’iniziativa è quello di stimolare le imprese a sviluppare competenze digitali al proprio interno, formando i lavoratori, rivedendo le dotazioni, gli strumenti, le strutture organizzative e i processi produttivi. Per arrivare a sensibilizzare i cittadini, infatti, è importante passare attraverso i diversi contesti d’appartenenza: le imprese, la scuola e le università, il sistema sanitario, la PA.

Ma soffermiamoci sulle organizzazioni produttive, le prime a essere coinvolte nella campagna e-skills for jobs.

Quando si parla di sviluppare competenze digitali non possiamo limitarci a immaginare corsi di informatica, di programmazione, di apprendimento all’uso di applicazioni e piattaforme offerte dal web. Non si tratta solo di abilità “tecniche”.

Sviluppare competenze digitali e innovazione dentro le organizzazioni significa innanzitutto promuovere quelle competenze che sono alla base delle pratiche che la tecnologia consente e agevola. Le tecnologie e la rete offrono opportunità a chi sa come coglierle.

Ad esempio, valorizzare il lavoro di gruppo e dei network orizzontali contribuirà a dare senso all’apprendimento e all’uso delle tecnologie cloud. Superare la logica della stanza, della scrivania e del personal computer, darà spazio a pratiche di smart working e di lavoro in mobilità.

Dare spazio a interessi e passioni consentirà la generazione di idee, lo scambio entro community svilupperà tematiche interne.

Si tratta di riconoscere e sviluppare le opportunità offerte dalle tecnologie e dalla rete, in organizzazioni dove la condivisione non è più l’eccezione, ma la regola.

Inoltre, sarà fondamentale cogliere i segnali che provengono dal “basso”, dalle persone, comprendendone il senso e valorizzando le iniziative nate spontaneamente entro l’organizzazione.

Ad esempio, una pagina Facebook creata da una rete di venditori di un’azienda con negozi distribuiti sull’intero territorio nazionale, pagina in cui le persone iniziano spontaneamente a collaborare e a scambiarsi consigli sull’attività lavorativa comune. Ed ecco che muta il senso della intranet aziendale: da contenitore di informazioni può diventare luogo di incontro, di scambio, di valorizzazione e di crescita delle competenze e delle conoscenze di ciascuno, disintermediando la catena gerarchica. Oggi il sistema di comunicazione nelle aziende ruota intorno a un uso massiccio e, a volte, eccessivo della posta elettronica: con volumi altissimi di mail ricevute ogni giorno, molti destinatari in copia, allegati pesanti. In email viene distribuito e organizzato il lavoro e spesso le decisioni vengono prese attraverso le informazioni scambiate nelle mail.

Le nuove possibilità offerte dalle tecnologie e dal web consentono di superare e migliorare il meccanismo del lavoro “mail centrico”, creando spazi e piattaforme di comunicazione, di scambio e di co-creazione.

La capacità di elaborare una visione aziendale connessa all’innovazione e al futuro è precondizione culturale necessaria per lo sviluppo delle competenze digitali.

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