L’INTERVISTA

Energia e Tlc, la sfida di Adtran: “Modernizzare le reti per ridurre i costi”

Il business development director Stefano Fogli: “Il caro-bollette avrà un impatto diretto su tutti gli operatori. L’unica contromisura è accelerare il rinnovamento delle infrastrutture, indirizzandosi verso tecnologie più sostenibili e future-proof”

Pubblicato il 10 Ott 2022

internet-reti-fibra-131210183033

“Accelerare il rinnovamento delle reti verso tecnologie più sostenibili”. È questa secondo Stefano Fogli, businesss development director di Adtran, società statunitense specializzata nel mercato della fibra ottica end-to-end, e in particolare delle soluzioni di accesso fisso, la ricetta che consentirà agli operatori Tlc di fronteggiare l’aumento del costo dell’energia e l’impatto che questa dinamica potrebbe avere sul loro business. In un’intervista a CorCom Fogli spiega come – grazie a una scelta di innovazione – le telco potranno oggi contenere l’aumento dei costi, e guardando in avanti essere “future proof” dal punto di vista tecnologico, in un mercato che riserva sempre più attenzione alla sostenibilità in ogni suo aspetto.

Fogli, come impatterà l’aumento dei costi dell’energia sulle Telco?

Se da una parte i dati ci parlano di costi per l’energia che negli ultimi due anni sono aumentati di circa dieci volte, dall’altra regna l’incertezza sulle fluttuazioni dei prezzi per l’immediato futuro. Questa improvvisa impennata ha implicazioni importanti per il business degli operatori tlc, che nell’immediato dipendono dal contratto, in termini di durata e di prezzo – che i singoli player hanno sottoscritto con i propri fornitori di energia. Ma nel medio-lungo periodo questo problema avrà un impatto su tutti gli operatori, anche su quelli che oggi sono protetti da un prezzo bloccato negoziato negli anni scorsi.

In termini generali come sarà possibile contrastare questi effetti negativi?

La contromisura più efficace è di sicuro imprimere un’accelerazione al rinnovamento delle reti verso tecnologie più sostenibili. Molti operatori avevano cominciato da tempo a isolare le piattaforme di rete obsolete, come le infrastrutture in rame della cosiddetta Pstn, public switched telephone network, e pianificarne la dismissione, ma spesso non erano riusciti a trovare la spinta interna necessaria per procedere. L’aumento del costo dell’energia può fornire un motivo decisivo per attuare questo genere di piani, come dimostra tra l’altro il recente annuncio di British Telecom

Quali sono le implicazioni di queste strategie sulle reti di accesso?

L’aumento del costo dell’energia arriva a complicare ulteriormente la già difficile sfida che tutti gli operatori del continente europeo si trovano davanti: l’imperativo di dover implementare un servizio a 1Giga su tutta la propria base clienti, e in molti casi pianificare una transizione a un servizio multi-Giga(impiegando quindi tecnologie di tipo 10Giga, come la Xgspon, che fornisce 10Gbps simmetrici). La sfida, in sintesi, sarà di pianificare servizi multi-giga in accesso riducendo drasticamente i consumi energetici. Questo, nello specifico, significa rivedere a tutto tondo la centrale di accesso: non basta ridurre il consumo dell’apparato di accesso in fibra, il cosiddetto Olt, optical line terminal, ma occorre anche rivedere l’architettura di backhauling e la relativa banda di uplink, in modo da ridurre in parallelo la necessità di aria condizionata nell’intero sito, e l’impatto ambientale end-to-end. È inoltre il momento giusto per riconsiderare il numero di siti di accesso, e valutarne una riduzione.

Come sarà possibile coniugare contenimento dei costi e fornitura di un servizio multi-giga?

Partirei dal fatto che l’architettura dell’ultimo miglio deve essere quanto più possibile di tipo punto-multipunto, dedicando invece l’architettura punto-punto solo a bisogni specifici, come quelli delle imprese che esigono fibra dedicata. Dai primi risultati delle nostre partnership con alcuni operatori europei per la migrazione delle loro reti punto-punto verso l’Xgspon emergono risultati importanti, con un risparmio energetico che va oltre il 70%, per una soluzione che riutilizza la fibra posata, e allo stesso tempo rimane competitiva per il futuro.

Passando agli apparati di accesso in fibra, quali caratteristiche devono avere?

Io individuerei principalmente tre caratteristiche per gli Olt: la massima compattezza, perché le piccole dimensioni consentono di risparmiare sul raffreddamento e sui servizi di co-locazione, la massima scalabilità, per poter crescere come numero di utenti solo quando ce n’è bisogno, e la massima flessibilità, per dispiegare l’architettura più efficiente – che sia a stella, ad anello o a cascata – e impiegare così solo le tecnologie davvero necessarie. È importante aggiungere che queste caratteristiche devono restare ottimali durante tutto il ciclo di vita dell’Olt, non soltanto in un suo momento.

Ci può fare un esempio pratico per chiarire meglio il concetto?

Esistono fondamentalmente due modi di concepire gli apparati di accesso in fibra: quello tradizionale, basato sullo chassis con parti comuni e schede di traffico Pon, (passive optical network), e quello disaggregato, in cui i moduli di accesso Pon bastano a sé stessi senza più bisogno di chassis e parti comuni per funzionare. Il fatto di non essere più limitato dallo chassis è uno dei motivi principali per cui in Adtran siamo convinti che solo l’Olt disaggregato possa fornire i servizi multi-giga garantendo al contempo l’efficienza richiesta. Infatti, mentre gli apparati “tradizionali” sono ottimizzati soltanto nel momento in cui lo chassis è pieno, l’Olt disaggregato è ottimizzato sempre. Questo genera un risparmio energetico dell’ordine delle migliaia di euro per anno per ogni Olt, che si traduce in milioni di euro l’anno per i grandi operatori nazionali.

Quali sono gli sviluppi tecnologici prevedibili in questo momento?

Le analisi di mercato dicono chiaramente che questo è il decennio del Pon a 10Giga, o Xgspon, ma gli operatori devono garantire che il loro apparato di accesso in fibra consenta anche l’evoluzione verso le tecnologie Pon future. Oggi è molto difficile prevedere quando i prossimi standard Pon saranno richiesti dal mercato, anche se in Adtran riteniamo che la priorità attuale dovrebbe essere sull’efficienza energetica piuttosto che su velocità che non saranno richieste per alcuni anni. Ci aspettiamo quindi che l’evoluzione nel medio termine sarà verso un Xgspon che consumi ancora meno energia, capitalizzando sulla futura evoluzione del chipset Olt. È ancora presto per fare previsioni precise, ma il futuro chipset a 7 nanometri porterà un ulteriore risparmio di energia dell’ordine del 30%-40%.

Come si fa a essere “future proof” nello scenario che ci ha descritto?

Il punto per gli operatori è di poter contare su apparati di accesso in fibra che possano evolvere prontamente verso le tecnologie future, quali che siano. La soluzione è ancora una volta nell’Olt disaggregato, che ha il vantaggio della modularità, con la possibilità di introdurre le nuove tecnologie nel momento in cui saranno disponibili, a differenza delle soluzioni tradizionali che hanno bisogno di un telaio con un backplane che va disegnato in anticipo e che non può essere più cambiato. E anche il mercato ci sta premiando su questa scelta.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Antonello Salerno
Antonello Salerno

Professionista dal 2000, dopo la laurea in Filologia italiana e il biennio 1998-2000 all'Ifg di Urbino. Ho iniziato a Italia Radio (gruppo Espresso-La Repubblica). Poi a ilNuovo.it, tra i primi quotidiani online nati in Italia, e a seguire da caposervizio in un'agenzia di stampa romana. Dopo 10 anni da ufficio stampa istituzionale sono tornato a scrivere, su CorCom, nel 2013. Mi muovo su tutti i campi dell'economia digitale, con un occhio di riguardo per cybersecurity, copyright-pirateria online e industria 4.0.


Who's Who


Aziende


Argomenti


Canali

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati