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Ericsson, Missori: “Per il 5G sprint dal mercato unico Ue”

L’Ad dell’azienda: “L’Europa deve accelerare sullo standalone e potrà farlo solo se si adotterà un approccio sistemico. In Italia fondamentali la spinta dei comparti industriali strategici e la collaborazione con i vendor per trovare la killer use case della monetizzazione”

Pubblicato il 12 Dic 2023

ANDREA_MISSORI_ericsson

L’Italia e l’Europa devono accelerare sul 5G standalone e potranno farlo solo se l’Ue riesce a mettere insieme un mercato unico delle tlc, adottando una visione di insieme. Lo ha dichiarato Andrea Missori, amministratore delegato di Ericsson Italia, in occasione dell’edizione di fine anno di Telco per l’Italia. “Il tema non è legato all’Italia o al singolo mercato mobile”, ha sottolineato Missori.

“Si parla molto di quanto lentamente l’Italia si stia muovendo sul 5G rispetto ad altri mercati e player e questo è un tema chiave che riguarda l’Unione europea e i paesi europei e che si lega direttamente al fatto che ci manca l’approccio sistemico e strutturato adottato in altri paesi e che ha dato valore al loro progetto sul 5G”, ha affermato l’AD di Ericsson Italia. “Pensiamo all’India, dove le implementazioni corrono perché il 5G viene, giustamente, considerato la piattaforma di sviluppo per la competitività del paese. L’Europa non è riuscita a tenere il passo con le economie più veloci e ora dobbiamo recuperare questo gap”.

Verso la “maturità” del 5G  

In Italia non c’è ancora un “vero” 5G, ha proseguito Missori, perché il vero 5G è solo quello standalone. “Appena l’11% delle stazioni 4G sono state portate sul 5G midband”, ha detto Missori. “E questo è dovuto al fatto che gli investimenti necessari sono enormi, mentre le telco sono in affanno. Tra l’altro in Italia hanno speso cifre enormi per le frequenze”.

In questo momento, perciò, la prima necessità è lavorare perché il 5G diventi un mercato maturo: con rete standalone, frequenze midband e aziende nazionali strategiche che investono in reti innovative che richiedono sicurezza, resilienza, latenze specifiche. “Il 5G sarà maturo quando si avvierà la trasformazione digitale dei comparti strategici. Bisogna agire sulla domanda delle imprese”, ha proseguito Missori, ricordando che il 5G non è solo consumer ma riguarda anche e soprattutto il mondo enterprise e quello industriale e ha un ruolo fondamentale per la digitalizzazione delle infrastrutture critiche nazionali, come il trasporto ferroviario, le utilities e la pubblica sicurezza.

La spinta degli “innovatori” e la monetizzazione

Ericsson continua a spingere su piattaforme e soluzioni che consentono alle telco di mettere a punto use case monetizzabili. Come ha spiegato Missori, per portare il 5G alla fase di maturità ci sono due vie: “Un possibile modello è quello di costruire le reti in previsione dell’arrivo della domanda. Ma sono necessari tanti investimenti e l’unica via che vedo percorribile in Italia è quella di costruire gli use case per la monetizzazione puntando sulla capacità di fare innovazione di player e aziende”.

Il network slicing abilitato dal 5G è uno strumento per rendere le reti a qualità e servizio garantito e permette alle telo di offrire servizi premi. “Le telco stanno investendo sul network slicing laddove c’è il 5G standalone, ma i tempi sono lunghi e bisogna continuare a lavorare sulla domanda, puntando sulle tecnologie mission-critical”, ha chiarito Missori. “Ericsson ha in Italia una grande struttura di ricerca e sviluppo con 750 persone e collabora con le aziende per capire insieme su quali aree e servizi investire che siano più facilmente monetizzabili. Volendo sintetizzare velocemente, i settori chiave possono essere considerati nel consumer l’Fwa, nelle Pmi il passaggio al wireless e al modello as-a-service, e nelle grandi imprese la digitalizzazione delle infrastrutture critiche“.

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