Ericsson fa causa ad Apple negli Stati Uniti per il pagamento delle royalty sui brevetti standard-essential del 5G. Il procedimento ruota intorno alle tecnologie di networking sviluppate dallo European telecommunications standards institute (Etsi) e che i brevetti di Ericsson hanno abilitato, secondo quanto afferma il vendor svedese nella causa depositata presso la Us District Court for the Eastern District of Texas.
Il nodo della controversia è nei termini di licenza di tali brevetti: essendo essenziali nella definizione dello standard devono rispettare il criterio del “fair and reasonable”, ma per Apple non lo sono. Secondo Ericsson, invece, le royalty chieste sono eque e ragionevoli; l’azienda di Stoccolma cerca dal giudice una sentenza che sancisca nero su bianco la qualità “fair and reasonable” dei suoi termini di licenza, costringendo Apple e qualunque produttore di smartphone a pagare secondo quei termini.
Apple, tante controversie sulle royalty
Non è la prima volta che Apple e Ericsson si scontrano sul pagamento delle licenze. Già all’inizio del 2015 le due aziende erano finite davanti al giudice (questa volta per iniziativa di Apple) per i brevetti di Ericsson considerati fondamentali per gli smartphone e i tablet che la Mela utilizza per i suoi iPhone e iPad. E il nodo era ancora una volta l’entità delle royalty. le condizioni proposte dal vendor sono eque, ragionevoli e non discriminatorie (i cosiddetti termini Frand)? Non per Apple.
Oggi come allora il colosso di Cupertino ritiene che il fornitore svedese chieda royalty sproporzionate essendo i brevetti in questione essenziali.
Apple si è scontrata per anni con Qualcomm sulle licenze; l’intesa è arrivata solo nel 2019 con un accordo extragiudiziale: Cupertino ha pagato 1 miliardo di dollari al chipmaker per chiudere il lungo contenzioso.
Adesso alle calcagna di Apple sui brevetti per il 5G c’è anche Huawei, che da quest’anno ha introdotto le royalty sulle sue tecnologie 5G proprietarie e intende rinegoziare i termini di utilizzo con Apple e Samsung.
Ericsson: le licenze permettono di continuare a investire
“Per aziende all’avanguardia tecnologica come Ericsson, che fanno ingenti investimenti di lungo termine nella ricerca e sviluppo, la possibilità di essere ricompensate in termini equi tramite le licenze sui brevetti è importante per assicurare la capacità di fare nuovi investimenti in innovazione e perché la standardizzazione aperta e basata sulla collaborazione continui ad essere una storia di successo”, ha commentato l’azienda svedese. Ma “la causa è in corso e Ericsson al momento non intende rilasciare altre dichiarazioni”.
Agli occhi del fornitore svedese alcune aziende – come il colosso degli iPhone – usano tecnologie brevettate senza pagare le licenze e quindi beneficiano commercialmente di soluzioni su cui hanno investito altri. Spesso ciò avviene in assenza di accordi di licensing e senza pagare royalty che i proprietari dei brevetti ritengono eque. Non garantire il giusto compenso è, per vendor come Ericsson o Huawei, una minaccia al processo che finora ha garantito la creazione di standard aperti. Il fatto che la casa svedese sia ricorsa al tribunale americano indica una sfiducia nella possibilità di ottenere un risultato semplicemente negoziando con Cupertino.
Apple mantiene la sua posizione secondo cui i vendor impongono termini non ragionevoli.
Con Samsung è scoppiata la pace
Ericsson si è a lungo scontrata anche con Samsung, ma a maggio di quest’anno le due aziende sono riuscite ad arrivare a un accordo pluriennale sulle licenze di brevetto globale, compresi i brevetti relativi al 5G e a tutte le tecnologie cellulari, che ha chiuso la disputa.
In questo quadro le due società hanno concordato progetti di cooperazione tecnologica per far avanzare il settore della telefonia mobile verso una standardizzazione aperta.