LA CRISI

Esuberi Nsn, tavolo con i sindacati al ministero per lo Sviluppo

Dopo il corteo di oggi a Milano, Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil ottengono l’apertura di una trattativa per discutere del taglio di 580 dipendenti annunciato dall’azienda in Italia

Pubblicato il 08 Mag 2012

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Un tavolo di trattativa tra Nokia Siemens Network e i sindacati sarà aperto al ministero per lo Sviluppo economico per trattare sui 580 esuberi (su un personale totale di 1.100 dipendenti) annunciati dall’azienda venerdì scorso. "Siamo tutti soddisfatti – ha detto Marcello Scipioni, della segreteria Fiom di Milano – dei risultati della giornata, ma le attività sindacali non si fermano. Ci riuniremo a breve per decidere quali iniziative prendere. Lo sciopero è l’opzione principale".

Il tavolo di trattativa è stato ottenuto dai sindacati dopo l’incontro con il prefetto al termine di una manifestazione questa mattina a Milano. Il corteo, organizzato dalle sigle dei metalmeccanici dei principali sindacati: Fiom, Fim e Uilm, composto da circa duecento operai, ha sfilato da piazza San Babila a lla Prefettura in corso Monforte.Il corteo di circa 200 impiegati, e nello specifico quasi tutti Ingegneri, stiamo parlando di brevetti e di Ricerca e Sviluppo, della Nsn ha visto la partecipazione di tutte le federazioni metalmeccaniche dei maggiori sindacati: Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil. “Noi respingiamo il piano industriale – dice Marcello Scipioni della segreteria Fiom di Milano – che prevede l’esubero del 50% degli operai dell’azienda. Si scaricano sempre sugli stessi i risultati di quasi sei anni di fallimenti del management".

Scipioni continua aggiungendo che "il settore telecomunicazioni è forte in Italia ma sta scomparendo. Quando parliamo di saccheggio intendiamo dire che brevetti sviluppati in Italia saranno venduti ad un’azienda canadese, saranno sviluppati in altri paesi per poi essere venduti a basso prezzo. Noi vogliamo convincere l’azienda a trattare con il sindacato perché vengano evitati questi licenziamenti".

Venerdì scorso Nsn ha annunciato 580 esuberi su 1100, suscitando gli strali dei sindacati. “Quanto avviato globalmente, ed annunciato oggi in Italia, è il risultato di una trasformazione strutturale molto profonda dell’intera azienda. La nostra organizzazione dev’essere sempre più orientata al mercato ed al cliente – spiega al Corriere delle Comunicazioni l’ad Maria Elena Cappello – Abbiamo iniziato la nostra trasformazione dai nostri punti di forza, il mobile broadband, il customer experience management ed i servizi, che coincidono con lo sviluppo del mercato. Abbiamo modificato i nostri modelli di governance per raggiungere il massimo dell’efficienza. In un prossimo futuro questa trasformazione ci porterà ad essere un partner ancora più efficace focalizzato ed innovativo per i nostri clienti. Ciò che abbiamo avviato ci permetterà di essere un’azienda più solida e più competitiva, che altrimenti non potremmo essere.”

La società spiega inoltre al nostro giornale che "seguirà tutte le necessarie procedure di consultazione con le rappresentanze sindacali" e che "continuerà ad essere un’importante azienda impegnata come sempre ad affiancare gli operatori operanti sul mercato nazionale. Dobbiamo, tra nostri primari obiettivi, focalizzarci sulla nuova missione strategica e sui piani di riduzione dei costi che ci siamo posti globalmente".

La riduzione diventa dunque necessaria per allineare la struttura dei costi e per attuare le misure di produttività e di efficienza richieste. "Questa ristrutturazione è una parte urgentemente necessaria per costruire un’azienda più competitiva e stabile nel futuro – puntualizza ancora Nsn Italia – L’ampiezza dei piani di risparmio e di esubero erano già stati anticipati lo scorso 23 novembre e sono rivolti a migliorare la produttività e l’efficienza. Tra le altre misure sono comprese, ad esempio, l’eliminazione della struttura organizzativa a matrice, il consolidamento di molti siti, il rafforzamento delle attività di global delivery, un processo infra-aziendale di semplificazione, l’efficientamento dei servizi, il consolidamento di talune funzioni centrali e la sinergia economica che deriva dall’integrazione degli asset di Motorola wireless".

L’annuncio della società ha messo in allarme i sindacati. “La cifra degli esuberui – sottolinea Sergio Bellavita, segretario nazionale Fiom-Cgil responsabile del settore – deriva, tra l’altro, dal fallimento della esternalizzazione delle attività di ricerca alla Canadese Dragonwawe – puntualizza Bellavita – Un’operazione che sin dall’inizio avevamo considerato spregiudicata e tesa esclusivamente al progressivo disimpegno della multinazionale dall’Italia.”

“Con un tratto di penna, il colosso finnico-tedesco delle telecomunicazioni pretende di cancellare, nei fatti, la propria presenza in Italia. Ciò è inaccettabile. Contrasteremo con ogni mezzo questa scelta sciagurata.”

“Sollecitiamo quindi il ministro dello Sviluppo economico, Passera, a convocare con estrema urgenza il tavolo di settore delle telecomunicazioni, tavolo che dovrà affrontare le situazioni di aziende quali Alcatel Lucent, Nsn, Italtel, Jabil, Sirti e altre – conclude il sindacalista – Il Governo non può assistere impassibile allo stillicidio quotidiano di notizie relative alla perdita di posti di lavoro, competenze e professionalità, tecnologie. Per la convocazione di questo tavolo non si può attendere un minuto di più perchè, altrimenti, il rischio è che si cominci a occuparsi del settore dopo la sua scomparsa dal nostro Paese.”

Nsn aveva già annunciato 17.000 esuberi a livello mondiale lo scorso novembre. La multinazionale è presente nel nostro Paese con un impianto a Cassina dè Pecchi (Milano).

"Dopo gli esuberi annunciati da Jabil e Alcatel- analizza Vittorio Sarti, della segreteria della Uilm di Milano e della Lombardia – si tratta dell’ennesima sciagura che si abbatte sul territorio". Un disastro annunciato, dato che «nel nostro paese gli investimenti nel settore sono fermi ormai da tempo".

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