LA VERTENZA

Esuberi Telecom, il dossier sul tavolo del Mise

Incontro tra azienda e sindacati al ministero per lo Sviluppo economico. Riflettori sulla proposta di TI: marcia indietro sullo spin off dei call center a fronte di un aumento dei tagli strutturali. La Slc lascia il tavolo, Fistel e Uilcom pronti al confronto

Pubblicato il 29 Lug 2015

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Sindacati spaccati sulla proposta di Telecom di fare marcia indietro sullo spin off dei call center a fronte di aumento da 1700 a 3mila degli esuberi strutturali.

La Slc Cgil ha lasciato il tavolo al Mise sugli esuberi di Telecom Italia, bocciando la proposta ufficializzata nell’incontro di ieri dall’azienda, su cui il Governo si è detto d’accordo. “Abbiamo rifiutato – spiega Michele Azzola, segretario nazionale della Slc Cgil – il percorso del Governo che si era piegato al piano Telecom. Nonostante la discussione odierna abbia dimostrato l’assenza degli esuberi, il Governo ha apprezzato la disponibilita’ aziendale a ritirare la societarizzazione dei call center (a fronte di un innalzamento degli esuberi da1.700 a 3.000) e ha apprezzato la scelta dello strumento del contratto di solidarieta’ proponendo un aggiornamento dell’incontro al 4 agosto”. La Slc Cgil ha manifestato “l’indisponibilita’ a seguire questo percorso vista l’impossibilita’ di discutere degli esuberi e delle condizioni per cui si sono creati e delle soluzioni da adottare. Per l’ennesima si sceglie di scaricare sui conti pubblici le incapacita’ di un’azienda a competere sul mercato”.

Fistel, Uilcom e Ugl sono invece pronti al confronto. Lo fa sapere il segretario generale della Uilcom Salvo Ugliarolo . “Cisl, Uil e Ugl sono d’accordo ad aprire un confronto sulla gestione degli esuberi usando la solidarieta’ difensiva. E su questo c’e’ la disponibilita’ dell’azienda”.

“In parallelo – aggiunge – ci deve essere il ritiro della societarizzazione del caring e anche su questo c’è la disponibilità dell’azienda”.

Il dossier sugli esuberi Telecom sul tavolo del Mise. E’ inziato infatti l’incontro al Ministero dello Sviluppo Economico tra il gruppo guidato da Marco Patuano e le organizzazioni sindacali.

Il confronto verte sulla proposta di Telecom disponibile a fare marcia indietro sullo spin off dei call center a fronte di un innalzamento degli esuberi da 1.700 a 3.000. Il tutto da gestire con ammortizzatori come la solidarietà. In sostanza l’azienda, scegliendo di mantenere dentro il perimetro aziendale i call center, come richiesto dalle sigle, alzerebbe i numeri degli esuberi dagli annunciati 1.700 a 3.000, aggiungendovi cioè 1.300 lavoratori dei circa 10mila impiegati nei call center.

Il ritiro del progetto di spin off, infatti, per l’azienda passa per il recupero dei costi aggiuntivi che la divisione rappresenta per il gruppo a confronto della media del mercato. A bocce ferme, senza cioè l’intervento del Governo, la solidarietà difensiva non è più disponibile per Telecom che ha consumato, con quello concluso ad aprile, i cicli al momento possibili. Sulla proposta di Telecom sono pronti a confrontarsi Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl, la Cgil è contraria.

“L’uso di un ammortizzatore sociale presuppone l’apertura delle procedure di mobilità – spiega il segretario nazionale della Slc Cgil, Michele Azzola – Inoltre un ammortizzatore sociale non può essere strumento di contenimento del costo del lavoro. E’ una proposta fuori dalle regole. Ribadiamo la nostra disponibilità a ragionare a 360 gradi del futuro di Telecom a settembre, con l’arrivo dei nuovi azionisti in un quadro più chiaro”.

Su tutt’altra linea Fistel e Uilcom. “Se gli strumenti degli ammortizzatori sociali si rendono disponibili grazie all’intervento del ministero del Lavoro e del Mise – spiega Giorgio Serao della segreteria nazionale Fistel Cisl – andremo a verificare la fattibilità del processo. A noi interessa salvaguardare tutto il perimetro occupazionale di Telecom, evitare la ‘societarizzazione’ del caring e attivare l’articolo 4 della legge Fornero”, cioè l’uscita anticipata dei dipendenti a carico dell’azienda.

“Siamo pronti a sederci e ragionare costruttivamente con l’azienda per risolvere gli esuberi con strumenti non traumatici a fronte, in parallelo, del ritiro della societarizzazione del caring- aggiunge Salvo Ugliarolo, segretario della Uilcom Uil- Per noi sono i due punti essenziali per trovare una quadra.”

Tutto si gioca, dunque, sul ruolo del Governo, visto che la solidarietà difensiva non è al momento nella disponibilità di Telecom. Gia’ nel precedente incontro al Mise, segnali di apertura erano arrivati dal dicastero di Via Veneto, rappresentato da Giampiero Castano, che si era detto pronto a favorire una deroga che consenta il nuovo ricorso alla solidarietà difensiva per grandi gruppi come Telecom.

Il primo annuncio di Telecom dei 1.700 esuberi è legato al mancato finanziamento, attraverso i decreti del Jobs Act, della solidarietà espansiva che avrebbe permesso all’azienda di chiedere un sacrificio ai lavoratori non per difendere il proprio posto di lavoro ma per assumere 4mila giovani. In assenza della solidarietà espansiva, il piano di assunzioni è stato al momento accantonato. Lo strumento della solidarietà difensiva, se nuovamente disponibile, potrebbe rappresentare nell’ottica dell’azienda un “ponte” verso quella espansiva qualora quest’ultima fosse a sua volta finanziata con la prossima Legge di Stabilità, come si augura l’azienda.

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