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Fastweb, roadmap accelerata sulle Ngn

Il piano ultrabroadband procede: già 80mila clienti fra residenziali e micro-business e 700 aziende. Il direttore Technology Mario Mella: “Valuteremo le mosse future quando arriverà il G-Fast. La fibra nelle case? Dipenderà dallo sviluppo del mercato”

Pubblicato il 13 Mag 2014

«Siamo in anticipo sul previsto, con i lavori di copertura, e abbiamo già 80mila utenti e 700 aziende abbonate all’ultra broadband».

Mario Mella, direttore Technology di Fastweb, è soddisfatto. Le incognite sulla possibilità di usare il vectoring e sui futuri sviluppi dell’offerta non lo turbano. Il piano banda ultra larga procede e fa parte di una strategia più ampia, basata su un assunto: che le esigenze degli utenti, residenziali e business, evolveranno di pari passo con la crescita della nuova rete. È guardando a questo orizzonte che l’operatore ha appena avviato la costruzione di due datacenter (a Roma e Milano) per potenziare l’offerta di servizi cloud e Ict. Il momento è propizio per questa mossa, secondo Fastweb, perché la nuova rete d’accesso favorisce la fruizione di servizi internet che richiedono molta banda sia in download sia in upload.

Come procedono i lavori di copertura? Il 2014 dovrebbe essere l’anno finale per il vostro piano fibra fino agli armadi.

Vanno molto bene. Tanto che abbiamo già coperto 2 milioni di famiglie, sui 3,5 milioni previsti (che si aggiungono a 2 milioni di precedente copertura fibra ottica nelle case). Quindi 4 milioni di famiglie e imprese, in tutto, sono già coperte dalla nostra ultra broadband.

Mancano 1,5 milioni da cablare, di cui il grosso lo faremo entro fine anno. Alcune zone particolari, dove pesano vincoli urbanistici, saranno completate nel 2015. Il piano complessivo prevede 13mila e 500 cabinet e ne abbiamo installati 9mila, in un anno. Stiamo andando più veloci del previsto. Con questa tecnologia ci abbiamo messo un terzo del tempo per coprire lo stesso numero di persone raggiunte dalla nostra rete storica con fibra ottica nelle case.

Questa è la copertura, ma quanti sono i clienti effettivi?

Abbiamo già 80mila clienti tra residenziali e micro business e 700 aziende, tra piccole, medie e grandi.

E che velocità riescono a raggiungere?

Sono prestazioni molto elevate. La velocità più comune è 85 Mb. Alcuni arrivano oltre i 90. Nessuno va sotto i 40 Mb. Ottima anche la velocità di upload: tra i 30 e i 35 Mb in media.

Quali servizi vengono favoriti da queste nuove velocità?

Stiamo vedendo che i clienti utilizzano tutta la banda ultra larga che hanno. Le applicazioni sono sempre le stesse dell’Adsl, ma l’ultra broadband permette di usare tanti dispositivi in parallelo e con performance maggiori. I consumatori fanno tanto streaming video, giochi online. Le aziende fanno soprattutto trasferimenti di file pesanti in invio e ricezione, cloud computing e video conferenze in alta definizione. Forniamo anche noi servizi cloud a PA e aziende, per i quali stiamo costruendo due nuovi datacenter a Milano e Roma, investendo 25 milioni di euro. Sono datacenter Tier IV, il più alto livello di certificazione.

A quali future evoluzioni pensate?

A parte il vectoring, che è certo un’opzione, è interessante lo standard G-Fast, a cui le nostre reti sono già predisposte. È la promessa di arrivare fino a 400 Mb.

Sì, ma questa velocità è raggiungibile solo su un doppino più corto rispetto a quello delle reti in fibra fino all’armadio. Porterete la fibra ancora più vicina al cliente, fino al palazzo?

Siamo già molto soddisfatti di come funziona la nostra rete. Valuteremo le mosse future quando sarà disponibile il G-Fast. Estendere la fibra è un’opzione da considerare a tempo debito. Comunque potremo usare il G-Fast anche sull’attuale rete con fibra fino agli armadi (ma a velocità inferiori dei 400 Mb di punta, ndr).

A proposito del vectoring: questa tecnologia diventerà necessaria per mantenere le attuali prestazioni – oltre i 40 Mb – non appena aumenterà l’adozione da parte dei clienti.

È una delle opzioni per fare l’ultra broadband. Ma se ci saranno così tanti utenti attivi, gli operatori dovranno valutare se non conviene loro, piuttosto, estendere la fibra fino al cliente finale. Tutto dipenderà dal mercato.

Come vi state regolando per contenere i costi di posa?

Utilizziamo molto il memorandum d’intesa siglato con Telecom, per coordinare gli scavi nelle zone che entrambi intendiamo coprire. Ricorriamo inoltre a reti esistenti se disponibili. In alcune aree ne creiamo nuove.

Con minitrincee?

Sì, dove possibile. Ci aspettiamo che il nuovo regolamento scavi in arrivo renda uniformi le politiche dei Comuni e riduca le tempistiche per i permessi.

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