I PROVVEDIMENTI

Fibra e Giga: WindTre e Tim multate per condotte ingannevoli

Sanzione da 5 millioni per WindTre: nel mirino dell’Antitrust l’offerta Giga aggiuntivi che aumenta il costo mensile dei clienti con sim ricaricabile senza previo consenso. Per Tim sanzione da un milione per la promozione dell’offerta per la fibra Premium, Executive e Magnifica

Pubblicato il 22 Nov 2022

giustizia

WindTre e Tim sono finite nel mirino dell’Antitrust: l’Agcm ha sanzionato le due aziende telefoniche per per condotta scorretta, comminando multe che ammontano a 5 milioni per WindTre e a 1 milione di euro per Tim.

Nel caso di WindTre il procedimento dell’Authority riguarda la condotta consistente nell’aver attivato automaticamente ai propri clienti mobile titolari di scheda Sim prepagata ‘voce e internet’ un servizio aggiuntivo a pagamento. In particolare, si legge nel bollettino 42/2022 dell’Agcm, WindTre ha aumentato di almeno 2 euro il costo mensile del piano tariffario degli utenti a fronte dell’offerta di Giga aggiuntivi (in quota variabile a seconda del piano tariffario di partenza) senza che questi abbiano espresso alcun preventivo consenso al riguardo.

Per Tim il procedimento è stato aperto dopo tre segnalazioni da parte di consumatori e una dell’operatore Iliad e riguarda la condotta posta in essere  da Telecom relativa all’attività promozionale effettuata dalla società tramite il proprio sito web per le offerte di telefonia fissa fibra Premium, Executive e Magnifica e tramite spot televisivo solo per quanto riguarda l’offerta Magnifica. Secondo Agcm, le pubblicità evidenziavano solo i vantaggi e non le altre informazioni rilevanti per il consumatore.

La sanzione a WindTre per i Giga aggiuntivi

La sanzione di 5 milioni di euro a WindTre è stata comminata, spiega Agcm, per “aver aumentato i Giga disponibili e il costo mensile del piano tariffario di alcuni clienti ‘mobili’ dandone comunicazione come se fosse una modifica contrattuale unilaterale e al contempo prevedendo, in aggiunta alla facoltà di recedere dal contratto/cambiare operatore contemplata dalla citata disposizione, anche la possibilità per l’utente di mantenere l’originaria offerta con modalità in opt-out, rifiutando la modifica tramite Sms”.

L’utente non interessato all’aumento di Giga a pagamento ha potuto, “solo attuando un comportamento attivo, rifiutare espressamente il servizio aggiuntivo ed il relativo addebito supplementare”, spiega ancora l’Authority, che per questo ha chiesto un parere all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Agcom ha sottolineato come di fatto “l’attivazione del servizio che offre Giga aggiuntivi e il correlato addebito supplementare rispetto al piano tariffario principale dell’utente consumatore, avvengono automaticamente senza il preventivo ed espresso consenso da parte di questi”.

Agcm osserva che il cliente può manifestare solo in opt-out il proprio eventuale rifiuto della manovra, in assenza del quale WindTre procede automaticamente ai relativi addebiti. “La possibilità di scegliere, attraverso uno specifico comportamento attivo dell’utente, il mantenimento (che secondo Wind Tre rappresenterebbe la scelta di opt-in) dell’offerta originaria (escludendo, con inevitabile conseguenza logica, in opt-out l’aumento tariffario), non può che essere letta come una manovra finalizzata a veicolare un servizio aggiuntivo acquisendo il consenso del consumatore tramite un meccanismo poco trasparente di ‘silenzio assenso’ piuttosto che a seguito di una sua esplicita libera manifestazione di volontà”.

Pronta la replica dell’operatore: “In merito comunicazione di ieri del provvedimento Antitrust, Wind Tre ribadisce che la sanzione è frutto di un vuoto normativo. Come spiega Antongiulio Lombardi, Direttore Regulatory Affairs dell’azienda, ‘in un contesto in cui la norma prevede due ipotesi in caso di modifica di prezzi, e cioè il recesso o l’accettazione delle nuove condizioni, proporre una terza strada quale il ritorno all’offerta iniziale è una totale novità evidentemente a favore del cliente. Wind Tre ha proposto il ‘ritorno’ sull’offerta iniziale – conclude Lombardi – con l’invio di un messaggio che il cliente può effettuare in totale autonomia’. L’azienda sta valutando l’impugnativa del provvedimento”.

La sanzione a Telecom per le pubblicità sulla fibra

La sanzione di 1 milione di euro a Tim, o più precisamente a Telecom Italia, si devono al fatto, si legge nel bollettino 42/2022 dell’autorità Antitrust, che l’azienda ha predisposto i messaggi internet relativi alle offerte per la fibra Premium, Executive e Magnifica (e anche video per l’offerta Magnifica) “in modo da evidenziarne esclusivamente le caratteristiche e i vantaggi in termini economici e tecnico/prestazionali, posizionando in modo meno visibile e non immediatamente rilevabile dal consumatore tutte le informazioni utili e/o rilevanti, indispensabili per consentirgli di assumere una decisione consapevole in merito alla sottoscrizione di una delle suindicate offerte di fibra disponibili”.

Iliad ha segnalato gli spot all’autorità, evidenziando “in maniera puntuale le medesime criticità denunciate dai consumatori per l’offerta Tim Magnifica” e anche sottolineando “l’eccessiva enfasi data alle presunte caratteristiche di superiorità tecnologica nello spot di Magnifica, omettendo o rendendo poco visibili le numerose limitazioni dell’offerta. Ad avviso del segnalante anche l’indicazione dei prezzi mensili delle offerte fibra Premium, Executive e Magnifica risulta ingannevole e omissiva, perché non indica le ulteriori componenti di prezzo che incrementano in maniera significativa il costo complessivo delle offerte”.

Agcm ha riconosciuto che le pubblicità dell’offerta Tim “non hanno evidenziato per le offerte Executive e Premium alcune informazioni sulle loro condizioni economiche, in particolare i costi a consumo delle telefonate in caso di sottoscrizione da canali diversi dall’online e i costi di disattivazione e di recesso prima dei 24 mesi; per l’offerta Magnifica, le limitazioni tecniche, la perdita di numero fisso in caso di passaggio ad altro operatore o ad altra offerta Telecom, i costi a consumo delle telefonate e i possibili disservizi durante la fase di sperimentazione”.

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