SPETTRO RADIO

Frequenze: nuova asta al vaglio in Germania

La Bundesnetzagentur, l’agenzia federale delle reti, vuole mettere a gara dal 2014 bande per il mobile broadband sui 700 Mhz, 900 Mhz, 1800 Mhz e 1,5 Ghz. Contrarie le telco, alle prese con gli investimenti per le reti Lte

Pubblicato il 25 Giu 2013

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Scenario da incubo per gli operatori tedeschi, alle prese con vendite in calo e pesanti investimenti per il roll out dei network Lte. La Bundesnetzagentur, l’Agenzia federale delle reti, vuole mettere all’asta per il mobile broadband nuove e vecchie frequenze (900 Mhz e 1800 Mhz) a partire dal 2014 e 2015. L’obiettivo è portare Internet a 50 Mbps in tutte le zone del paese, anche in quelle rurali. La proposta dell’agenzia è ora in consultazione pubblica. Lo scrive l’agenzia Reuters, aggiungendo che l’intenzione dell’agenzia è quella di mettere all’asta anche bande a 700 Mhz, oggi utilizzate da radio e broadcaster tv. Altro spettro inserito nell’asta riguarda bande a 1,5 Ghz.

Nel documento anticipato dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung, il regolatore tedesco ha reso noto di voler mettere in cantiere nel 2014 l’avvio di un processo di asta per la vendita di frequenze a 900 Mhz e 1800 Mhz, che attualmente sono utilizzate su licenza Gsm dagli operatori per veicolare il traffico voce.

La tempistica del 2014 anticipa di tre anni la scadenza naturale delle licenze d’uso Gsm di queste frequenze, fissata alla fine del 2016. C’è da dire che Deutsche Telekom, Vodafone Germany, Kpn (che controlla l’operatore E-Plus) e Telefonica Deutschland (che controlla O2 Deutschland) detengono tutti le licenze Gsm in questione, e che in precedenza avevano chiesto all’Agenzia federale di rimandare al 2018, meglio ancora più avanti, la scadenza dei diritti d’uso delle bande a 900 Mhz e 1800 Mhz. Gli stessi operatori speravano di ottenere il diritto al refarming “technology neutral” delle frequenze a 900 e 1800 Mhz per l’Lte, senza l’obbligo di nuove aste onerose.

Il problema comune a tutti gli operatori tedeschi riguarda la scarsità di risorse economiche da dedicare ad un’asta: gli investimenti delle telco, non solo di quelle tedesche, sono al momento concentrati sul roll-out delle nuove reti Lte.

Gli operatori che più soffrono in questo momento sono i più piccoli, vale a dire l’olandese Kpn e Telefonica Deutschland. Una nuova asta frequenze l’anno prossimo potrebbe mettere pesantemente sotto pressione la loro tenuta economica. L’asta Lte che si è tenuta in Germania nel 2010, con la vendita fra le altre cose di spettro sugli 800 Mhz, ha fruttato 4,4 miliardi di euro alle casse dello Stato.

Kpn ha poi partecipato l’anno scorso all’asta Lte in Olanda, che ha portato 3,8 miliardi di euro alle casse dello Stato.

“Un’asta frequenze anticipata implicherebbe un drenaggio di risorse per gli operatori, che si trovano nel bel mezzo di pesanti investimenti per il roll out dei network Lte”, ha detto un gestore di fondi che detiene azioni di tutti e quattro gli operatori tedeschi. Secondo il gestore, che ha chiesto l’anonimato, un’eventuale asta frequenze potrebbe spingere gli operatori tedeschi a riprendere i negoziati per raggiungere accordi di network sharing. In particolare, Telefonica e Kpn potrebbero decidere di unire le forze per restare al passo con i leader di mercato. Già nel 2012 i due operatori avevano discusso di una possibile fusione delle rispettive attività in Germania, mettendo sul piatto l’ipotesi di network sharing per ridurre i costi.

Ma Markus Haas, chief strategy officer di Telefonica Deutschland, ha negato la ripresa dei negoziati. Gli operatori hanno tempo fino al prossimo mese di ottobre per esprimere il loro parere circa i piani della Bundesnetzagentur. Una decisione finale sarà presa all’inizio del 2014.

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