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Frequenze, via all’asta. Fuori Mediaset, TI Media e Rai

Il Consiglio Agcom approva all’unanimità le regole. A gara tre multiplex per nuovi entranti e operatori minori. Porta aperta all’Lte nella banda 700 Mhz

Pubblicato il 11 Apr 2013

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“Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presieduto da Angelo M. Cardani, relatori Maurizio Dècina e Antonio Martusciello, ha approvato oggi all’unanimità il provvedimento definitivo sulle regole per l’asta delle frequenze televisive del digitale terrestre”, si legge in una nota dell’Agcom.

“Il provvedimento verrà ora trasmesso al ministero dello Sviluppo economico al quale la legge n. 44 del 2012 affida il compito di approvare il bando di gara e di gestire la procedura”, procede la nota.

“Il provvedimento approvato oggi introduce una serie di modifiche rispetto allo schema approvato il 14 novembre 2012, sottoposto a consultazione pubblica tra i soggetti interessati e oggetto di una continua, approfondita interlocuzione con la Commissione europe. All’asta andranno frequenze che compongono tre reti televisive digitali terrestri nazionali con un diritto d’uso ventennale”, continua la nota dell’Autorità.

“Per rispondere all’obiettivo di garantire un maggior grado di concorrenza e pluralismo nella diffusione dei contenuti, come richiesto anche dalla Commissione europea, il provvedimento consente di concorrere per tutti e tre i lotti (L1, L2, L3) ai soli nuovi entranti o piccoli operatori (cioè che detengono un solo multiplex) e per due lotti agli operatori già in possesso di due multiplex – conitnua – limita ad un solo multiplex la partecipazione degli operatori integrati, attivi su altre piattaforme con una quota di mercato superiore al 50% della tv a pagamento (Sky può partecipare per l’assegnazione di un solo multiplex ndr); esclude dalla partecipazione alla gara gli operatori che detengono tre o più multiplex (come previsto escluse Rai, Mediaset e TI Media ndr)”.

“In un’ottica di gestione efficiente dello spettro e di sviluppo futuro dei servizi destinati all’Lte, è stato deciso di escludere dalla gara le frequenze dei lotti U di durata quinquennale previsti nel primo schema di provvedimento”, precisa la nota.

Parte di quelle frequenze (canali 54, 55 e 58 ndr) è stata destinata a risolvere, provvisoriamente, problemi di interferenze nell’ambito del coordinamento internazionale dello spettro, mentre per la banda a 700 Mhz è stato avviato un percorso di refarming complessivo in vista dell’assegnazione di porzioni di spettro al broadband mobile. L’obiettivo dell’Autorità è quello di fissare una “road map” precisa per il rirodino dello spettro radio, con una serie di passaggi che nei prossimi anni aumenteranno le frequenze destinate all’Lte di qui al 2020, in base alle linee guida dell’Ue.

“Attraverso questo provvedimento l’Autorità ha individuato un percorso che dovrebbe portare a un riordino complessivo e di pianificazione delle risorse frequenziali nazionali assegnate alla televisione digitale terrestre e di risolvere così alcune criticità in un orizzonte di breve-medio periodo – chiude la nota – L’Autorità, nell’ambito dei propri poteri e fino al mutare delle attuali condizioni tecnologiche e di mercato, assicurerà il rispetto del cap di 5 multiplex che ogni operatore può detenere anche al di fuori della gara”.

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