Frequenze, via alla gara per assegnare la banda L

Agcom apre la consultazione di 30 giorni per definire le modalità dell’assegnazione. La porzione di spettro tra i 1452 e i 1492 Mhz sarà destinata ai servizi di comunicazione elettronica mobili a banda larga e ultralarga con tecnologia 4G

Pubblicato il 13 Gen 2015

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Il Consiglio Agcom ha approvato oggi la delibera che sancisce l’avvio delle procedure per l’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze radioelettriche della Banda L (1452-1492 MHz), da destinare ai servizi di comunicazione elettronica mobili a banda larga e ultralarga con tecnologia 4G.

A darne notizia in un comunicato è l’autorità per le Garanzie nelle comunicazioni. “Il provvedimento – spiegano dall’authority presieduta da Angelo Marcello Cardani – è stato adottato ai sensi di quanto indicato all’art. 1 comma 144 della Legge di Stabilità 2015, secondo la quale il regolamento di gara dovrà essere emanato dall’Autorità entro il 15 marzo 2015”.

Con la delibera, spiegano da Agcom, viene avviata una consultazione pubblica che durerà 30 giorni tra tutti i soggetti interessati, riguardante le modalità di assegnazione della banda L, la definizione dei lotti di frequenza che saranno posti a gara e le regole per lo svolgimento dell’asta. Quest’ultima, come stabilito dalla legge, sarà effettuata dal Ministero per lo Sviluppo Economico sulla base del regolamento che sarà approvato dall’Autorità al termine della consultazione pubblica.

La “banda L” era comparsa a sorpresa a pagina 7 delle slide utilizzate a ottobre dal presidente del Consiglio Matteo Renzi per presentare la legge di stabilità. Il messaggio arrivato da palazzo Chigi era quello di voler indire entro il 2015 un’asta per assegnare le frequenze tra i 1452 e i 1492 MHz, attendendosi dall’operazione un incasso minimo di 600 milioni.

La “banda L” era originariamente stata attribuita ai servizi di radiodiffusione sonora e di radiodiffusione sonora via satellite dalla Conferenza Mondiale di radiocomunicazione del 1992, e poi destinata alla fornitura del servizio di radiodiffusione sonoro numerico terrestre T-DAB. Ma già nel 2007 l’allora ministro alle Comunicazioni Paolo Gentiloni nel suo programma aveva avanzato la proposta di cedere questa porzione di spettro alle telco.

L’asta riguarderà gli operatori mobili già presenti in Italia e assegnatari di frequenze, perché la porzione di spettro individuata dovrà essere utilizzata dalle telco come supplemental downlink, per consentire cioè agli utenti di ricevere e scaricare dati in modo più veloce ed efficiente.

La consultazione indetta da Agcom servirà anche per chiarire come procedere: mettere all’asta i 40MHz in un unico lotto sarebbe infatti molto differente dall’offrire 4 lotti da 10 MHz ciascuno. La soluzione più ragionevole potrebbe essere quella di mettere all’asta due lotti da 20 MHz. In ogni caso la Conferenza Europea delle amministrazioni delle Poste e delle Telecomunicazioni ha approvato nel 2013 la decisione che suddivide la banda in 8 blocchi da 5 MHz da utilizzarsi per applicazioni Sdl (Supplemental Down Link). Mentre la Commissione Europea aveva già annunciato di voler adottare entro il 2016 un provvedimento vincolante per i Paesi membri per l’uso della banda L per sistemi mobili pubblici.

Da questa operazione il governo si attende, come dicevamo, un’entrata minima di 600 milioni di euro. Per le telco si potrebbe trattare di una soluzione di compromesso rispetto alla spesa molto più alta a cui sarebbero stati chiamati se avesse subito un’accelerazione la messa all’asta della banda 700, che a questo punto sembra rimandata.

La decisione delinea tra l’altro nuove opportunità anche le grandi case di hardware e software, come Qualcomm e Nokia, che così vedono aprirsi nuove possibilità sul mercato italiano.

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