Erano anni che non si assisteva ad un investimento così importante nel campo delle rete fissa. Cifre precise non sono state ancora rese note, ma un solo dato può offrire un’idea significativa dello sforzo finanziario previsto: entro il 2014 saranno più di sei milioni le case passate da Telecom Italia nelle 100 maggiori città con la tecnologia Fttc (Fiber to the cabinet), una soluzione mista fibra/rame per l’ultrabroadband.
Saranno importanti occasioni di business i lavori di scavo, di posa dei cavi e di allaccio alla rete primaria. Ma avranno un bel peso anche le commesse relative alla trasformazione dei cabinet, gli armadi di strada da cui si dipartono i doppini che arrivano nelle case. Andranno dotati di apparati elettronici intelligenti, corredati di software speciali in grado di eliminare il “rumore” che oggi impedisce ai cavi in rame di supportare Internet ad altissima velocità. Di armadi ripartilinea Telecom Italia ne ha 152.000. Non in tutti, ovviamente, verrà installata la nuova tecnologia – e non tutti nello stesso momento – ma saranno comunque una massa considerevole gli armadi che verranno upgradati per tenere fede ai progetti. Mentre Fastweb, anch’essa impegnata nell’Fftc, pensa a soluzioni interrate vicino agli esistenti armadi di Telecom Italia, il gruppo presieduto da Franco Bernabè ha chiesto ai propri potenziali fornitori soluzioni capaci di inserirsi facilmente nella rete dei vecchi cabinet già installati nelle nostre strade. L’idea è di semplificare il deployment inserendo un sopralzo UBB sopra gli armadi esistenti, su una colonnina o in un pozzetto affiancati ad un armadio.
Sono tre i nomi in gara per aggiudicarsi la commessa o parti significative di essa: Alcatel Lucent, Huawei, Selta. Ovviamente sono tutti convinti di potercela fare.
“Tra i nostri punti di forza va sottolineata la particolare flessibilità di configurazione che permette di utilizzare schede per diverse tipologie di rete: Ftth con fibra punto a punto o punto a multipunto, Adsl2, Vdsl2 anche nella versione vectoring – spiega Gianluca Baini, amministratore delegato di Alcatel-Lucent Italia -. Ma in assoluto ciò che ci contraddistingue sul mercato è la considerevole esperienza acquisita sul campo fin dal 2010 nella tecnologia Vdls2 anche nella versione Vectoring, scelta da diversi operatori europei, a cominciare da Telekom Austria e Belgacom. Abbiamo accumulato una base di conoscenze seconda a nessuno e di grande rilievo”.
Sui forti investimenti nella ricerca, incentrati sulle soluzioni di accesso di nuova generazione, punta il dito Roberto Loiola, vice -resident Western Europe di Huawei. “La forza della nostra proposta è di fornire una soluzione integrata fra cabinet ed apparato attivo.
Siamo stati i primi a dimostrare l’efficacia del cross shelf vectoring, la tecnologia di punta in questo momento. Siamo i numeri uno al mondo nel settore dell’ottica: una garanzia in più”. Numeri diversi ha evidentemente Selta che però crede molto nella bontà della propria tecnologia. “Ai vantaggi di una soluzione altamente flessibile e performante, capace evolvere nel tempo, si aggiunge il doppio vantaggio di una progettazione italiana che può contare su una decennale esperienza in materia di accesso broadband, di tecniche di codifica, di gestione del disturbo – osserva Carlo Tagliaferri, Presidente esecutivo Selta -. Abbiamo sviluppato nei nostri laboratori di Cadeo (Piacenza) e Tortoreto (Teramo) soluzioni che svettano anche in campo internazionale per flessibilità operativa e di configurazione e per capacità di crescita”.