LA STIMA

Gartner: smartwatch “immaturi”, a Natale 2013 non sarà boom

Secondo Gartner nonostante le vendite in forte ascesa l’imminente stagione natalizia non passerà alla storia come quella degli orologi intelligenti. Prezzi ancora troppo alti, poche app e persino il design è poco “stylish”: c’è ancora da lavorare per il mercato di massa

Pubblicato il 21 Nov 2013

Nonostante il clima di hype che li circonda, gli smart watch non saranno l’oggetto del desiderio dei consumatori nelle prossime feste natalizie: prezzi alti e una proposta di valore ancora non chiaramente percepita dagli utenti sono i motivi per cui gli orologi connessi a Internet non sono ancora pronti ad entrare sul mercato di massa, secondo Gartner. A Natale 2013, i consumatori continueranno a preferire tablet e bracciali per il fitness.

Gli smart watch sono una sottogategoria dei device elettronici indossabili con applicazioni sia in alcuni settori industriali sia sul mercato consumer dove si possono utilizzare nel fitness, nel monitoraggio delle condizioni di salute e nell’assistenza agli anziani ma anche nel tracking a servizio delle forze dell’ordine.

Samsung e altri grandi vendor sono di recente entrati nel segmento degli smart watch ma i prodotti che abbiamo visto finora non sono molto attraenti in termini di design, applicazioni disponibili e funzionalità”, afferma Annette Zimmermann, principal research analyst di Gartner. “Per questo Gartner prevede che i device indossabili resteranno un complemento dei cellulari fino ad almeno tutto il 2017 e solo l’1% degli utenti di smartphone sostituirà il telefono con una combinazione di un tablet più un wearable device”.

Oggi infatti ci sono orologi smart così avanzati nelle specifiche tecniche, tra velocità del processore, tipo di schermo e sensori, connettività e sistema operativo, da poter in teoria sostituire del tutto uno smartphone.

“La convenienza dell’usare un orologio per le interazioni lasciando in borsa il tablet per altre funzioni è un valore che probabilmente gli utenti riconoscono ma ci sono ancora barriere all’adozione mainstream”, nota la Zimmermann, “come un basso interesse tra i consumatori a operare questa sostituzione, forme poco attraenti e prezzi troppo alti (200-300 dollari) per una proposta di valore non del tutto chiara”.

A livello di design, in particolare, sono gli schermi troppo pesanti l’elemento che gli utenti avvertono come poco “stylish” e Gartner pensa che i vendor dovrebbero trovare un equilibrio migliore tra una forma molto sottile, colore e materiale attraenti, e una lunga durata della batteria, tutti elementi chiave per conquistare il consumatore.

I provider devono anche rendersi conto che il successo degli smart watch non sarà deciso solo dall’hardware: apps e interoperabilità tra device diversi saranno fondamentali per la differenziazione tra brand concorrenti. I vendor dovranno investire risorse per favorire e accrescere la comunictà di sviluppatori.

“Interoperabilità e applicazioni stand-alone danno più valore allo smart watch come oggetto a sè stante, non connesso con uno smartphone”, osserva Angela McIntyre, research director di Gartner. “Progettare lo smart watch come device secondario lo consegnerà al fallimento. Sensori, accelerometri, giroscopio, infrarossi, microfono, fotocamera, sono tutti elementi che daranno agli sviluppatori di software maggiore flessibilità per creare applicazioni per un’ampia gamma di utilizzi”.

La McIntyre sottolinea che l’interoperabilità tra lo smart watch e tutti gli altri tipi di device, non solo smartphone e tablet, aumenterà la loro utilità. Per esempio alcuni smart watch possono connettersi direttamente con i punti di accesso wi-fi, consentendo quindi l’accesso a Internet, l’invio di messaggi e le chiamate su VoIp, indipendentemente da uno smartphone.

“In questa prima fase dello sviluppo per il mercato degli smart watch e degli altri device indossabili, la disponibilità di applicazioni è molto limitata”, conclude la McIntyre. “Una volta che gli smart watch diventeranno mainstream, i vendor dovranno fronteggiare nuove sfide, come l’uso negli ambienti di lavoro, in uno scenario Bring your own device (Byod)”.

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