IL CASO

Huawei abbandona gli Usa e punta sull’Europa

Il colosso cinese getta la spugna a seguito del pressing di Washington sulla IT security. E si prepara a dismettere il business delle soluzioni di rete di Tlc. Ma si rafforza l’impegno nel Vecchio Continente

Pubblicato il 24 Apr 2013

huawei-120326113716

Huawei rinuncia al mercato delle attrezzature di rete di telecomunicazione negli Stati Uniti: l’opposizione del governo americano, preoccupato da possibili ripercussioni sulla sicurezza nazionale, ha avuto la meglio dopo i ripetuti tentativi del colosso cinese di trovare un posto nella più grande economia mondiale con la vendita dei suoi prodotti per il networking.

“Non siamo più interessati al mercato americano”, ha dichiarato Eric Xu, executive vice-president di Huawei in occasione del Global Analyst Summit 2013, tenutosi presso il quartier generale di Shenzhen. Huawei è il secondo maggiore fornitore mondiale di attrezzature di rete per revenues, è in affari con 45 delle maggiori telco globali ed è ben consolidata anche in Occidente, ma non è mai riuscita a inserirsi negli Usa, dove Washington ha contrastato le iniziative del gruppo cinese temendo che dietro le sue attrezzature si possano celare strumenti per spiare le comunicazioni americane (un’accusa che i cinesi hanno sempre respinto).

Huawei non ha mai siglato contratti per forniture di rete con nessuno dei principali carrier Usa e a dimostrazione di quanto Washington sia preoccupata dalle tecnologie e dai prodotti cinesi, lo scorso mese l’operatore americano Sprint Nextel e la sua potenziale acquirente, la giapponese Softbank, hanno dovuto fornire garanzie all’Intelligence committee della Casa dei rappresentanti sul non utilizzo di attrezzature di rete prodotte da Huawei.

Che la Cina sia considerata una minaccia per i segreti industriali delle aziende Usa lo dimostra anche il il Verizon 2013 Data Breach Investigation Report, secondo cui il 96% di tutti gli attacchi di cyberspionaggio globali è orchestrato dalla Cina. In più a ottobre, un rapporto del Congresso americano definiva ufficialmente Huawei e la sua concorrente cinese Zte, “minacce alla sicurezza nazionale”. Allora il parlamentare Mike Rogers, presidente dell’House Intelligence Committee, aveva invitato il governo e le aziende del settore privato a non acquistare attrezzature dai due vendor.

Negli Stati Uniti le difficoltà di Huawei si legano anche al passato nel corpo militare cinese del suo fondatore Ren Zhengfei, che preoccupa molto i politici e i funzionari della sicurezza americani. Nel 2008, Huawei ritirò un’offerta per la società hitech statunitense 3Com, dopo aver capito che il regolatore non avrebbe mai approvato la transazione. Nel 2010, la stessa azienda cinese si mise in lizza per un contratto multimiliardario per la fornitura di attrezzature di rete a Sprint Nextel, ma non vinse anche a seguito dell’intervento del governo Usa. E così si è vista rifiutare le offerte per diversi altri contratti finché nel 2011 ha dovuto ritirare la proposta di acquisto di brevetti da una società americana, per i quali aveva messo sul piatto 2 milioni di dollari.

Nel tentativo di scardinare le resistenze americane, Huawei ha organizzato un’attività di lobby, assumendo top executive di aziende rivali in difficoltà come Nortel e Motorola, ha cercato di costruire un forte centro di ricerca e sviluppo e scritto anche una lettera al governo Usa chiedendo un’indagine formale che l’avrebbe scagionata completamente dalle accuse di spionaggio che i cinesi hanno sempre definito infondate. Ma il report di ottobre del Congresso ha gelato le speranze di Huawei, e da allora l’espansione del colosso cinese in terra americana si è definitivamente fermata: l’azienda ancora impiega 1.400 persone negli Stati Uniti, ma lo staff dedito all’R&D si è ridotto da 800 a 500 persone e anche gli addetti alle vendite sono stati ridimensionati. Gli Stati Uniti non sono più considerati, dice il management cinese, un mercato strategico.

Negli altri mercati, però, Huawei ha confermato l’intenzione di ricoprire il ruolo di partner strategico a livello mondiale nell’era della rivoluzione digitale; fondamentale per la crescita dell’azienda sarà in partticolare l’Europa, dove, come confermato di recente da Ken Hu, Ceo e Deputy Chairman di Huawei, l’azienda ha intenzione di investire fortemente nei prossimi 4-5 anni, annunciando tra l’altro l’assunzione di 5.500 persone (portando così a 13mila il numero dei collaboratori che operano nell’area Ue).

Huawei è presente in Europa da 10 anni e ha siglato accordi strategici con i principali operatori europei quali Telenor (Norvegia), Vodafone (Germania, Italia, Spagna), T-Mobile (Germania, Ungheria), Telefonica/O2 (Repubblica Ceca, Germania), Yota (Russia), Everything Everywhere (Regno Unito), Telecom Italia e Wind, con la recente ufficializzazione dell’accordo di 1 miliardo di euro che vede coinvolte Huawei e Sirti per la realizzazione della rete ultraveloce di telefonia mobile Lte di quarta generazione.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati