SICUREZZA

Il braccialetto elettronico (ri)parte dallo stalking: 1.000 device al mese

Disponibili a partire da agosto, i dispositivi targati Fastweb potranno essere utilizzati anche in funzione anti-stalker: avvertiranno le vittime della presenza ravvicinata del potenziale aggressore, lanciando immediatamente lʼallarme alle forze dellʼordine

Pubblicato il 15 Mag 2018

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Le vittime di stalker potrebbero presto avere un’arma di difesa in più: un braccialetto elettronico che rivela loro la presenza ravvicinata del loro persecutore e che permette di prevenire l’incontro indesiderato, e l’eventuale aggressione. Da agosto entreranno in funzione i nuovi braccialetti, che saranno presentati da Fastweb e ministero dell’Interno al Salone della Giustizia, a Roma, giovedì 17 maggio.

Per il Ministero dell’Interno, in particolare, il nuovo contratto per la fornitura e gestione dei braccialetti elettronici – che Fastweb si è aggiudicata alla fine dello scorso anno – introduce importanti novità nel controllo delle persone sottoposte a provvedimento restrittivo. Il progetto prevede, infatti, l’attivazione di 1.000 braccialetti elettronici al mese per 36 mesi consentendo l’estensione dell’utilizzo di questo strumento. Fastweb provvederà a fornire l’intera infrastruttura per il collegamento e il controllo a distanza dei dispositivi, installando presso le abitazioni delle persone sottoposte agli arresti domiciliari le centraline (base station) collegate al Centro Elettronico di Monitoraggio che segnalano alle centrali delle Forze dell’Ordine l’eventuale allontanamento della persona soggetta a provvedimento restrittivo dal raggio di copertura.

“Grazie al numero maggiore di dispositivi disponibili e alle nuove funzionalità previste dal contratto, i braccialetti elettronici contribuiranno ad ottimizzare la gestione delle misure cautelari e dei provvedimenti restrittivi, consentendo maggiori garanzie ai cittadini e alleggerendo la pressione sulle strutture carcerarie – spiega Fastweb in una nota –  Il nuovo contratto prevede, inoltre, la possibilità di utilizzare il braccialetto anche in funzione anti-stalking: l’autorità giudiziaria potrà imporre allo stalker l’obbligo di portare un braccialetto elettronico dotato di dispositivo Gps mentre la potenziale vittima sarà dotata di apparecchio in grado di rilevare la presenza dell’aggressore nelle vicinanze e di generare in tempo reale una segnalazione di allarme verso le Forze dell’Ordine.

La nuova tecnologia permette da una parte di monitorare tutti gli spostamenti del “disturbatore”, dall’altra di avvertire la vittima dell’eventuale presenza ravvicinata dell’aggressore, mediante uno speciale dispositivo in dotazione alla persona “stalkerizzata”: in questo caso si produce immediatamente un allarme captato dal centro di monitoraggio, dalla questura e dai tecnici di Fastweb. A questo punto la centrale può mettersi in contatto con l’indagato per verificare se stia progettando un’aggressione mentre la vittima può contattare le forze dell’ordine in qualsiasi momento.

La tecnologia in arrivo in Italia è già attiva dal 2009 a Madrid, dove i femminicidi sono scesi del 33% (del 19% nell’intera Spagna) e dove tutte le persone monitorate non sono più state vittima di violenzao di stalking. L’accordo firmato da Fastweb con il ministero permette di attivare fino a mille braccialetti al mese per 36 mesi.

Sempre nell’ottica di accelerare il processo di digital trasformation, il Ministero della Giustizia ha affidato a Fastweb, in convenzione Consip, la realizzazione di una soluzione di videosorveglianza e videoanalisi evoluta per il potenziamento della sicurezza dei tribunali italiani. Il progetto prevede la fornitura dell’infrastruttura, delle videocamere e del software per l’analisi evoluta dei flussi video, in grado di controllare in maniera integrata le aree fisiche interessate e i relativi accessi. Gli ambiti di applicazione sono molteplici e consentiranno di analizzare e di segnalare in tempo reale agli organi competenti eventuali situazioni di rischio, come ad esempio incendi, episodi di disordine pubblico, tentativi di intrusione e di identificare gli individui sospetti. Tale sistema di videosorveglianza avanzata è già oggi attivo in alcuni tribunali italiani.

“Fastweb, che è sempre stata leader per innovazione, è un partner tecnologico consolidato della Pubblica Amministrazione affiancandola nel suo percorso di digital trasformation – sottolinea Massimo Mancini, Chief Enterprise Officer di Fastweb – Oltre alla connettività a banda ultralarga performante ed affidabile mettiamo a disposizione dell’amministrazione la nuova generazione di braccialetti elettronici, sistemi di videosorveglianza evoluti e soluzioni cloud di ultima generazione per la digitalizzazione di dati e documenti in grado di abilitare con il massimo livello di sicurezza il percorso di dematerializzazione, che rappresenta un passaggio critico per un sistema giudiziario moderno ed efficiente”.

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