IL RADAR

Indra supera test Esa, individuerà oggetti nello spazio

Primo step verso un programma per monitorare le centinaia di migliaia di residui lasciati in orbita dalle missioni

Pubblicato il 02 Apr 2014

Si stima che circa 700mila oggetti orbitino senza controllo intorno al pianeta, rappresentando un significativo rischio per le nuove missioni e i satelliti operativi. Ma in futuro ci sarà un’arma in più per scongiurare questo pericolo: il dimostratore radar sviluppato da Indra, multinazionale in ambito tecnologico, ideato proprio per individuare oggetti nello spazio, ha superato con successo le prove di validità portate a termine all’interno del programma di preparazione Space Situational Awareness (Ssa) dell’Agenzia Spaziale Europea. E potrà quindi essere lo strumento giusto per proteggere il pianeta.

Questa prima fase del programma, si legge in una nota, cerca infatti di porre le basi per costruire il futuro sistema europeo che monitorerà i residui lasciati nello spazio da altre missioni e che, come abbiamo detto, sono consistenti.

Le prove sono state svolte da Santorcaz, comune spagnolo di circa 800 abitanti situato nella comunità autonoma di Madrid, allo scopo di verificare che la tecnologia usata dal sistema radar sia sufficientemente matura per essere usata nella progettazione di un sistema di vigilanza definitivo.

Queste prove sono state incentrate sull’osservazione e individuazione di oggetti già conosciuti, di cui si ha una previa informazione orbitale. In questo modo si è potuto contrastare i dati raccolti dal dimostratore. Durante i test sono state verificate le differenti configurazioni dei parametri del radar per ottimizzarne i risultati.

Tra gli altri eventi, il sistema ha osservato con precisione lo sgancio (undocking) del veicolo Cygnus della Stazione Spaziale Internazionale (Iss). Questo avvenimento è di speciale interesse perché testimonia la capacità del dimostratore di differenziare – sia nella distanza sia angolarmente – due oggetti di dimensione molto diversa situati nella stessa orbita e relativamente vicini.

Il sistema ha anche individuato e distinto i tre satelliti Swarm dell’Esa, la cui missione sarà quella di misurare il campo magnetico della Terra, subito dopo il suo lancio e quando ancora la sua separazione orbitale è molto ridotta.

In altri due prove portate a termine, il radar ha realizzato il monitoraggio del rientro sulla Terra del satellite Goce e ha individuato il tumbling del satellite Envisat, che si trova attualmente senza capacità di manovra.

Le prestazioni dimostrate da questo prototipo hanno superato le aspettative e gli obiettivi fissati dall’Esa per questa fase del progetto. Dall’altro lato, durante i test, si è provato che l’architettura modulare e scalabile di questo sistema è la più adeguata per costruire il futuro sistema di vigilanza.

Dopo aver completato con successo la campagna di test, il dimostratore è stato accettato dall’Esa ed è stato consegnato formalmente da Indra all’agenzia. Attualmente si stanno realizzando test operativi di lunga durata con il dimostratore, verificando la sua capacità di individuare piccoli oggetti nelle orbite a bassa altezza.

Rispetto all’architettura finale, il sistema Ssa/Sst (Space Situational Awareness/ Space Surveillance and Tracking) disporrà di almeno un sensore radar di vigilanza – la cui dimensione sarà notevolmente maggiore rispetto a quella del dimostratore- che si integrerà con altri radar di monitoraggio o tracking e con telescopi per l’osservazione dell’oggetto nelle orbite più alte. Il sistema si completerà con un centro di processo e servizi che utilizzerà i dati raccolti dai sensori.

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