LE NOMINE

Inwit, Rosario Mazza e Giovanna Bellezza nel Cda

I due membri del board, designati rispettivamente da Ardian e da Tim – che hanno perfezionato l’accordo raggiunto il 24 giugno – prendono il posto dei dimissionari Filomena Passeggio e Carlo Nardello. Rimarranno in carica fino alla prossima assemblea dei soci

Pubblicato il 02 Ott 2020

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Il Consiglio di amministrazione di Inwit, che si è riunito oggi sotto la presidenza di Emanuele Tournon, ha nominato nel board Rosario Mazza, designato da Ardian in ottemperanza ai patti parasociali in essere tra Tim e Ardian, e Giovanna Bellezza, designata da Tim “al fine di garantire all’interno del Consiglio di Amministrazione – si legge in una nota – il rispetto dei requisiti di genere prescritti dalla disciplina di legge e regolamentare vigente. Tim e Ardian annunciano inoltre di aver perfezionato l’accordo annunciato lo scorso 24 giugno per una parziale condivisione dell’investimento in Inwit. L’operazione consiste nell’acquisto da parte di un consorzio di investitori istituzionali guidato da Ardian del 49% di Daphne 3, holding neo-costituita e controllata da Tim, in cui Tim ha apportato il 30,2% del capitale sociale di Inwit. La holding subentra a Tim – per la quota di azioni Inwit trasferita – nell’accordo parasociale in essere tra Tim e Vodafone Europe B.V., in forza del quale queste controllano congiuntamente Inwit.

Della rimanente partecipazione diretta di TIM in INWIT, corrispondente al 3% del suo capitale, in data odierna è stato inoltre ceduto per 109 milioni di euro l’1,2% ad un veicolo gestito e assistito da Canson Capital Partners (Guernsey) Limited, che dispone altresì di un’opzione per l’acquisto del residuo 1,8%, per un corrispettivo di 161 milioni di euro. Il Consiglio d’Amministrazione di Daphne 3 è composto Marco Patuano (Presidente), Carlo Nardello (Amministratore Delegato), Davide Carlino, Sabrina Di Bartolomeo, Laurent Fayollas, Agostino Nuzzolo e Frédéric Jean Daniel Payet.

L’investimento in Daphne 3, si legge in una nota, rappresenta il primo passo di una partnership di lungo termine tra Tim e Ardian volta a rafforzare la leadership di Inwit nel mercato italiano delle telecomunicazioni, facendo leva sulla crescita del traffico dati e sulle nuove opportunità derivanti dall’implementazione del 5G.

“Questo investimento di grandissimo valore strategico dimostra ulteriormente il nostro commitment verso l’Italia, per noi un mercato chiave in cui investiamo da oltre un decennio – afferma Mathias Burghardt, membro del comitato esecutivo di Ardian e a capo di Ardian Infrastructure – Al fianco di importanti partner industriali, abbiamo contribuito all’implementazione di piani di crescita sostenibile a lungo termine e alla creazione di valore per tutti gli stakeholder. Siamo molto lieti di iniziare a costruire una solida partnership con TIM. Insieme a TIM e Vodafone, supporteremo il management team nell’ambizioso piano di crescita per questa essenziale infrastruttura digitale”.

Quanto all’impegno di Canson Capital Partners nell’operazione, la società annuncia di aver agito in qualità di Merchant Banker in un consorzio guidato da Ardian che ha perfezionato l’acquisto del 49% di Daphne 3, la holding controllata da Tim che a sua volta deterrà una partecipazione del 30,2% in Inwit. Con il supporto finanziario del Gruppo Azimut, Canson ha completato l’acquisito diretto da Tim di una quota dell’1,2% del capitale sociale di Inwit, e ha raggiunto un accordo di opzione per l’acquisizione diretta da Tim di un’ulteriore quota fino all’1,8% di Inwit.

“Siamo lieti di aver collaborato con Ardian e Azimut su Inwit – afferma Matteo Canonaco, co-fondatore di Canson – Questa operazione testimonia ancora una volta la validità del business model di Canson in cui identifichiamo alternative solution capital per specifiche situazioni strategiche in partnership con aziende. Assieme al nostro ruolo di spicco come advisor e co-investitore nei carve-out di Refinitiv e Kantar, questa  operazione rappresenta un’ulteriore pietra miliare per il rafforzamento del nostro track record in merchant banking e stabilisce un rapporto privilegiato con Azimut, il principale asset manager indipendente italiano”.

“Ancora una volta dimostriamo la nostra elevata capacità di innovare e di creare soluzioni mai presentate prima sul mercato – sottolinea Pietro Giuliani, presidente di Azimut – Poter partecipare a questa transazione insieme a Canson Capital Partners e a Marco Patuano è motivo di orgoglio e ulteriore dimostrazione delle rilevanti opportunità di investimento che possiamo offrire in esclusiva ai nostri clienti. In particolare con questa transazione partecipiamo attraverso un operatore leader nello sviluppo dell’infrastruttura di telecomunicazioni che sarà di vitale importanza per la ripresa del ciclo economico del nostro Paese ed il suo sviluppo futuro.”

Tornando infine alle nomine nel Cda di Inwit, sono state decise – specifica il comunicato dell’azienda – con l’approvazione del Collegio Sindacale e sono avvenute “per cooptazione, ai sensi dell’art. 2386, comma 1, del codice civile e nel rispetto di quanto previsto al paragrafo 13.7 sub 2) dello statuto sociale”. I nuovi amministratori – specifica la società – resteranno in carica fino alla prossima Assemblea dei Soci, ai sensi di legge.

Prima delle nomine il board ha preso atto delle dimissioni dalla carica rassegnate dal Consigliere indipendente Filomena Passeggio e dal Consigliere non esecutivo Carlo Nardello, che  “hanno avuto efficacia in data odierna – specifica il comunicato – essendosi perfezionato oggi l’ingresso della società Impulse I S.à.r.l. nel capitale del veicolo di partecipazione del Gruppo Telecom Italia in Inwit”

Il Consiglio, prosegue la nota, dopo aver verificato in capo al Consigliere Rosario Mazza i requisiti di onorabilità e di indipendenza prescritti dalla normativa vigente e dal Codice di Autodisciplina di Borsa Italiana S.p.A., ha provveduto a nominarlo Presidente del Comitato per le nomine e la remunerazione e membro del Comitato Parti Correlate, mentre il Consigliere Giovanna Bellezza è stata nominata membro del Comitato Sostenibilità. Entrambi i neonominati – conclude la nota –  non detengono partecipazioni nel capitale sociale di Inwit.

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