UNIONE EUROPEA

Kroes: “Internet leva anti-crisi ma serve definire la governance”

Il commissario Ue per l’Agenda digitale: “Dal Web posti di lavoro e nuovo modello di sviluppo. La Ue spinga sulla cooperazione tra pubblico e privato”

Pubblicato il 14 Giu 2012

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Internet è una straordinaria piattaforma in grado di creare posti di lavoro e contribuire alla exit strategy ma serve un approccio collaborativo per la governance. È questo il succo dello speech che il commissario Ue per l’Agenda digitale Neelie Kroes ha fatto oggi in occasione dello European Dialogue on Internet Governance (EuroDIG) a Stoccolma.

“L’Europa di oggi deve affrontare molte sfide – ha ricordato la Kroes – Internet ci può aiutare a vincerle. La nostra sfida principale oggi è quella di garantire i posti di lavoro e ricominciare a crescere. E Internet fornisce una piattaforma straordinaria per l’innovazione. Gli studi dicono che 10 punti percentuali di penetrazione della banda larga si traducono in 1- 1,5% di crescita supplementare”

Sul versante dei posti di lavoro, la Kroes ha ricordato che nei prossimi anni ci sarà una carenza di 700mila lavoratori Ict. “Si tratta – ha detto – di una buona notizia dato che 5,5 milioni di persone sotto i 25 anni è in cerca di lavoro. Ma bisogna avere la consapevolezza che servono competenze adeguate”.

“La Rete inoltre è in grado di rafforzare la nostra competitività e produttività, offrendo un nuovo modello di fare business. Guardiamo al Cloud: si potrebbero ridisegnare radicalmente gli attuali modelli per i servizi Ict nella direzione di un maggiore risparmio e di una maggiore flessibilità. Questo vale non solo per il settore dell’economia digitale ma per il contesto economico generale, dato che tutte le imprese otterrebbero enormi vantaggi dalla digitalizzazione delle prestazioni di back office. L’Europa ha il potenziale per cavalcare la prossima rivoluzione digitale. E’ tempo di superare la tristezza causata dalla crisi dell’euro e abbracciare il futuro!”.

“Naturalmente la crescita e l’occupazione non sono le uniche sfide che dobbiamo affrontare oggi in Europa – ha ricordato il commissario – L’Ict può contribuire a vincere anche sfide di altro tipo, come quella del cambiamento climatico per cui è necessaria una migliore gestione delle risorse energetiche. In questo senso la teleconferenza e le reti elettriche intelligenti sono un prezioso strumento”.

La Kroes ha poi elencato gli altri campi d’azione: e-gov ed e-Health per efficientare la PA e fare fronteb all’invecchiamento della popolazione.

Internet è dunque fondamentale per il futuro sostenibile dell’Europa ma serve un giusto approccio alla governance globale, paralizzata – ad avviso del commissario – da un dibattito polarizzato chi spinge per un forte coinvolgimento della autorità pubbliche e chi vorrebbe un approccio più “laissez-faire”.

“Ma il giusto approccio – dice – si trova nel mezzo. Da un lato, naturalmente, le autorità pubbliche hanno il dovere di far rispettare la legge e proteggere i diritti. Allo stesso modo, non si dovrebbe bloccare il potenziale di Internet sul versante privato. Anche perché l’innovazione è nell’interesse delle autorità pubbliche in termini di crescita, democrazia e qualità dei servizi pubblici”.

Funziona -secondo il commissario – l’approccio per cui le norme e i regolamenti possono aiutare i mercati, rafforzando la fiducia, come nel caso delle regole Ue sui diritti dei consumatori e sulla protezione dei dati.

Naturalmente il problema della governance di Internet riguarda anche processi e i meccanismi decisionali: la Ue è orientata a un approccio multistakeholed perché “il dialogo, la partecipazione e la cooperazione a tutti i livelli sono i migliori strumenti un Internet migliore”.

“Cooperare è qualcosa che siamo bravi – ha ricordato – ma è indispensabile proiettare la nostra visione europea sulla scena mondiale. Spingiamo sulla collaborazione con il Parlamento europeo, le imprese e la società civile per dare maggiore peso all’Europa nel Forum sulla governance di Internet. Se vogliamo che il modello multi-stakeholder sia sostenibile, deve essere in grado di fornire orientamenti politici. Non solo dibattiti”.

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