REGIONI

L’Emilia Romagna azzera il digital divide

La Regione annuncia che entro l’anno il 100% della popolazione sarà connessa a Internet. In campo Lepida e Telecom Italia. L’assessore Alfredo Peri: “Agende digitali locali indispensabili per raggiungere obiettivi nazionali di copertura”

Pubblicato il 22 Gen 2013

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L’Emilia-Romagna abbatterà il digital divide entro il 2013. L’annuncio è stato dato oggi nel corso del convegno “Agende digitali-Una sfida per le Regioni” svoltosi a Bologna e organizzato da Lepida. La Regione, guidata da Vasco Errani, attraverso Lepida ha definito un piano di azione, tecnologicamente neutrale, per l’azzeramento del digital divide entro il 2013 sul territorio regionale. Attualmente nella regione vi è una copertura netta Adsl+Radio superiore ai 2 Mbps per il 96,99% della popolazione e l’investimento complessivo sul territorio per infrastrutture fibra e radio gia’ realizzate e’ stato ad oggi di 27,6 milioni di euro.

In Emilia Romagna sono in corso altre due azioni sono in corso, una finanziata con i fondi Feasr per le aree rurali e una (Dorsale Sud Radio) con fondi regionali e arriveranno a portare la connettivita’ a ulteriori 112 mila cittadini. “E’ arrivato il momento di costruire una nuova solidarietà tra i livelli di governo, che viva sulla complementarietà e dia fiducia ai cittadini, con risultati tangibili – ha detto l’assessore regionale alle Infrastrutture materiali e immateriali, Alfredo Peri – L’Agenda Digitale può diventare sinonimo di buona amministrazione, dove sia a livello centrale che locale si collabora per servizi univoci e usabili, con ruoli distinti e precisi”.

“Per far questo le Regioni devono essere disponibili alla necessaria funzione di sintesi, portando visione e fabbisogno di tutti i territori e le Agende Digitali sono lo strumento raggiungere gli obiettivi condivisi – ha puntualizzato Peri – In Emilia-Romagna è stata maturata una vasta esperienza in ambito di Agenda Digitale e oggi si trova nel pieno della propria programmazione in ambito di società dell’informazione”.

Nel Piano Telematico dell’Emilia-Romagna per la prima volta vengono definiti ed individuati, in coerenza con le indicazioni a livello europeo, quattro nuovi diritti di cittadinanza digitale: diritto di accesso alle reti tecnologiche, l’accesso all’informazione e alla conoscenza, diritto di accesso ai servizi alla persona e alle imprese e diritto di accesso ai dati.

“Il mondo delle nuove tecnologie della comunicazione apre inedite possibilita’ non solo per creare nuove comunita’ virtuali, ma anche per rendere piu’ efficaci e trasparenti le relazioni fra cittadini e amministrazioni, in un nuovo patto sociale in cui il territorio si rianima e nel contempo si consolida e si apre – ha spiegato l’assessore regionale alla Scuola e Formazione, Patrizio Bianchi – La disponibilità di reti veloci rendono possibili interconnettività fra persone e gruppi, così da rendere disponibili modi innovativi di fare scuola”.

“La Regione – ha sottolineato Bianchi – ha da tempo avviato una opera di infrastruttura intelligente del territorio e nel contempo di nuovi approcci didattici per superare rischi di esclusione e separazione sociale e per generare percorsi di apprendimento fra giovani che debbono vivere in un mondo tanto piu’ complesso”. Uno dei principali ambiti di intervento dell’innovazione digitale e’ quello legato alla disponibilita’ di accesso alla rete”.

La Regione Emilia-Romagna lavora da tempo attraverso la sua società in-house Lepida, e in alcuni casi con anche la collaborazione di Telecom Italia, ad azioni di contrasto al divario digitale. Mise e Regione, infine, stanno predisponendo un piano congiunto di intervento, capace di porre a sistema le risorse messe a disposizione da Regione, quelle messe a disposizione da Crescita 2.0.

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