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Operatori wholesale only, un modello “future proof”

Dati gli elevati costi di sviluppo del 5G, solo pochi grandi operatori sarebbero in grado di dar vita a una competizione infrastrutturale sulle reti mobili. Le reti di telecomunicazione wholesale only, sia Ftth che 5G, saranno una delle opportunità più interessanti per gli investitori del settore. L’analisi di Franco Bassanini presidente Open Fiber

Pubblicato il 15 Dic 2017

Franco Bassanini

presidente di Openfiber

bassanini-3

L’innovazione tecnologica e in particolare lo sviluppo della fibra ottica hanno avuto un impatto rivoluzionario nell’industria delle telecomunicazioni. Nonostante gli investimenti in reti in rame siano ancora ingenti, è in atto una transizione inarrestabile verso infrastrutture realizzate interamente in fibra (FTTH- Fiber To The Home), le uniche con le caratteristiche adatte a supportare l’evoluzione verso la Gigabit society.

Non si tratta soltanto di differenza di velocità (con il FTTH la connessione può raggiungere 1 Gigabit al secondo, sia in download che in upload): le connessioni in fibra ottica sono più stabili e produttive, perché meno soggette a interruzioni e inconvenienti tecnici rispetto al rame, riducendo così i costi di manutenzione e garantendo un servizio di maggiore qualità per i clienti finali.

La fibra ottica, insieme al 5G, è l’unica soluzione future proof (a prova di futuro), che consentirà l’utilizzo su larga scala di tutte le tecnologie che verranno sviluppate nel corso degli anni: nuove applicazioni Internet of Things, telemedicina, telelavoro, e-government, mobilità intelligente, videosorveglianza, cloud computing. Tutti questi sviluppi possono avvenire solo se le reti operano perfettamente e senza interruzioni. Non a caso, nel piano “Industria 4.0” il Governo ha definito la banda ultra larga come un’infrastruttura abilitante, riconoscendo di fatto la centralità della fibra ottica per le strategie di sviluppo del Paese.

Oggi la modalità FTTH è sviluppata in Europa solo in un numero ristretto di aree e ciò rende molto problematico il raggiungimento degli obiettivi sulla banda ultra larga fissati dall’Unione Europea per il 2025. Per accelerare questo processo, l’UE sarà chiamata ad attuare politiche che favoriscano gli investimenti su Next Generation Networks (NGN). Non bisogna trascurare, inoltre, l’incidenza della sharing economy nel settore delle telco.

Oggi, la più grande piattaforma di e-commerce al mondo non ha magazzini. Domani, le compagnie di TLC non possiederanno più reti fisiche, ma reti virtuali che utilizzeranno software e altri elementi presi in outsourcing, combinandoli e gestendoli per fornire i propri servizi agli utenti finali. Uno sviluppo che ha previsto anche la Commissione Europea, che sta aggiornando il quadro regolatorio per renderlo a prova di futuro. Anzitutto, sarà modificata la definizione di “operatore” per includere gli operatori di reti virtuali. In secondo luogo, sarà riconosciuto il ruolo di operatori wholesale only: soggetti non coinvolti in attività retail, che mettono a disposizione la loro infrastruttura a tutte le aziende interessate. Tali operatori esistono oggi solo in Italia (Open Fiber), Svezia (Stokab), Irlanda (Siro) e in pochi altri Paesi, ma in futuro saranno molto probabilmente presenti in tutti gli Stati membri.

Parallelamente, ci aspettiamo ingenti investimenti in reti di comunicazione mobile 5G, che utilizzeranno infrastrutture in fibra per sfruttarne la capillarità sul territorio e per evitare la posa di un’enorme quantità di antenne nelle nostre città. Dati gli elevati costi di sviluppo del 5G, solo pochi grandi operatori sarebbero in grado di dar vita a una competizione infrastrutturale sulle reti mobili. Inoltre, reti interconnesse e gestite da differenti operatori potrebbero avere grandi difficoltà a garantire le performance richieste dalle varie applicazioni in termini di latenza.

Al contrario, il modello wholesale only supporterebbe in maniera naturale l’evoluzione delle reti 5G verso una struttura gestita da un singolo operatore e ottimizzata per soddisfare i bisogni di servizio di ogni applicazione verticale.

La possibile integrazione di rete fissa e mobile all’interno di un’unica infrastruttura eliminerebbe il rischio per l’investitore di una futura dispersione della domanda tra servizi mobili e fissi, così come i rischi connessi alla potenziale competizione tra i due modi di accedere alla rete.

Tutto questo ci porta a ritenere che nei prossimi anni le reti di telecomunicazione wholesale only, sia FTTH che 5G, saranno una delle opportunità più interessanti per gli investitori del settore, e possiamo affermare con orgoglio che Open Fiber è uno dei pionieri a livello europeo in questo settore.

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