IL MAXI EMENDAMENTO

Legge di stabilità, 20 milioni per la banda larga

Il comma 58 del maxi emendamento alla legge di Stabilità stanzia l’ammontare delle risorse per completare il Piano nazionale nel Centro Nord. Via anche all’Anagrafe nazionale degli assistiti. Stefano Parisi (Confindustria Digitale): “Passo importante verso l’Agenda digitale della sanità”

Pubblicato il 27 Nov 2013

Alla fine ci sono. I 20 milioni destinati al completamento del Piano nazionale Banda Larga sono stati inseriti (comma 58) nel maxi emendamento alla legge di Stabilità votato dal Senato con 171 voti a favore e 135 contrari. “Per il completamento del Piano nazionale banda larga – si legge nel testo – definito dal Ministero per lo Sviluppo economico /Dipartimento per le Comunicazioni e autorizzato dalla Commissione europea è autorizzata la spesa di 20,75 milioni per 2014”.

L’iter dello stanziamento di tali risorse è stato abbastanza travagliato. Si tratta dei 20 milioni stralciati a luglio con il decreto del Fare. Le modifiche che intervenivano sul taglio alla banda larga erano state testo decise nelle Commissioni Bilancio e Affari e Costituzionali della Camera per coprire alcuni provvedimenti. I 20 milioni facevano parte dei 150 finanziati dal Crescita 2.0 per l’Agenda Digitale che sarebbero serviti a eliminare il digital divide al Centro Nord.

Il recupero della cifra grazie alla legge di stabilità era stato prospettato dal vice ministro allo Sviluppo Economico, Antonio Catricalà: “Non possiamo tornare indietro sulle promesse fatte – aveva detto – e dobbiamo recuperare questi 20 milioni – tagliati per necessità alla banda larga. Troveremo la copertura nella legge di stabilità”.

“L’istituzione dell’Anagrafe Nazionale degli Assistiti è la base fondamentale per portare a compimento l’Agenda Digitale della Sanità, che può valere risparmi stimati fino al 10% della spesa sanitaria” è il commento soddisfatto di Stefano Parisi, presidente di Confindustria Digitale, in merito al comma 149 del maxiemendamento alla Legge di stabilità approvato questa notte da parte del Senato.

Novità anche nel settiore sanitario. Il comma 149 istituisce l’’Anagrafe Nazionale degli Assistiti (Ana). Secondo Stefano Parisi, presidente di Confindustria Digitale l’Ana “è la base fondamentale per portare a compimento l’Agenda Digitale della Sanità, che può valere risparmi stimati fino al 10% della spesa sanitaria”.

Con l’Anagrafe unica della sanità – provvedimento in realtà atteso da tempo che è andato in porto ora solo grazie alla tenacia e convinzione del Ministro Lorenzin – che sarà collegata direttamente alla nuova Anagrafe nazionale delle popolazione residente, secondo Parisi: “si supererà l’attuale frammentazione delle anagrafi degli assistiti, la cui regionalizzazione sconta enormi difficoltà di interoperabilità tra le banche dati comunali e quelle delle Asl”. L’attuale assetto, infatti, accusa gravi situazioni di inefficienza e spreco di risorse pubbliche, che vanno dalle assegnazioni multiple di medici di medicina generale, a persone decedute ancora considerati viventi e – quindi – conteggiate nei compensi riconosciuti ai medici. “Al contrario – precisa Parisi – con l’integrazione delle banche dati aumenteranno le possibilità di monitoraggio da parte della Pa perché tutte le amministrazioni interessate, nonché gli operatori sanitari autorizzati, potranno accedere ai dati dell’Ana, semplificando lo scambio informativo e facilitando i necessari controlli”.

“Nei rapporti con i cittadini l’Ana rovescia finalmente la logica di funzionamento del servizio pubblico – nota il presidente di Confidnustria Digitale – infatti non sarà più il singolo assistito a dover comunicare i propri dati all’Azienda Sanitaria Locale perché questi sono già in possesso dell’Amministrazione. Quindi il libretto sanitario cartaceo diventerà obsoleto, giacchè il cittadino potrà direttamente accedere in rete per consultare i dati che lo riguardano”.

“Grazie all’Ana, che verrà resa interoperabile con tutte le altre banche dati già istituite a livello regionale e nazionale –conclude Parisi – si potrà finalmente procedere alla digitalizzazione end-to-end di tutti i processi sottesi a un moderno percorso di cura dell’assistito, ivi compreso il Fascicolo Sanitario Elettronico. Ora è importante proseguire al più presto sulla strada segnata dall’Ana anche nelle altre filiere pubbliche quali l’istruzione, il lavoro e la formazione professionale, la giustizia, mettendo alla base un’anagrafica informatizzata contenente le informazioni necessarie all’erogazione digitale del servizio”.

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