INTERFERENZE

Lte-Tv, Aeranti-Corallo: “A rischio 7 milioni di famiglie”

Il coordinatore Marco Rossignoli lancia l’allarme interferenze: “I cittadini non conoscono la problematica e lo stesso vale per gli installatori”

Pubblicato il 03 Mag 2013

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Allarme delle tv locali per il rischio interferenze Lte sul segnale di ricezione del digitale terrestre televisivo. La questione è stata sollevata oggi da Marco Rossignoli, coordinatore di Aeranti-Corallo: “Sono circa 700mila le abitazioni che, secondo le stime della Fondazione Ugo Bordoni, potrebbero essere interessate dalle interferenze causate dagli impianti Lte – ha detto Rossignoli – Trattandosi per lo più di impianti condominiali, non è difficile immaginare che la problematica potrà interessare sino a 7 milioni di famiglie, cioè 15-20 milioni di cittadini e, quindi, circa 1/3 della popolazione italiana”.

Rossignoli ha quindi lamentato che “Al momento la cittadinanza non è, per lo più, a conoscenza della problematica, e lo stesso vale per gli installatori d’antenna, il che porterà, come diretta conseguenza, una grande difficoltà nell’individuazione del problema e delle relative soluzioni”.

Il rischio interferenze nasce a seguito dell’assegnazione delle frequenze della banda 800 Mhz (canali 61-69 tv) agli operatori telefonici per l’attivazione di impianti Lte di comunicazione mobile di larga banda (internet ultraveloce) di quarta generazione. Secondo Aeranti-Corallo, si pone l’esigenza di garantire la compatibilità interferenziale tra tale nuova tecnologia e le emissioni televisive, nell’interesse degli utenti e degli operatori broadcast. Tanto più che il Consiglio di Stato ha da poco espresso il parere sul regolamento ministeriale che definisce le modalità di intervento da parte degli antennisti e le procedure di addebito dei costi per i filtri anti-interferenze (costi a carico degli operatori telefonici) anticipati un mese fa dal nostro sito, regolamento (qui il testo integrale) di cui si attende ora la relativa pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Il via libera al regolamento di fatto dà il disco verde all’accensione degli impanti a 800 Mhz da parte degli operatori (Tim, Vodafone e Wind), che avverrà a macchia di leopardo in diverse zone del paese nei prossimi mesi.

La gestione tecnica della questione è in capo alla Fondazione Ugo Bordoni (presso il ministero). “La gestione delle segnalazioni sarà affidata alla Fondazione Ugo Bordoni, che attraverso un help desk e un contact center (che fanno capo al sito helpinterferenze.it ndr), individuerà quali di queste sono connesse a problematiche di coesistenza tra Lte e Dvbt (tv digitale terrestre)”, si legge nel regolamento. Gli utenti contatteranno l’help desk della Fub, quindi, che fornirà loro un questionario per capire se le interferenze sono causate effettivamente dall’Lte o da altri motivi.

Dopo aver gestito le segnalazioni, la Fub, attraverso un sistema automatizzato, metterà a disposizione degli operatori mobili le informazioni necessarie a procedere all’intervento, secondo le percentuali definite nel regolamento per ciascun operatore. Gli operatori pagheranno l’intervento del tecnico e l’installazione del filtro sull’antenna tv, per risolvere le interferenze.

“La Fub provvederà su base trimestrale alla rendicontazione (degli interventi effettuati ndr), per garantire che gli operatori contribuiscano in funzione delle percentuali previste”, si legge nella bozza.

Le questioni interferenziali tra segnali Lte e tv digitale terrestre verranno approfondite nell’ambito del Radiotv Forum 2013 di Aeranti-Corallo, che si svolgerà a Roma il 28 e 29 maggio.

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