L'INCHIESTA

Lte, un assist al Sistema Italia

Già partiti, o ai blocchi di partenza, i primi servizi offerti dagli operatori Tlc sulle nuove reti. Dallo storage al cloud fino alla videoconferenza, così il mobile darà una spinta alla crescita

Pubblicato il 04 Mar 2013

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L’Lte italiano comincia a bussare alle porte delle aziende, offrendo una gamma di servizi che finora su 3G non erano possibili o non avevano una qualità ottimale. Applicazioni cloud in mobilità, per lo storage, il back up, la gestione della forza vendita; video conferenze e collaboration senza più limiti di luogo e di tempo: sono questi, secondo tutti gli esperti interpellati dal Corriere delle comunicazioni, i principali vantaggi delle nuove reti per il pubblico aziendale. Ma sono anche alcuni dei servizi che gli operatori hanno cominciato a offrire alle imprese, da poche settimane (Telecom Italia, Vodafone) o che lanceranno nei prossimi mesi (3 Italia, Wind), a quanto dichiarano al nostro giornale.

“Le caratteristiche delle offerte Lte attuali le rendono adatte più a una clientela business che a una consumer”, dice Gabriele Roberti, analista di Idc. “La grande larghezza di banda in download e la bassa latenza rende queste connessioni ottimali per la fruizione di contenuti online (streaming audio/video) e per il Voip; le performance sono paragonabili a quelli delle connessioni Adsl”. “L’Lte permette però una maggiore banda in upload, che favorirà la trasmissione, da dispositivi mobili, di streaming video e l’uso di servizi cloud”, continua.

“Il vantaggio è che si rende realmente ubiqua la nostra attività professionale, abilitando l’accesso da remoto alle risorse aziendali e favorendo l’interazione con l’ecosistema professionale che siamo abituati a frequentare dal nostro ufficio”, conferma Cristoforo Morandini, di Between.

“La forza vendita e i manager che sono in viaggio potranno entrare nella Vpn aziendale con maggiore facilità, dove trovano le stesse risorse accessibili quando sono in ufficio”, conferma Neil Mawston, analista di Strategy Analytics. “Se accedono alla piattaforma cloud (pubblica o privata) usata dall’azienda possono collaborare a un documento, vedere via Internet un catalogo prodotti aggiornato e mostrarlo a un cliente. Possono anche gestire un ordine in tempo reale, caricandolo sulla piattaforma non appena il cliente firma, e così ridurre tempi e costi di back office”, continua Mawston. “Sono servizi che gli operatori italiani stanno già sperimentando. Alcuni – in primis quelli di cloud storage – già sono nei pacchetti Lte Telecom e Vodafone. Lo storage sulla cloud è importante per le aziende: grazie all’Lte i dipendenti in mobilità possono fare un back up costante dei dati (del cliente, di un ordine…), senza bisogno di tornare in ufficio o di trovare una rete w-fi”.

Certo, alcune di queste cose è possibile farle anche su 3G e in effetti vengono già fatte. Soprattutto 3 Italia e Wind evidenziano che le reti 3G (Umts/Hspa) e quelle 4G giocheranno assieme la partita dei servizi business. “Ma le applicazioni più pesanti e quelle che richiedono una bassa latenza hanno grossi problemi di usabilità su 3G”, dice Andrea Rangone, a capo degli Osservatori Ict del Politecnico di Milano. Si pensi alla video conferenza (magari in alta definizione) e alla collaboration su cloud (che richiede continue interazioni). O alla video sorveglianza con sensori che devono tenere sotto controllo un territorio. Gli operatori notano infatti che l’Lte potrà sostenere i servizi delle smart city (controllo del traffico, dell’ambiente, dei consumi energetici), soprattutto grazie al fatto che questa tecnologia supporta le classi di servizio e quindi consente agli operatori di assegnare una qualità garantita a specifiche applicazioni critiche.

“L’Lte sarà utile alle aziende, ma l’adozione sarà graduale, in Europa, dove gli operatori stanno estendendo le reti con molta gradualità; a differenza degli Stati Uniti, dove Verizon già copre l’89% della popolazione”, avverte Francesco Ricci, analista di Analysys Mason.

In Italia, Telecom e Vodafone prevedono di coprire il 40% di popolazione entro il 2014. “Sui livelli di adozione incide anche il fatto che in Europa l’Lte viene venduto come servizio premium, mentre negli Usa non è offerto come un prodotto a parte rispetto alla normale connessione Internet”, continua Ricci.

“Quando i prezzi scenderanno e la copertura aumenterà, si vedrà anche il ruolo dell’Lte contro il digital divide: per le aziende che sono in zone prive di una buona banda larga fissa”, aggiunge Morandini.

“Malgrado in Italia la distribuzione dei servizi Lte sia partita dai grandi centri urbani, questa tecnologia potrebbe invece essere valida per colmare il digital divide”, conferma Roberti. “Questo significherebbe portare una connessione a larga banda non solo a consumatori, ma anche a imprese e distretti industriali in zone del Paese disagiate, colmando un pesante divario infrastrutturale. Ciò potrebbe innescare l’inizio di processi di rinnovamento, basati anche sulle tecnologie cloud che senza una connessione broadband di qualità non sono accessibili dalle imprese”, aggiunge. La nuova rete è insomma un incentivo a adottare servizi che migliorino la produttività e riducano i costi: non solo in mobilità, ma anche all’interno delle sedi aziendali.

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