L'INTERVISTA

Telco alla sfida green, Farè (Eolo): “Fwa tecnologia dal dna ecosostenibile”

La Head of Communication dell’operatore: “Abbiamo messo in campo iniziative che interessano vari aspetti, come l’attenzione all’impatto ambientale della nostra sede di Busto Arsizio, dotata di pannelli fotovoltaici e sistemi di monitoraggio dei consumi. Lanciati anche progetti che mettono al centro la qualità della vita dei nostri colleghi”

Pubblicato il 22 Mar 2021

Marzia -Farè - Eolo

La sostenibilità è diventata una delle bussole del business delle telco non solo per essere sempre più competitive sul mercato ma anche per contribuire a disegnare un futuro più orientato al rispetto degli equilibri economici, sociali e ambientali. Marzia Farè, Head of Communications di Eolo, spiega le strategie dell’operatore Fwa su questo fronte.

Come possono trasformazione digitale, reti e banda larga contribuire alle sfide che la sostenibilità ci pone?

Trasformazione digitale e sviluppo sostenibile sono due concetti al centro del dibattito di aziende e istituzioni e sono strettamente connessi tra loro. La componente digitale, intesa come infrastrutture, reti e banda larga, è infatti fondamentale per abilitare uno sviluppo sostenibile in tutti i settori chiave non solo per la nostra economia ma, in generale, per la nostra vita di cittadini. In questa direzione, ad esempio, è stata proprio la pandemia Covid-19 a riportare il dibattito sullo stato della digitalizzazione del Paese, facendo emergere con forza la problematica del digital divide, una tematica con la quale Eolo si interfaccia e risolve da ormai 15 anni. Sostenibilità è infatti anche inclusione sociale, e l’idea di un diritto alla connessione riconosciuto a famiglie e imprese situate in tutte le zone del nostro Paese, anche quelle orograficamente più difficili da raggiungere, è sicuramente un contributo rilevante che la tecnologia può dare. Ma un accesso generale ai servizi legati a Internet produce impatti sostenibili anche ulteriori rispetto a quelli sociali, che rientrano perfettamente negli SDGs dell’Agenda 2030: pensiamo ad esempio al Goal 4 relativo all’istruzione, o al Goal 11 su città e comunità sostenibili. La digitalizzazione, intesa appunto come possibilità di avere un accesso democratico alla rete, è uno strumento fondamentale per il raggiungimento di questi obiettivi. Il lockdown ce l’ha ricordato in maniera importante: una scuola connessa, con gli adeguati strumenti digitali, è una scuola inclusiva che può garantire l’accesso democratico ad una formazione di qualità,a prescindere dal luogo dal quale ci si colleghi. Lo stesso vale, in maniera indiretta, per i trasporti: abbiamo visto durante l’emergenza e ancora oggi come lo smart working e gli eventi virtuali possano ridurre significativamente i consumi energetici e l’inquinamento prodotti dai trasferimenti.

Per una telco quanto e perché è importante mettere la sostenibilità al centro dell’agenda? Quale l’impatto sul business?

Eolo integra la sostenibilità nel proprio Dna, espresso in una mission chiara: portare “Internet dove gli altri non arrivano” ci ricorda ogni giorno l’importanza di garantire un accesso democratico a internet, occupandoci di fornire una adeguata connessione a famiglie e imprese anche delle zone più remote del Paese. Eolo è nata come una realtà locale, per rispondere alle necessità delle persone del territorio: oggi, come operatore nazionale, continuiamo a impegnarci in questa direzione, ascoltando e risolvendo i bisogni delle comunità locali in tutta Italia e restituendo loro parte del valore generato, attraverso le nostre attività di Csr. Credo che sia fondamentale per una telco, e in generale per le imprese, concepire la sostenibilità come parte integrante del proprio business model. Se un’azienda ha l’obiettivo di essere una forza di rigenerazione per il proprio contesto, non può relegare il tema della sostenibilità ad un’attività da portare avanti in parallelo al proprio business, o a singoli progetti di social responsibility. La sostenibilità deve quindi permeare ogni funzione, progetto e strategia come naturale conseguenza di una cultura votata all’impatto positivo. Solo in questo modo cesserà di essere considerata un costo, e anzi diventerà una leva di successo in termini di creazione di valore nel lungo periodo, reputazione e gestione del rischio, portando un evidente beneficio anche sul business.

Che ruolo può svolgere l’Fwa per disegnare un futuro sostenibile?

La tecnologia Fwa è per sua natura una tecnologia inclusiva: l’assenza di utilizzo di infrastrutture invasive, come scavi o penetrazioni negli edifici, rende l’Fwa facilmente installabile anche nelle situazioni orografiche più difficili. Torna il tema della sostenibilità intesa come inclusione sociale: oggi con la nostra rete di oltre 3.000 Bts in tutta Italia riusciamo a connettere 6.327 Comuni e, grazie a Manifesto, il piano di investimenti da 150 milioni di euro lanciato a maggio 2020 per completare la nostra copertura del Paese, puntiamo ad arrivare a 7.500, ovvero alla totalità dei piccoli comuni, entro la fine del 2021.

Quali sono i progetti e le iniziative che Eolo ha messo in campo su questo fronte?

Siamo impegnati verso un orizzonte sempre più sostenibile con diverse iniziative sia interne, con un impatto sulla nostra comunità di colleghi e collaboratori, che esterne, che coinvolgono i territori sui quali operiamo da 15 anni. Abbiamo recentemente riassunto il nostro impegno in questa direzione all’interno di una sezione dedicata del nostro sito corporate e di un video, che inserisce tutte le attività che portiamo avanti all’interno dell’ampio quadro degli SDGs Onu, che guidano molti aspetti del nostro operato coinvolgendo i nostri stakeholder interni ed esterni a più livelli: Governance, Persone, Comunità, Ambiente e Clienti. Le iniziative rivolte ai nostri stakeholder interni sono diverse e interessano vari aspetti della sostenibilità, come l’attenzione all’impatto ambientale della nostra sede di Busto Arsizio, ora sostenibile grazie all’utilizzo di pannelli fotovoltaici e al monitoraggio dei consumi, con un programma di raccolta differenziata e di attenzione al food waste attraverso la prenotazione del pranzo in mensa. O i progetti che mettono al centro la qualità della vita dei nostri colleghi, come i benefit per i dipendenti, lo studio degli spazi per assicurare un corretto bilanciamento tra lavoro e relazioni sociali con i colleghi, il programma di smartworking già previsto prima della pandemia. Cerchiamo inoltre attenzione alla sostenibilità anche nei nostri fornitori, sin dalla fase di selezione, condividendo con chi collabora con noi anche materiale informativo sui temi più rilevanti in questa direzione.

 In questo scenario come si inserisce il progetto Missione Comune?

Il nostro lavoro quotidiano ci vede al fianco di imprese e famiglie in tutto il Paese e verso di loro abbiamo preso un impegno preciso che supera il core business dell’azienda e che punta alla restituzione di parte del valore generato dall’azienda. Si tratta del progetto Eolo Missione Comune, che ha come obiettivo quello di aiutare i piccoli comuni sotto i 5.000 abitanti a contrastare il crescente spopolamento, offrendo dispositivi tecnologici e connettività che possono portare anche le realtà più piccole ad innovarsi e a trasformarsi in “Smart City”, attraverso la donazione di premi per un equivalente di 3 milioni di euro nell’arco di 3 anni alle 300 città più votate. Siamo da poco entrati nel terzo anno del progetto e nel corso di questa attività abbiamo registrato una risposta davvero positiva da parte dei comuni e in particolare da parte di cittadini e simpatizzanti, chiamati a votare il loro comune preferito attraverso una piattaforma dedicata.

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