TELCO PER L'ITALIA 2020

Mascolo (Ericsson): “5G opportunità unica, ma bisogna abbattere le barriere regolatorie”

L’Head of Strategy and 5G for Industries per Italia e Sud Est Mediterraneo: “Durante il lockdown il 93% degli utenti in Italia ha aumentato il numero di attività svolte online e il 23% ne ha sperimentate di nuove”

Pubblicato il 03 Lug 2020

riccardo mascolo

L’emergenza coronavirus ha fatto scoprire agli italiani il valore della connettività ultra-veloce fissa e mobile e dei servizi online: lo ha affermato Riccardo Mascolo, Head of Strategy and 5G for Industries, Ericsson Italia e Sud Est Mediterraneo, intervenendo alla tavola rotonda5G the new normal: quali casi, quali soluzioni” nell’ambito del terzo appuntamento del web summit Telco per l’Italia 2020 organizzato da CorCom e Digital360.

“Il 5G è un’opportunità per l’Italia che non possiamo permetterci di mancare”, ha dichiarato Mascolo. “È importante agevolare, supportare e rendere più veloce il roll-out; solo questa connettività evoluta può dare competitività alle aziende e portare più servizi alimentando la domanda di mercato”.

“Il periodo di lockdown ha fatto registrare sia in Italia che nel mondo un netto incremento nell’uso della banda larga, con punte di +100% per il fisso ma anche forti picchi sul mobile, in particolare nel traffico uplink (per attività come video-conferenze, streaming, collaboration, e-learning)”, ha osservato Mascolo. In base all’ultimo studio del ConsumerLab di Ericsson pubblicato a giugno, in Italia durante l’emergenza sanitaria la fruizione di Internet tramite connessione fissa è aumentata di 3 ore al giorno (2,5 ore al giorno negli altri paesi), mentre la connessione da mobile ha avuto incrementi di 1 ora al giorno, come avvenuto anche negli altri paesi.

Il 31% degli italiani ha incrementato il proprio traffico dati da mobile (il 25% negli altri paesi), con il 15% della popolazione italiana che afferma di aver avuto a disposizione principalmente connessioni mobili per navigare online.

“Il 93% degli utenti in Italia (87% negli altri paesi) ha aumentato significativamente il numero di attività svolte online durante il lockdown. Il 23% ha sperimentato nuove attività, come e-learning o videoconferenze”, ha sottolineato ancora il top manager di Ericsson. Le categorie di app il cui utilizzo è maggiormente cresciuto durante la crisi sono quelle per lo smart working, la formazione da remoto e il wellness. Sei intervistati su 10 continueranno a usare servizi per le videoconferenze anche dopo la pandemia, 4 studenti su 10 proseguiranno con i corsi online, 4 utenti su 10 affermano che le visite mediche online diventeranno più popolari.

Inoltre, “malgrado il 57% dei consumatori in Italia e nel mondo stia pianificando di ridurre le proprie spese in alcuni settori per far fronte alla crisi attuale e futura, la tecnologia non sembra rientrare tra questi”, ha evidenziato Mascolo: “il 25% prevede di investire sulla connettività (a banda larga o 5G) dopo la crisi. Questa percentuale è più alta però negli altri paesi, dove in media arriva al 32%. In Italia il 15% degli intervistati intende passare al 5G dopo la crisi, mentre il 16% intende sottoscrivere un miglior piano per la connettività di casa”.

Nonostante il dilagare di diverse teorie cospiratorie, il 53% degli italiani ritiene che il 5G avrebbe potuto svolgere un ruolo positivo durante la crisi (63% negli altri paesi). Il 35% dei nostri connazionali vorrebbe che la copertura 5G venisse implementata molto più velocemente per beneficiare di velocità maggiori rispetto alla rete fissa 42% negli altri paesi). “Il 5G avrebbe anche potuto migliorare il controllo da remoto dei dispositivi medici in tutto il paese e ridurre l’esposizione al contagio di medici e infermieri tramite l’utilizzo di robot connessi in 5G durante le visite (dice il 39%)”, ha indicato Mascolo.

Citando il programma 5G for Italy varato con Tim per accelerare la digitalizzazione del paese e lo sviluppo delle applicazioni industriali l’executive di Ericsson ha concluso sottolineando che sul 5G in Italia “anche le aziende private fanno sperimentazione, non ci sono solo i progetti pubblici”. Anzi, l’Italia “è front runner nella sperimentazione del 5G, ma è necessario rimuovere le barriere che ancora esistono per permettere al paese di crescere e competere”.

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