LA GUERRA DELLE FREQUENZE

Mediaset, in Sicilia un canale “clandestino”

Conflitto di frequenze in vista per la tv del biscione che con lo switch off siciliano utilizzerà una parte di spettro non coordinata. E che i vicini Paesi africani potrebbero richiedere per realizzare la banda larga mobile

Pubblicato il 20 Feb 2012

Programmi tv in Sicilia, banda larga mobile a 30 Mbps sulla costa settentrionale dell’Africa. È questo il panorama che potrebbe delinearsi da qui ai prossimi tre anni, quando la banda a 700Mhz – recentemente sdoganata dal Wrc-12 di Ginevra – sarà utilizzata dai Paesi africani e arabi per realizzare le reti mobili di prossima generazione. Uno scenario che potrebbe sottolineare una volta di più la distanza fra il nostro Paese e il resto, non solo dell’Europa, ma ormai del mondo.

Ammesso, però, che questo possa succedere. Perché quegli stessi canali che l’Italia potrebbe utilizzare per il suo digitale terrestre sono stati assegnati, appunto, ai paesi nordafricani. Che potrebbero anche stoppare, forti anche della "certificazione" del Wrc, l’utilizzo italiano delle stesse frequenze. Con buona pace del digitale terrestre in Sicilia che, in teoria, dovrebbe procedere allo switch off a giugno. E con buona pace delle trasmissioni di Mediaset, che su uno di quei canali (il 52) fa conto per uno dei suoi multiplex.

Sono stati proprio i paesi nordafricani e arabi (appartenenti alla "region 1" secondo la geografia dell’Itu, l’International Telecommunications Union), a spingere sullo World Radiocommunications Conference di Ginevra per adottare un nuovo approccio nella gestione dello spettro radio: individuando nella banda 694-790 Mhz una delle prossime "miniere" da cui prelevare frequenze per i servizi mobili già dal 2015. I Paesi africani e arabi hanno ottenuto dunque il risultato sperato: nel giro di tre anni potranno utilizzare il loro "secondo" dividendo digitale per realizzare reti mobili di nuova generazione e portare connettività mobile a vaste aree anche rurali.

Peccato però che ad appena 100 chilometri di distanza, una distanza ad alto rischio interferenza, uno dei canali assegnati ai Paesi oltremare – il 52 Uhf – sia assegnato a Mediaset. Che lo detiene nonostante le diverse indicazioni della conferenza di Ginevra del 2006, e grazie anche al mancato lavoro di coordinamento con Francia e Paesi africani. Cosa risponderà il nostro Paese quando quel canale verrà rivendicato?

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