Metroweb nelle mani di Enel?

Starace apre all’ipotesi, ma a patto che “non ci sia un’asta al rialzo”. Intanto resta alta l’attesa sul business plan della energy company per la banda ultralarga. Il cambio di rotta del governo, che ha deciso di virare su Infratel, ha sparigliato le carte: sarà ancora conveniente partecipare alle gare?

Pubblicato il 27 Gen 2016

Metroweb nelle mani di Enel? Non è da escludersi. Ad aprire alla possibilità di una discesa in campo è l’Ad della energy company Francesco Starace che a margine della convention di Madrid, in cui è stato svelato il nuovo logo della società, ha risposto con un “può darsi” alla domanda se l’azienda fosse interessata a rilevare la società della fibra milanese, aggiungendo che “è una delle opzioni”.

Starace ha evidenziato poi che “al suo interno (di Metroweb, ndr) ci sono delle competenze che possono essere utili alle nostre attività”. E in effetti nel caso in cui Enel decidesse di partecipare ai bandi per l’ultrabroadband, la società dovrebbe dotarsi di competenze ad hoc che potrebbe reperire, in parte, proprio in Metroweb. Il “dossier” Metroweb dunque torna a prendere quota. E l’ipotesi di un investimento da parte di Enel metterebbe di fatto a tacere le voci, circolate qualche giorno fa, secondo cui sarebbe stato completato il business plan del progetto congiunto Telecom-Metroweb. La partita dunque è aperta e stando alle parole di Starace sarà il “prezzo” a fare la differenza: “Non siamo così ansiosi. Di sicuro non faremo una gara al rialzo per Metroweb. Questo non succederà”, ha detto Starace inviando dunque ai vertici della fiber company un chiaro messaggio per l’avvio di eventuali trattative.

Intanto c’è attesa sul business plan di Enel per la banda ultralarga. “Il primo business plan sul piano per la banda ultralarga sarà presentato a metà o a fine gennaio”, aveva annunciato Starace in occasione del brindisi di Natale presso la sede di Roma della società. Ma gennaio è ormai agli sgoccioli. Vero è che il cambio di rotta da parte del governo in merito all’uso dei fondi pubblici – le risorse saranno impiegate per la realizzazione di una rete a totale proprietà statale – e quindi il nuovo ruolo affidato a Infratel hanno sparigliato le carte in tavola. Ed è evidente che anche Enel dovrà rivedere i propri piani, nel bene e nel male, per capire pro e contro della nuova partita. E pare che il piano prima della primavera non sarà svelato.

Sarebbe in programma domani, inoltre, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Radiocor, l’audizione di Tommaso Pompei, amministratore delegato di Enel Open Fiber, davanti all’Agcom.

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