INTERNET

Net neutrality, linea dura del Berec

Corsie preferenzali e zero rating ridotti al minimo. Servizi specializzati contemplati “caso per caso”. Linee guida in consultazione, ma le telco lanciano subito l’allarme: “Così addio al 5G”

Pubblicato il 06 Giu 2016

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Il Berec stringe sulla net neutrality. I regolatori europei delle Tlc hanno avviato oggi una consultazione pubblica sulle linee guida di attuazione delle regole Ue sulla neutralità della Rete. La consultazione, che si chiuderà il 18 luglio, punta a definire entro la fine di agosto gli orientamenti che consentano alle autorità nazionali di applicare le nuove le norme in maniera coerente.

Secondo il principio di neutralità della rete, qualsiasi forma di comunicazione elettronica veicolata da un operatore deve essere trattata in modo non discriminatorio, indipendentemente dal contenuto, dall’applicazione, dal servizio, dal terminale, e anche dal mittente e dal destinatario.

In questo contesto le linee guida del Berec danno indicazioni per un’applicazione armonizzata delle nuove regole in materia di accordi e pratiche commerciali tra Internet Service Provider e utenti finali. L’attenzione si concentra in particolare sulle offerte zero-rating (la cosiddetta “discriminazione in positivo”, quando cioè il traffico verso alcuni siti o applicazioni non viene caricato in bolletta) che saranno consentite solo in casi specifici e con un “tetto”.

Il Berec analizza poi i casi in cui è consentito utilizzare sistemi di gestione del traffico che servono ad ottimizzare l’impegno della rete da parte di alcune applicazioni che necessitano di un maggior consumo di banda, ma potrebbero anche bloccare o rallentare app o servizi offerti da competitor. Questi sistemi, potranno essere usati solo in maniera “ragionevole” e in conformità a un ordine del giudice. L’obiettivo è garantire l’integrità e la sicurezza della rete e per gestirne una eventuale congestione, a condizione che le categorie equivalenti di traffico siano trattati allo stesso modo.

Le linee guida riguardano anche i servizi specializzati, che devono rispondere al requisito di necessità e garantire un determinato livello di qualità. Il requisito di capacità, invece, prevede che le reti debbano essere capaci di fornite tali servizi in aggiunta ai servizi di accesso.

Le autorità nazionali devono fare in modo che gli Isp rispettino gli obblighi di trasparenza sui servizi di accesso ad internet, chiarendo informazioni contrattuali e misure di gestione del traffico nonché evidenziare i servizi specializzati che potrebbero impattare su quelli di accesso.

Le autorità nazionali sono tenute a garantire la conformità alle regole e a promuovere la continua disponibilità di servizi di accesso a internet non discriminatori, a livelli di qualità al passo con la tecnologia. Inoltre sono obbligate a pubblicare rapporti su base annua.

Immediata la manifestazione di scontento delle telco, che parlano di approccio “eccessivamente prescrittivo” che rischia di “ostacolare la crescita, l’innovazione e la qualità del servizio ben al di là del settore delle telecomunicazioni”. Secondo gli operatori, in vista del 5G, la regolazione “deve lasciare spazio sufficiente all’innovazione e al lancio di nuovi servizi e prodotti come le automobili connesse, i sensori industriali, i sistemi di eHealth e l’Iptv”.

Il testo finale delle linee guida “non dovrebbe limitare o restringere la nostra capacità di differenziare le offerte ai consumatori e fornire servizi zero-rated. Da un lato questo priverebbe gli utenti di tariffe vantaggiose. D’altra parte, si aprirebbe una fase di incertezza giuridica riguardo la coerenza delle linee guida con il regolamento Open Internet”

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