ANTITRUST

Network sharing mobile, in Francia si cambia marcia

L’Authority per la concorrenza di Parigi dà il via libera alla condivisione delle infrastrutture passive e in alcuni casi delle reti, anche se per ora limitatamente alle zone rurali. Una decisione che apre un capitolo nuovo nella questione “concorrenza”

Pubblicato il 12 Mar 2013

Disco verde dell’Antitrust francese ad una forma “light” di network-sharing fra operatori mobili. La decisione apre la strada alla condivisione delle infrastrutture passive, in particolare le torri di trasmissione e i siti delle antenne, e in alcuni casi anche allo sharing dei network, anche se per ora soltanto nelle zone rurali meno densamente popolate. L’Autorità non ha escluso a priori la possibilità, in futuro, di condividere anche le infrastrutture attive degli operatori, vale a dire le componenti più “intelligenti” della rete, in particolare le stazioni radio base nelle aree urbane. Puntualizzando, però, che in casi del genere intende mantenere alta l’attenzione, per preservare la concorrenza nel mercato del mobile.

“Stiamo aprendo una strada nuova – ha detto Bruno Lasserre, presidente dell’Antitrust francese – e mi sembra che sia del tutto compatibile con il mantenimento di un regime concorrenziale nel settore delle infrastrutture di rete”.

Nel contempo, l’Antitrust francese ha stabilito che l’accordo di roaming secondo cui Free Mobile (Iliad), l’operatore low cost del paese, si appoggia alla rete 3G di Orange (France Telecom) dovrà chiudersi entro la scadenza del contratto nel 2018. Entro quella data, Free Mobile dovrà cavarsela da sola, scrive Le Figaro, e investire in un network proprietario, come previsto dagli impegni contenuti nella sua licenza. Inoltre, nelle zone urbane densamente, popolate Free Mobile dovrà essere pronta con una sua rete già nel 2016. Orange incassa una somma compresa fra 500 e 700 milioni di euro dal contratto di roaming con Free Mobile. Un buon affare per Orange, che però provoca pesanti mal di pancia agli altri due operatori francesi, Bouygues e Sfr (Vivendi).

Per questo l’Antitrust francese ha raccomandato all’Arcep, l’Agcom transalpina, di vigilare sugli investimenti nella nuova rete proprietaria di Free Mobile.

La decisione dell’Authority di aprire al network-sharing segnala un cambio di marcia della policy sulla concorrenza nel mercato francese delle Tlc. Negli ultimi anni l’Arcep ha spinto verso una maggiore concorrenza – comprese sovvenzioni a favore di Iliad (Free Mobile), il quarto operatore del paese – allo scopo di abbassare i prezzi.

Ma la guerra dei prezzi nel mobile innescata da Free Mobile pesa. Le tariffe ultra low cost di Free Mobile hanno provocato un progressive abbassamento dei prezzi anche da parte di Sfr, l’operatore di Vivendi e di Bouygues, costrette negli ultimi mesi a tagliare diversi posti di lavoro.

L’Arcep, dal canto suo, sottoscrive quanto stabilito dall’Antitrust in materia di network sharing e roaming telefonico: “Roaming e network sharing non sono affatto incompatibili con gli obiettivi di un mercato aperto alla concorrenza – si legge in una nota dell’Arcep – si tratta di misure in grado di stimolare la concorrenza”, posto che gli organismi che devono garantire la concorrenza vigilino costantemente e caso per caso “sul mantenimento di livelli minimi di concorrenza fra le parti coinvolte nei singoli accordi”. Accordi che devono essere verificati di volta in volta in termini di garanzia della concorrenza, prima di concedere il via libera.

Per quanto riguarda i privilegi concessi a Free Mobile in tema di roaming nazionale su reti 3G, l’Arcep, in linea con l’Antitrust, raccomanda un termine temporale dell’accordo fra il 2016 e il 2018. Faranno eccezione alcuni accordi ma soltanto a livello locale. L’Arcep suggerisce inoltre di ridimensionare il roaming su reti 2G di cui fruiscono i clienti di Free Mobile, fissando un termine o limitando questo privilegio soltanto ai clienti che hanno un cellulare 2G.

Per quanto riguarda il roaming su reti 4G, l’Arcep e l’Antitrust ne circoscrivono il ricorso a Free Mobile, che potrà appoggiarsi alle reti di Sfr. “Sfr si è aggiudicata due blocchi di frequenza a 800 Mhz – si legge nella nota dell’Arcep – l’Autorità antitrust ha però espresso riserve sulla possibilità di ampliare il diritto di roaming ad aree più densamente abitate, non incluse nei termini fissati dall’Arcep”.

L’Arcep, infine, ribadisce che, come già assicurato nel 2012, continuerà a monitorare da vicino gli investimenti e i livelli di copertura di Free Mobile, per assicurare il mantenimento degli impegni sul rollout della rete previsti dalla licenza concessa al quarto operatore francese.

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