E’ partita dalla Campania la roadmap di bandi con fondi pubblici per la banda larghissima. Venerdì è andato in Gazzetta Ufficiale il bando campano e sarà operativo fra tre giorni. Poi toccherà a Calabria e Molise, quindi Sardegna e Basilicata. “Intendiamo fare cinque bandi, uno per ognuna delle regioni meridionali previste dal piano, e tutti entro luglio”, spiegano dal Ministero allo Sviluppo Economico.
In tutto ci sono 383 milioni di euro di fondi pubblici per i bandi. La Campania è il boccone più grosso, con 122,4 milioni di euro. Coinvolgerà almeno 60 comuni per circa 700.000 unità immobiliari che saranno connesse ad almeno 30 Mbps.
Saranno realizzati oltre 3.500 km di rete ottica. “Per effetto di questo intervento, entro il 2015, il 32% del totale delle unità immobiliari campane saranno connesse ad almeno 30 Mbps”, afferma il ViceMinistro Antonio Catricalà. “A questo dato occorre aggiungere i piani autonomi degli Operatori privati che prevedono la copertura di un ulteriore 21%. La Campania nel 2015 potrà dunque vantare una diffusione e velocità di banda totale del 53% dei cittadini: una percentuale degna di competere con i paesi più avanzati”.
Il ministero stima anche l’impatto lavorativo. Saranno circa 1.000 occupati per quasi tre anni nei settori impiantistico, civile, elettronico e telecomunicazioni.
La Regione Campania ha reperito anche le risorse per azzerare il digital divide residuale, a valere sul FESR 2007/2013.
Il Ministero dello sviluppo economico, tramite la sua società in house Infratel Italia, porterà infatti la connettività a larga banda da almeno 2 Mbps agli ultimi 200.000 cittadini ancora esclusi dal servizio. L’importo complessivo dei lavori, in questo caso, è di 33 milioni di euro di cui: 21 milioni di euro per la costruzione di oltre 450 km di rete in fibra ottica in 94 aree comunali e sub comunali;12 milioni di euro di contributo all’operatore che presenta il miglior progetto di investimento per la erogazione dei servizi a banda larga in oltre 450 aree comunali e sub comunali. Gli interventi si svilupperanno nei prossimi due anni occupando circa 180 persone per due anni (principalmente progettisti, tecnici, operai) in oltre 90 cantieri mobili per la realizzazione di reti in fibra ottica e circa 300 cantieri per l’installazione di apparati elettronici di varia tipologia. Le aziende coinvolte si trovano nei settori impiantistico, civile, elettronico e telecomunicazioni.
La roadmap per la banda ultra larga ha però ancora alcuni punti di incertezza. Il primo: a quanto ammonterà effettivemente l’investimento nelle cinque regioni, con questo piano? Sappiamo che i bandi impongono agli operatori partecipanti un contributo minimo di almeno il 30 per cento. Si sale quindi ad almeno 547 milioni. Il risultato finale dipende da quanto saranno agguerriti gli operatori per aggiudicarsi il bando: vince chi riesce a fare più copertura con quei fondi pubblici, aumentando il proprio contributo (oltre il 30 per cento) e/o con una migliore efficienza tecnologica e operativa.
Altra incognita: la Puglia. “La Regione deciso di fare da sola, con un proprio piano banda ultralarga che ha già presentato alla Commissione europea e giovedì lo mostrerà anche a noi. Se è compatibile con il nostro piano, porà andare avanti in questo modo”, spiegano dal ministero.
Terza incognita: le regioni del Centro-Nord. Dovranno utilizzare nuovi fondi europei per complementare i piani degli operatori privati, verso l’obiettivo banda ultralarga 30 Megabit a tutti entro il 2020. “Presto tutte le Regioni dovranno aderire al piano nazionale anche impiegando le risorse della nuova programmazione 2014-2020”, spiega Catricalà.