REPORT TELCO PER L'ITALIA

Pileri: “Una strategia per le competenze necessaria alle reti ultrabroadband”

Molte delle figure professionali oggi maggiormente richieste sono legate agli ambiti innovativi quali Cloud, Mobile, Cybersecurity. Competenze che rivestiranno un ruolo chiave anche nelle professionalità richieste per la progettazione e pianificazione delle nuove infrastrutture

Pubblicato il 17 Gen 2018

Stefano Pileri

Pileri

A seguire l’analisi di Stefano Pileri, presidente Anitec-Assinform su “Telco4Italy Report 2017”, l’iniziativa editoriale CorCom-Digital360 che fa il punto sullo stato delle Tlc in Italia. L’annuario – pubblicato a dicembre 2017 e distribuito in occasione degli Stati Generali delle Telecomunicazioni – raccoglie in sintesi i più importanti avvenimenti dell’anno e soprattutto dà la parola alla community del settore e ai suoi protagonisti. La pubblicazione rappresenta inoltre una sorta di staffetta ideale con Telco4Italy, il più importante evento italiano dedicato al mondo delle Tlc che come da tradizione si tiene a Roma prima dell’estate e che quest’anno è in calendario per metà giugno.

Il piano di sviluppo della Banda Ultra Larga sta procedendo in modo sostenuto. Grazie alle iniziative volute dal Governo, l’Italia oggi è il paese europeo con il più alto trend di crescita sebbene parta da un livello meno evoluto rispetto agli altri. Dal 2015 il numero di linee Broadband, ossia a Banda Larga, ha ripreso a crescere in modo significativo (500.000 linee) e l’andamento si è confermato nel 2016 con circa 800.000 linee. Nel primo trimestre di quest’anno l’incremento è stato di 400.000 linee Broadband e il trend possibile complessivo per il 2017 è di un incremento di oltre 1 milione di linee.

Se poi ci focalizziamo sulle linee a Banda Ultra Larga, ossia oltre i 30 Mbit/s, stiamo sfiorando incrementi di due milioni di linee l’anno come dimostra l’Osservatorio trimestrale delle Comunicazioni di Agcom aggiornato a giugno 2017. A determinare questa nuova impennata delle esigenze di altissima velocità di telecomunicazione sono diversi fattori legati ai nuovi modelli di intrattenimento basati sul video HD in streaming e gaming on line, di shopping basati su e-commerce, dell’educazione basata sulla scuola digitale e sulla formazione on line permanente, del lavoro basati sullo smart working e del banking e insurance basati su oggetti e persone connesse.

Il numero di terminali utilizzati per abitazione sta crescendo sensibilmente e ciò spinge all’acquisto di collegamenti con velocità molto elevate. La velocità è importante per soddisfare molte connessioni in rete contemporanee ma non è tutto. Anche il tempo di risposta all’invio di dati e alle transazioni diviene molto importante e le nuove reti ottiche e 5G mobile (o oggi su 4,5G) migliorano di un ordine di grandezza tale parametro (che si chiama latenza) portandola nell’intorno di 1 millisecondo. Analoga accelerazione sta avvenendo nelle esigenze di comunicazione delle Imprese prevalentemente per tre grandi tendenze: i) lo sviluppo dei nuovi modelli “omni-canale” di interazione con la clientela dove video, immagini, chat, social hanno ormai preso il posto dei vecchi modelli dei Call Center; ii) l’adozione ormai generalizzata del modello Cloud per l’evoluzione dei sistemi informativi aziendali con conseguente impatto sulla velocità delle reti intranet e delle connessioni verso la big internet; iii) l’accelerazione dei modelli Internet od Things e Analytics applicati al mondo delle imprese dove si sta procedendo alla connessione in rete delle linee di produzione, delle coltivazioni agricole, della supply chain, dei clienti in modo da realizzare i nuovi modelli produttivi propri dell’impresa 4.0.

Effettivamente in nostro paese sta cambiando passo. I dati dello European Digital Economy and Society Index (DESI) rivelano che il gap con gli altri paesi europei è ancora significativo ma ci sono miglioramenti incoraggianti e questo è uno stimolo a procedere a passo sostenuto in questa direzione.

L’accelerazione che stiamo vivendo nella realizzazione di queste infrastrutture ha come principali protagonisti Tim, Open Fiber, Fastweb e Infratel. Anche gli operatori Vodafone e Wind3 stanno giocando un ruolo importante ma basato sugli sviluppi di Open Fiber più che su infrastrutture proprie.

Complessivamente, il piano di sviluppo della rete Ultra Broadband in Italia, in corso di svolgimento grazie a Open Fiber, ai finanziamenti Infratel e a Flash Fiber di Tim e Fastweb, porterà alla realizzazione di 22 milioni di UI (Unità Immobiliari) con architettura FTTH. Il Governo ha approvato un’ulteriore accelerazione per le Aree Grigie che, grazie al principio del “Salto di Qualità” richiesto dal piano Gigabit Society lanciato dall’UE con nuovi obiettivi al 2025, aggiunge ulteriori interventi su 9 milioni di UI sempre con architettura FTTH. Dunque in sintesi stiamo realizzando una rete completamente ottica per circa 30 milioni di UI, con una velocità realizzativa che tenderà a 4 milioni di UI coperte per ciascun anno e almeno 2 milioni di UI connesse per un investimento annuo che supera i 2 miliardi di euro.

L’impatto di un Piano così intenso e diffuso sulla componente industriale è enorme e porta con sé significative ricadute occupazionali stimate in 15.000 tecnici per la costruzione della rete FTTH e 10.000 tecnici per delivery e assurance, in buona parte aggiuntivi rispetto a quelli già occupati oggi, con un trend di crescita almeno triennale. Una componente rilevante di questa nuova occupazione è composta da professionalità specialistiche di pianificazione e progettazione delle infrastrutture e dei tracciati dei cavi. Nel prossimo triennio registreranno un trend di crescita elevato e costante figure professionali con una formazione che unisce competenze di tipo informatico ad altre più specifiche relative alla progettazione civile, agli elementi strutturali, all’analisi georadar e alla minimizzazione dell’impatto sul territorio. Crescerà anche l’occupazione di manodopera necessaria alla realizzazione delle infrastrutture e alla posa e giunzione dei cavi ottici. Crescerà l’esigenza di monitorare e misurare la qualità del realizzato in quanto le reti ottiche devono assicurare prestazioni estremamente elevate. In questo caso una quota potrà essere costituita da basi occupazionali esistenti che trovano nuove opportunità di impiego dopo il rallentamento nell’avvio di nuovi cantieri degli anni precedenti.

Aspettiamo a partire dal 2020 un significativo sviluppo delle nuove coperture di rete mobile 5G che in base alle performance promesse e al tipo di frequenze utilizzate deve moltiplicare per un fattore 10 le antenne oggi esistenti nel nostro Paese. È evidente che la realizzazione di un’infrastruttura così performante velocizzerà e incoraggerà la cosiddetta “Trasformazione Digitale” della nostra Economia. L’aspetto delle competenze e delle skill è un elemento fondamentale in questo piano di trasformazione sia per i profili più tecnologici sia per quelli più esecutivi. Come dimostrano i dati dell’Osservatorio sulle Competenze Digitali 2017, il mercato legato alla trasformazione digitale è in continua evoluzione. Molte delle figure professionali oggi maggiormente richieste sono legate agli ambiti innovativi quali Cloud, Mobile, Cybersecurity, competenze che rivestiranno un ruolo chiave anche nelle professionalità richieste per la progettazione e pianificazione delle nuove infrastrutture.

Anche per le professionalità impiegate nelle attività di esecuzione è necessario che le competenze siano adeguate alle nuove tecniche di scavo e alla realizzazione di progetti molto più complessi rispetto al passato. Servono quindi una strategia e un impegno continuo sul fronte della formazione a nuove competenze, sia sul fronte tecnico, sia e soprattutto su quel fronte, sempre più esteso, che combina competenze tecnologiche, competenze manageriali e sensibilità al cambiamento.

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