NET NEUTRALITY

Quintarelli: “Innovazione a rischio con una rete non neutrale”

Il deputato di Scelta Civica: “Gli accordi fra operatori possono mettere un grosso freno alla concorrenza applicativa”

Pubblicato il 01 Dic 2014

stefano-quintarelli-120514150218

Il tema della neutralità della rete è diventato bollente negli Stati Uniti, dove il presidente Obama sta mettendo pressioni, per la prima volta, sull’Authority Tlc Fcc. Anche in Europa è il momento della verità, dato che il pacchetto Telecom Single Market ora è in discussione al Consiglio Ue. È diventata insomma di grande rilevanza politica una questione che fino a poco tempo fa era a cuore solo a pochi esperti visionari. Tra i primi a parlarne è stato Stefano Quintarelli, che oltre a essere uno dei padri dell’internet commerciale italiana è un parlamentare (di Scelta Civica) tra i più attenti alle questioni del digitale.
Quintarelli, la politica si sta accorgendo della neutralità della rete. Perché è così importante?
Diciamo che è un meccanismo per dettare delle condizioni che aiutino ex-ante a mitigare possibili abusi di posizione dominante a scapito degli operatori di dimensione minore, prevenendo azioni la cui eventuale sanzione Antitrust rischia di arrivare a babbo morto.
Facciamo qualche esempio.
Supponiamo che un operatore, chiamiamolo “BigNet”, faccia un servizio prioritizzato BigNetVideo, videocomunicazione di base. Servizi alternativi, anche migliori dal punto di vista tecnico, con chat e condivisione di schermi, semplicemente non avrebbero mercato perché funzionerebbero peggio sulla rete. È un freno alla concorrenza applicativa. Una startup che volesse innovare usando servizi di videocomunicazione risulterebbe penalizzata perché il servizio potrebbe risultare compromesso in modo saltuario e discontinuo dal più stabile ma poco innovativo BigNetVideo. Un freno alla innovazione. Tra l’altro, trattandosi di fenomeni per loro natura statistici, è molto complesso verificarli e comunque i dati sono soggetti ad interpretazioni. Potrebbe essere che, sfruttando questa concessione, BigNet volontariamente comprometta in modo saltuario e discontinuo i servizi di un’applicazione concorrente per favorire la propria. La cosa, una volta tollerato che il traffico venga “gestito”, sarebbe di difficilissima (se non impossibile) dimostrazione. Ma ci sono anche altri scenari di rischio, con una rete non neutrale.
Quali?
Supponiamo che BigNet e SmallNet facciano ciascuno il proprio servizio di videocomunicazione prioritizzato. Un utente di SmallNet, dato che la maggioranza degli utenti stanno da BigNet, avrà più probabilità di parlare con un utente di BigNet invece che con uno di SmallNet. Un utente sarà più portato ad abbonarsi a BigNet, anche se magari l’assistenza tecnica, la precisione di fatturazione, la stabilità della banda di SmallNet sono migliori. E ancora: supponiamo BigNet e TeleLarge (nome di fantasia per un over the top) si accordino per erogare i contenuti di quest’ultima con qualità garantita su BigNet. La scelta di quali contenuti prioritizzare la fa l’operatore, non l’utente. Se TeleLarge è molto popolare, BigNet avrà un vantaggio competitivo; i suoi utenti si abboneranno per vedere erogati in modo preferenziale i contenuti di TeleLarge, a scapito di chi non ha un rapporto analogo con TeleLarge. Se uno delle centinaia di operatori piccoli andasse da TeleLarge e chiedesse un simile accordo, TeleLarge difficilmente lo concederebbe, perché dovrebbe avviare centinaia di contratti. Si avvantaggerebbero gli operatori di rete maggiori.
Ma sarebbe penalizzata anche la concorrenza tra Over the top.
Esatto. Anche TeleSmall (Ott minore) sarebbe penalizzata, dato che gli utenti di BigNet accederebbero con un’erogazione preferenziale ai contenuti di TeleLarge, a scapito delle Tv private minori. TeleSmall potrebbe chiedere a BigNet di avere un trattamento analogo, ma BigNet avvierebbe centinaia di contratti con Tv piccole, solo per spirito di equità per non dare un vantaggio competitivo alle Tv di dimensioni maggiori? Ovviamente no, e si avvantaggerebbero così nuovamente le Tv maggiori, a scapito anche del pluralismo.
Che peso ha la proposta di riclassificazione della banda larga?
Era la posizione di Obama prima della prima campagna elettorale, poi per anni non ci ha lavorato. Adesso speriamo bene… speriamo che tenga botta. Però non bisogna dimenticare che la struttura della regolamentazione in Usa è molto diversa dalla nostra. Idem il mercato: in moltissima parte degli Usa c’è un solo operatore banda larga disponibile, quindi i rischi della non neutralità sono molto più alti che in Europa.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati