RISIKO TORRI

Rai Way, Ei Towers: “Gestore unico potrebbe guardare alle Tlc”

La controllata Mediaset risponde con un documento di dieci pagine alle richieste della Commissione Industria del Senato: “Su eventuali modifiche all’offerta decideremo dopo la risposta di Rai Way e Rai. Nessun ruolo Agcom nel contratto con Mediaset”

Pubblicato il 06 Mar 2015

Antonello Salerno

“Eventuali modifiche alle condizioni dell’offerta dovrebbero comunque mantenere inalterata la valenza industriale e i ritorni finanziari del progetto. Allo stato attuale è quindi del tutto prematuro ogni giudizio su eventuali modifiche relative a singole condizioni, avulse rispetto al quadro complessivo, e in assenza di valutazioni compiute sul merito industriale del progetto e sulle condizioni economiche dell’offerta da parte di Rai Way e del suo azionista”.

Così Ei Towers, nel documento di 10 pagine indirizzato alla commissione Industria del Senato, prende tempo, e non scopre le carte su un’eventuale possibilità di accettare una quota di minoranza in Rai Way come “soluzione di riserva” se l’Opas lanciata il 24 febbraio, come appare ormai molto probabile, non dovesse andare in porto a causa del vincolo per la controllata Rai di mantenere in mano pubblico il 51% della società.

Quanto alla fusione tra le due realtà in un unico operatore, da Ei Towers sottolineano che “da tempo il mercato finanziario vede con favore un consolidamento delle torri broadcasting in Italia, ritenendo che si tratti di una soluzione che garantisce benefici in termini di efficienza, profittabilità e semplificazione operativa. Un unico operatore può proporsi al mercato in modo diretto, trasparente e non discriminatorio, creando valore per tutti gli azionisti”.

Anche in Italia un eventuale operatore unico, facendo leva e sommando i punti di forza di Ei Towers e Rai Way, spiegano dalla controllata Mediaset, potrebbe “gestire più velocemente il processo di evoluzione della piattaforma digitale terrestre”, “consentire all’emittenza televisiva locale di ridurre le inefficienti dispersioni di risorse in tecnologia e infrastruttura”, “stimolare il passaggio del settore radiofonico verso la digitalizzazione”, “offrire un contributo attivo per il miglioramento dell’impatto paesaggistico e ambientale”. Ma all’ultimo punto Ei Towers fa riferimento anche alle Tlc, sostenendo che l’operatore unico consentirebbe di “valutare con maggiori ambizioni eventuali sviluppi nel settore delle infrastrutture destinate alle telecomunicazioni. Non è un caso – scrivono da Ei Towers – che proprio pochi giorni fa il primo spin-off delle infrastrutture telefoniche verificatosi in Italia, ad opera di Wind, abbia fatto registrare il rafforzamento in Italia nel ruolo di compratore del gruppo Abertis, gestore dell’operatore unico delle infrastrutture televisive in Spagna”.

“L’eventuale perfezionamento dell’offerta comporterebbe un incremento temporaneo del debito netto per un importo sostanzialmente pari all’esborso massimo complessivo”, spiegano da Ei Towers rispetto a come il successo dell’Opas influirebbe sull’indebitamento della società, che sarebbe pari a 1,22 miliardi di euro. Le condizioni di costo marginale sarebbero migliori rispetto a quelle del Prestito Obbligazionario di Ei Towers in essere e il livello di Ebitda e la generazione di cassa del nuovo gruppo sarebbero più che sufficienti a servire il debito e certamente migliorerebbero la struttura del capitale”.

Quanto alla richiesta che era venuta dalla commissione su un eventuale ruolo di Agcom nel contratto di servizio tra Ei Towers e Mediaset, la società risponde che “L’Agcom non ha avuto alcun ruolo nel negoziato dal momento che si trattava di un contratto tra società appartenenti allo stesso gruppo e che in ogni caso non rientrano nelle sue competenze le notifiche preventive di intese tra soggetti che non siano entrambi parte del Sistema Integrato delle Comunicazioni”.

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