STRATEGIE

Retelit, il rilancio di Protto: “Ora nuova fase, via alle acquisizioni”

Confermati i vertici nel corso dell’assemblea che ha battuto la Fiber 4.0 d Raffaele Mincione. L’Ad delinea una nuova fase di sviluppo espansivo, nel mirino operatori infrastrutturali. Il neoconsigliere Ferrari: “Opportunità di agire come piattaforma di aggregazione” per il consolidamento del settore. Approvato il bilancio

Pubblicato il 30 Apr 2018

Federico-Protto-CEO-Retelit-23

“Individueremo dei target, alcuni li abbiamo già: operatori infrastrutturali locali, nazionali per accelerare sul mercato business e operatori che ci aiutino a completare il nostro portafoglio prodotti nell’IT, cybersecurity o fintech”. E’ il messaggio con cui l’Ad di Retelit Federico Protto guarda avanti dopo l’assemblea di venerdì scorso che ha rinnovato il cda confermando gli attuali vertici e smontando il ribaltone tentato dalla cordata di Raffaele Mincione.

In una seconda fase, dice Protto, Retelit guarderà oltre confine: “l’espansione territoriale non è la nostra priorità anche se vorremmo accelerare anche lì”. Il nostro piano, ha proseguito, deve “permetterci di allargare la nostra capacità di partnership perché ora siamo appetibili come l’accordo con Open Fiber ha dimostrato” (Open Fiber e Retelit hanno siglato un accordo commerciale che consentirà di ampliare l’offerta di servizi ultra-broadband per la copertura in Ftth sul territorio).  Inoltre l’Ad ha anticipato l’annuncio a breve di un nuovo contratto con un importante partner asiatico.

“C’è una forte opportunità di agire come piattaforma di aggregazione” ha detto il director di Svm, Gianluca Ferrari, neo-consigliere di Retelit.

Nell’assemblea degli azionisti, chiamata ad approvare i conti 2017 e a rinnovare gli organi sociali per un triennio, il braccio di ferro tra Shareholder Value Management – comprendeva anche i libici di Bousval e i tedeschi di Axxion: il patto di voto con Bousval è scaduto venerdì – e l’alleanza capitanata da Fiber 4.0 di Raffaele Mincione si è dunque concluso a favore del primo: si è affermata la lista presentata dal patto Svm-Bousval e guidata dal presidente uscente Dario Pardi e contenente anche l’amministratore delegato Federico Protto che sono quindi confermati. Eletti nella lista di maggioranza anche Gianluca Ferrari, Faisel Gergah, Paola Bruno, Gianbeppi Fortis, Patrizia Mantoan e Marina Rubini. Per la lista di minoranza, presentata da Fiber, che ha avuto il voto favorevole in rappresentanza di 35 milioni di azioni, risultato eletto il capolista Luca Cividini.

Lo scontro era iniziato fino dall’inizio dell’assemblea. Fiber 4.0 si era appellata al golden power e aveva annunciato di aver inviato alla Presidenza del Consiglio una segnalazione sulla mancata notifica da parte della cordata Sem e chiesto di rinviare l’assemblea a quando “ci saranno i chiarimenti delle autorità competenti”. L’assemblea secondo l’avvocato Stefano Morri (cordata Mincione) “non è legittima come non lo è a suo parere la lista dell’avversario”. Il presidente di Retelit Dario Pardi ha però replicato che secondo i pareri pro veritate dei legali del cda e del collegio sindacale “non sussiste obbligo di notifica”.

Ma Fiber 4.0, la cordata guidata da Mincione, intende giocare la partita del futuro della società di tlc al di là dell’esito della assemblea: “Pensiamo e crediamo di poter essere l’azionista di riferimento di Retelit” ha detto Mincione. “Tutti guardano a Retelit soprattutto soggetti finanziari e esteri perché lo userebbero come grimaldello per far leva nel settore”.

L’Assembleaha approvato il bilancio di esercizio ed esaminato il bilancio consolidato di Gruppo al 31 dicembre 2017. Il Gruppo chiude l’esercizio 2017 con risultati in forte miglioramento e consegue un risultato operativo (EBIT) positivo per 12,2 milioni dai precedenti 2,2 milioni del 2016. I ricavi consolidati si attestano a 65,4 milioni, in crescita del 32%, grazie a ricavi da servizi di telecomunicazione in crescita del 22% a 48,6 milioni e a ricavi su concessioni diritti d’uso e manutenzione di rete in miglioramento del 30% a 10,8 milioni. I ricavi consolidati includono altri proventi di natura non ricorrente pari a €1,7 milioni relativi alla vendita di capacità sul sistema in cavo sottomarino AAE-1. Ebitda pari a 26,9 milioni in crescita dell’85% rispetto al 2016, Ebitda margin del 41,2% in crescita rispetto al 29,4%. Crescita superiore agli obiettivi di piano e resa possibile dall’incremento dei ricavi e al miglioramento del mix anche dovuto alla commercializzazione del sistema in cavo sottomarino AAE-1, e alla conseguente ottimizzazione dell’infrastruttura. L’utile d’esercizio consolidato si attesta a 11,4 milioni, quasi quadruplicato rispetto ai 2,9 milioni del 2016.

I ricavi della Capogruppo Retelit registrano una crescita pari al 178% posizionandosi a 6,3 milioni rispetto a 2,3 milioni registrati nel 2016. Il risultato operativo (EBIT) è in miglioramento seppur negativo per 2,4 milioni rispetto al risultato negativo di 3,5 milioni del 2016 (+29%). L’utile netto complessivo di periodo è pari a 9,6 milioni rispetto alla perdita di 4,1 milioni del 2016.

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