MERCATI

Risiko Tlc, oltre Telecom persino Vodafone possibile “preda”

Secondo gli analisti le varie ipotesi di M&A spingono le compagnie interessate al gruppo italiano ad accelerare i loro piani. Il titolo di TI chiude a +9,36%. Il colosso Uk nel mirino di At&T. Galateri: “Nel mercato europeo evoluzioni importanti”

Pubblicato il 30 Ago 2013

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Telecom Italia brilla in Borsa sull’onda delle ipotesi di consolidamento del mercato delle Tlc. Il titolo apre a +4,61% a 0,5064 euro per poi superare il 7% e chiudere a +9,36%, in un comparto che resta al centro dell’attenzione degli investitori per la febbre da M&A dopo la notizia che Verizon ha ripreso le trattative con Vodafone Group per acquistare la partecipazione detenuta dalla società britannica nella joint venture di telefonia mobile statunitense Verizon Wireless. Il possibile deal Vodafone-Verizon, segnalano da Equita Sim, doterebbe la prima di circa 100 mld (pre-tasse) di risorse fresche. “E’ un chiaro catalyst per l’ulteriore ondata di M&A nel settore e quindi un catalyst positivo anche per Telecom Italia. Fra gli asset a cui potrebbe guardare in futuro Vodafone riteniamo ci possa essere anche Tim Brasil per incrementare l’espansione nei mercati emergenti”, precisano dalla sim milanese.

“Riteniamo che in un eventuale deal M&A, Telecom potrebbe ottenere dalla cessione della quota in Tim Brasil un valore circa doppio rispetto a quello espresso dal mercato (oltre i 4 mld euro) con cio’ raggiungendo un D/Ebitda di circa 2 dall’attuale 2,4″. Sempre in tema M&A settoriale, gli analisti segnalano che la possibile acquisizione di Fastweb (Swisscom) da parte di Vodafone (ipotesi che circola sul mercato) avrebbe un impatto leggermente negativo perche’, pur semplificando l’arena competitiva, creerebbe un competitor di Telecom Italia piu’ completo.

“Tutte le strade portano a Roma” ed in particolare a Telecom Italia, sentenziano gli esperti di Bernstein in un corposo report sul titolo della compagnia telefonica nel quale alzano la raccomandazione ad outperform da market-perform e fissano il target price a 1 euro per le azioni ordinarie, da 0,65 euro, e a 0,9 euro per le risparmio, da 0,55 euro. Gli analisti credono infatti che “con l’M&A nel comparto delle tlc nella mente di tutti, pensiamo che valga la pena sottolineare che, in molti modi, tutte le strade portano a Roma e Telecom Italia probabilmente è in cima alla lista di diverse compagnie globali”.

Secondo Bernstein le varie discussioni M&A nel comparto (di ieri la notizia che Vodafone e Verizon hanno ripreso le trattative sul destino della loro joint venture statunitense Verizon Wireless) spingono le aziende che hanno un interesse su Telecom Italia ad accelerare i loro piani. Telefonica e Softbank potrebbero essere interessate. “Pensiamo che gli azionisti possano raddoppiare i loro soldi in un periodo di tempo relativamente breve e alziamo il rating da market-perform a outperform”, si legge nel report.

“Come in tanti settori, anche in quello delle Tlc stanno avvenendo evoluzioni importanti in Europa. Segno che ci sono prospettive rilevanti”, ha detto Gabriele Galateri di Genola, consigliere di Telecom Italia a margine della visita del presidente del Consiglio Enrico Letta all’Istituto italiano di tecnologia di Genova, di cui Galateri è presidente. Riguardo agli sviluppi in Telecom, Galateri di Genola ha detto: “aspettiamo il Cda del 15 settembre per ascoltare le proposte su Telecom e Telco deciderà di conseguenza”.

Sul risiko un ruolo importante lo gioca anche Vodafone. Secondo gli analisti, infatti, una volta portata a termine l’operazione Verizon Wireless, il gruppo di Colao ha davanti due opzioni: comprare o farsi comprare. Nel primo caso va ricordato che Colao sta concentrando l’attenzione sull’acquisto “wireline”, dato che le fusioni sul mercato “mobile” sono ostacolate dal contesto regolamentare. In questo senso va letta l’operazione Kabel Deutschland. Nel secondo caso ci sarebbe AT&T interessata al gruppo britannico, soprattutto agli asset wireless. Robin Bienenstock, analista di Sanford C. Bernstein, stima che il colosso Usa sarebbe disposto a pagare fino a 80 miliardi di sterline (124 miliardi di dollari). E proprio in questi giorni At&T starebbe studiano la profittabilità degli asset wireless senza fili e, quindi, del vettore EE.

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