IL CDA

Singer sfida Bollorè: il fondo “avvoltoio” aumenta quota in Tim. E punta ai consiglieri

Il finanziere americano aumenta la partecipazione: al momento è sotto la soglia del 5%, ma la situazione potrebbe modificarsi in vista dell’Assemblea di aprile. Un portavoce del Fondo: ” Situazione di Tim migliorerebbe con rinnovo consiglieri. Prendiamo in considerazione l’adozione di misure per raggiungere tale obiettivo”. C’è anche lo zampino di Berlusconi? Sul tavolo del cda il piano 2018-2020 e lo scorporo della rete

Pubblicato il 06 Mar 2018

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Il fondo Elliott Management del finanziere Paul Elliot Singer ha aumentato la sua partecipazione in Tim. Ma rispetto alle prime voci circolate non ha superato la soglia “critica”, ossia quella del 5% che impone la comunicazione a Consob e che nel caso di Tim darebbe diritto alla nomina dei consiglieri. Dopo una mattinata di rumors – si era detto che il fondo del finanziere americano avesse acquistato azioni raggiungendo il 6% – è stata la stessa Elliott a chiarire la questione: il fondo conferma di avere “un interesse in azioni ordinarie e di risparmio di Tim”, ha detto un portavoce, ma precisa che “la posizione in azioni ordinarie è tale che non eccede, ad oggi, il limite oltre il quale deve essere resa nota in base alla legge italiana” (ossia il 5%, ndr). “Sebbene Elliott potrebbe aumentare ulteriormente il suo interesse in Telecom Italia”, precisa però il portavoce, “non sta cercando e non cercherà di prendere il controllo” del gruppo di Tlc.

Il fondo del finanziere americano – spesso balzato agli onori della cronaca per operazioni “spregiudicate” al punto da essere stato ribattezzato il “fondo avvoltoio” – era già in quota Telecom. Ma Singer avrebbe deciso di rimpolpare il pacchetto azionario in modo da poter accrescere il proprio potere. Il superamento della soglia del 5% gli consentirebbe du intervenire nella nomina dei consiglieri di amministrazione – il quorum per presentare infatti una propria lista in Assemblea è del 5% – e persino di “orientare” le strategie della compagnia di cui Vivendi è il primo azionista con il 23,9% di quote. Sul fronte dei consiglieri la prima occasione buona potrebbe essere quella dell’assemblea annuale di Telecom in calendario il prossimo 24 aprile.

Come investitore nel gruppo “il fondo Elliott ha speso tempo e risorse significative negli ultimi mesi analizzando l’azienda e le sue alternative di strategia”, ha detto sempre il portavoce. “La governance, la valutazione, la direzione strategica e i rapporti di Telecom Italia con le autorità italiane migliorerebbero sostituendo alcuni membri del consiglio di amministrazione con nuovi amministratori completamente indipendenti e altamente qualificati. Di conseguenza, Elliott sta prendendo in considerazione l’adozione di misure per raggiungere tale obiettivo”.

Stando a indiscrezioni di stampa Singer sarebbe interessato però soprattutto alla partita brasiliana. E sempre secondo indiscrezioni dietro la mossa di Singer potrebbe esserci Silvio Berlusconi considerato lo scontro aperto con Bolloré sulla vicenda Mediaset Premium. Fra l’altro nell’aprile 2017 Singer è intervenuto con un prestito di 303 milioni di dollari nell’operazione di vendita del Milan.

“Vediamo favorevolmente l’interesse del fondo Elliott Management in quanto potrebbe contribuire a bilanciare l’influenza di Vivendi in Assemblea e, auspicabilmente e conseguentemente, nel Consiglio di Amministrazione di una reale Public Company, ridefinendo e reindirizzando la strategia della Società verso una effettiva crescita e creazione di valore, nell’interesse di tutti gli azionisti”, commenta Franco Lombardi, presidente di Asati, l’associazione che rappresenta i piccoli azionisti di Tim.  “Peraltro, secondo il più classico degli “amarcord”, la nostra Telecom ideale, nell’occasione dell’assemblea di aprile 2014 era stata disegnata attraverso un progetto condiviso con la Findim di Fossati e per un pugno di voti non riuscimmo a far nominare i tre consiglieri della nostra lista, espressione degli azionisti di minoranza. Forse oggi racconteremmo un’altra storia. Ad ogni modo l’ingresso di un nuovo socio, significativamente rilevante per la portata dell’investimento, potrà accompagnare effetti potenzialmente favorevoli e forse inciderà positivamente sull’andamento del titolo che, dall’uscita dell’Ad Marco Patuano (marzo 2016), è sempre peggiorato”.

In attesa di capire meglio le mosse del finanziere l’Oltreoceano in casa Telecom si è intanto complicata la questione della cessione di Persidera (di cui Tim detiene il 70%), che dovrebbe non a caso essere discussa nel consiglio odierno. Il Gruppo Gedi, secondo azionista con il 30% ha deciso di rifiutare l’offerta di RaiWay e F2i considerandola “non in linea con le aspettative” e di valutare quella non vincolante presentata dal fondo di investimento statunitense I Squared. Tim da parte sua ha deciso di non rinunciare al processo di valorizzazione dell’asset. “Il conferimento ad Advolis della procura relativa alla vendita della partecipazione in Persidera non ha determinato alcun trasferimento della suddetta partecipazione che rimane nella piena ed esclusiva disponibilità di Tim”, si legge in una nota.

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