M-PAYMENT

Smartphone banking, business da 800 milioni

Quantificati da uno studio Monte Paschi-Casmef i ricavi aggiuntivi annui per le banche derivati da m-payment e m-commerce. L’accesso mobile a servizi finanziari utilizzato dal 25% dei possessori di telefonini intelligenti

Pubblicato il 16 Feb 2012

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Il potenziale per le banche italiane derivante dall’utilizzo di tecnologie di accesso sugli smartphone, attualmente quasi del tutto inesplorate, si aggira intorno agli 800 milioni di euro di ricavi aggiuntivi annui, di cui 280 milioni attribuibili ad iniziative nel mobile commerce e 250 milioni a soluzioni di mobile payment. E’ questo il profilo tracciato da uno studio realizzato dall’area pianificazione strategica, research e investor relations di Banca Monte dei Paschi di Siena, in collaborazione con Centro Arcelli per gli studi monetari e finanziari (Casmef), diffuso in una nota. Il 25% dei possessori di smartphone utilizza servizi di mobile banking.

Nel nostro paese la telefonia mobile non sembra conoscere crisi, anche grazie al costante aggiornamento delle tecnologie a disposizione e all’utilizzo sempre più diversificato dei dispositivi di ultima generazione. In Italia la diffusione degli smartphone è inarrestabile: nel primo trimestre del 2011, i possessori di “telefoni intelligenti” hanno superato i 20 milioni, con una crescita del 52% rispetto allo stesso periodo del 2010.

Quanto alla modalità di utilizzo, i dati sull’utilizzo degli smartphone nel nostro paese mostrano la maggiore concentrazione soprattutto nella fascia di popolazione di età compresa fra i 18 e i 29 anni. In Italia gli smartphone vengono utilizzati prevalentemente per navigare in internet (il 73%) e leggere e-mail (il 70%). Piu’ del 50% dei possessori utilizza i device per collegarsi a social network, blog e forum.

Nell’ambito dei servizi bancari e finanziari la percentuale dei possessori che utilizzano lo smartphone per gestire operazioni di mobile banking è pari a circa il 25%. Il mobile banking: la maggioranza delle banche italiane offre servizi di mobile banking “di base” (consultazione e gestione del proprio conto corrente). Un recente studio di Efma afferma che nel giro dei prossimi 2 anni, oltre il 90% delle banche europee si sarà dotata di un’offerta specifica in questo comparto, alla ricerca di una maggiore efficienza dei canali distributivi.

Lo smartphone banking: secondo lo studio, la diffusione degli smartphone fornisce alle banche la possibilità di offrire servizi innovativi in grado di generare valore aggiunto sia in termini di revenues addizionali che di acquisition di nuova clientela. Le potenzialità derivanti dall’utilizzo di questi dispositivi, come emerge dall’osservazione di alcune best practice internazionali, vanno ben oltre la semplice offerta di servizi di mobile banking di base. Le banche più innovative hanno cominciato a sviluppare applicazioni di mobile commerce, personal financial management, mobile payment, image capture e altre. Il mondo smartphone è quindi, nel futuro più immediato, uno degli orizzonti di maggior sviluppo commerciale per gli istituti di credito.

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